Wimbledon 2026, Paolini risorge dall’inferno: bagel iniziale, poi la rimonta da fenomeno su Montgomery

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Una partenza da incubo, un bagel umiliante e poi la reazione da campionessa vera. Jasmine Paolini ha vinto la sua prima battaglia a Wimbledon 2026, superando al primo turno la statunitense Robin Montgomery con il punteggio di 0-6, 6-4, 7-5 dopo 2 ore e 22 minuti di gioco sul Court 12 dell’All England Club. Una vittoria di cuore, di nervi e di orgoglio, arrivata nel pomeriggio di lunedì 30 giugno 2026 e chiusa intorno alle 14:34 ora italiana da un doppio fallo dell’americana. Per la finalista dell’edizione 2024 dei Championships è il primo passo, sofferto e quasi miracoloso, in un torneo che resta il più amato della sua carriera.

Come è andata davvero Paolini-Montgomery al primo turno di Wimbledon 2026?

L’inizio del match è stato semplicemente sconcertante. La toscana, numero 17 del mondo e 13esima testa di serie, è entrata in campo contratta, incapace di trovare le misure sul prato e travolta dal tennis aggressivo della rivale. In appena 31 minuti Montgomery si è presa il primo set per 6-0, infilando tre break e non concedendo nemmeno un game all’azzurra. Un bagel pesantissimo, di quelli che lasciano il segno, soprattutto in un primo turno dello Slam più prestigioso.

Nel secondo parziale Paolini ha alzato la voce con il dritto, ha iniziato a variare con le palle corte e a sporcare il ritmo dell’americana. Il break in avvio le ha dato fiducia: ha gestito i propri turni di servizio, ha annullato i tentativi di rientro della 21enne di Washington e ha portato a casa il set 6-4. Nel terzo set è stata vera lotta, con scambi prolungati, errori in entrambi i lati e tanta tensione. Sul 6-5 per Paolini, al servizio per il match, Montgomery ha ceduto: doppio fallio sul match point e 7-5 finale.

Chi è Robin Montgomery, la rivelazione che ha fatto tremare l’azzurra?

Il nome di Robin Montgomery, fino a pochi giorni fa, diceva poco anche agli appassionati. Numero 195 del ranking WTA al momento del sorteggio (era addirittura 484 a inizio giugno), la statunitense classe 2004 si è presentata a Wimbledon con un trofeo pesantissimo in valigia. Due settimane fa, il 15 giugno 2026, ha conquistato sull’erba di ‘s-Hertogenbosch il suo primo titolo WTA, sfruttando il forfait di Barbora Krejcikova prima della finale del Libéma Open per malattia.

Quel trionfo l’ha consegnata alla storia recente del circuito: Montgomery è la seconda giocatrice con il ranking più basso di sempre a vincere un titolo WTA in singolare e la terza qualificata a sollevare un trofeo nel 2026. Un dato che spiega bene perché il sorteggio non fosse affatto agevole per Paolini: davanti aveva una giocatrice in fiducia, con il colpo d’occhio sull’erba e con poco da perdere. La paura, davanti al bagel del primo set, era proprio quella di assistere a un nuovo capitolo della favola Montgomery.

Cosa significa questa vittoria per la stagione di Jasmine Paolini?

La stagione 2026 di Paolini, fino a oggi, è stata sotto le aspettative. Dopo l’annata d’oro 2024 con la doppia finale Slam a Parigi e Wimbledon, e dopo il titolo a Roma nel 2025, la toscana ha faticato a confermarsi sui livelli altissimi mostrati nei mesi precedenti. Nel ranking WTA pubblicato il 29 giugno 2026 ha perso tre posizioni, scivolando al numero 17, pur restando la prima delle azzurre davanti a Elisabetta Cocciaretto, risalita al numero 46.

Una rimonta come quella di oggi può valere molto più di un semplice passaggio al secondo turno. Reagire dopo un 6-0 in 31 minuti, davanti a una giocatrice che picchiava da fondo come Montgomery, è un segnale forte di personalità. Paolini stessa, all’arrivo a Londra, aveva ammesso di sentirsi a casa sull’erba dell’All England Club, dove due anni fa firmò una delle pagine più belle del tennis italiano spingendosi fino all’atto finale contro Barbora Krejcikova.

Cosa l’aspetta ora nel tabellone femminile di Wimbledon 2026?

Al secondo turno il livello dovrà necessariamente salire. Il bagel del primo set è un campanello d’allarme che Paolini non può ignorare: contro avversarie più solide al servizio, partire con un set in tasca alle rivali può diventare condanna. La buona notizia è che la 13esima testa di serie ha ora qualche giorno per ricalibrare il piano partita, ritrovare ritmo con il rovescio lungolinea e migliorare la percentuale di prime, oggi insufficiente nei primi due set.

Il sorteggio del tabellone femminile, completato la scorsa settimana, prevede un cammino impegnativo ma non impossibile per l’azzurra, che a Wimbledon ha imparato a giocare con coraggio e a sfruttare lo scambio rapido. La sensazione è che questa vittoria sofferta possa essere il classico spartiacque mentale di un torneo: chi riesce a sopravvivere al primo turno, spesso poi cresce partita dopo partita.

Tyra Grant, l’altra italiana che si fa notare: chi è la 18enne che ha battuto Boulter?

La giornata azzurra a Wimbledon 2026 ha regalato anche un secondo, clamoroso, sorriso. Tyra Caterina Grant, 18 anni, ha eliminato all’esordio la padrona di casa Katie Boulter con il punteggio di 6-4, 6-2, davanti a un pubblico tutto schierato con l’inglese. Una prestazione lucida, aggressiva, con un dritto potente e una gestione dei punti importanti da giocatrice ben più esperta della sua carta d’identità.

Grant, qualificata al main draw, era considerata sfavorita dai bookmakers e dalle previsioni statistiche, che davano Boulter al 70% di probabilità di vittoria. Il risultato ribalta i pronostici e proietta la giovane azzurra fra le rivelazioni di questa prima settimana londinese, in un torneo che vede al via diversi italiani sia nel tabellone maschile, con Sinner, Cobolli, Darderi, Arnaldi, Berrettini, Sonego e Bellucci, sia in quello femminile, dove Paolini guida il gruppo davanti a Cocciaretto e alle altre.

Perché la rimonta di Paolini su Montgomery vale più di un semplice 6-0 6-4 7-5?

Nel tennis, le partite vinte male contano spesso più di quelle vinte bene. Soprattutto agli Slam, soprattutto sull’erba, dove i set scivolano via in pochi minuti e ogni game al servizio è una piccola guerra. Paolini è entrata in campo da favorita, è stata travolta, ha rischiato la figuraccia e poi ha trovato dentro di sé la forza di girare l’inerzia. Un percorso emotivo che, in carriera, separa le brave giocatrici dalle vere protagoniste degli Slam.

Wimbledon, per la toscana, è un luogo speciale: i prati di Church Road le hanno regalato la consacrazione mondiale due anni fa e oggi, forse, le hanno offerto la scintilla per riaccendere una stagione altrimenti opaca. Il secondo turno dirà quanto questa fiamma sia destinata a durare. Per ora, il messaggio è chiaro: Paolini è ancora viva, ed è pronta a giocarsi le sue carte fino in fondo nei Championships 2026.

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Tag:Wimbledon 2026

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