Dove vive Mara Venier: una casa da sogno tra icone pop e una vista che toglie il fiato

La casa di Mara Venier nel Ghetto di Roma: 200 mq di design tra opere di Marco Lodola, il celebre maggiordomo e una vista mozzafiato.

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Francesca Niespolo scrive, parla e intervista per L'Architetto della TV dal 2022. Laureata in Scienze della Comunicazione – con specializzazione in radio, cinema e TV – ha un’ossessione conclamata per il mondo dello spettacolo. Che si tratti di musica, serie cult o film che fanno discutere, non si limita a raccontarli: li viviseziona con passione e una buona dose di ironia.

La casa di Mara Venier ha scelto di abitare nel cuore pulsante del Ghetto Ebraico di Roma. Si tratta di uno dei quartieri più antichi e suggestivi del mondo, caratterizzato da vicoli stretti e palazzi carichi di memoria.

L’abitazione è un attico panoramico di circa 200 metri quadri situato all’ultimo piano di un edificio storico. Mara Venier condivide questo spazio con il marito Nicola Carraro, noto produttore cinematografico. La scelta della zona non è casuale. Il Ghetto offre una privacy rara per chi lavora costantemente sotto i riflettori di Rai 1. Qui, tra i sampietrini e le botteghe artigiane, la “zia d’Italia” conduce una vita scandita da ritmi romani autentici. Il salotto della casa ospita diverse opere d’arte contemporanea. Spiccano le sculture luminose e i ritratti pop realizzati dall’artista Marco Lodola. Queste installazioni colorate creano un contrasto netto con le pareti chiare e i soffitti alti della struttura d’epoca. L’illuminazione naturale entra prepotente dalle grandi vetrate che collegano la zona giorno allo spazio esterno.

All’ingresso della casa si trova un elemento diventato virale sui profili Instagram della conduttrice. Un manichino vestito da maggiordomo accoglie gli ospiti con una posa teatrale. Accanto a questa figura, Mara Venier ha posizionato diversi oggetti scaramantici come corni napoletani di varie dimensioni e talismani tipici della tradizione partenopea. Questi dettagli descrivono un legame profondo con le sue origini e con la cultura popolare. Il pavimento della zona giorno alterna parquet di pregio a superfici marmoree. Gli arredi mescolano divani ampi e accoglienti con tavolini di design e mobili d’antiquariato. Ogni angolo espone fotografie di famiglia, premi ricevuti durante la lunga carriera e ricordi di viaggi. Non mancano libri d’arte e cataloghi cinematografici, che testimoniano le passioni della coppia Venier-Carraro.

Mara Venier
Alcuni scorci della casa di Mara Venier – larchitetto.it

L’ampio terrazzo e la cucina: il fulcro della casa di Mara Venier

Il vero elemento architettonico che distingue questa proprietà è il terrazzo panoramico. Lo spazio esterno avvolge l’attico e offre una prospettiva a 360 gradi sulla città di Roma. Da qui è possibile osservare nitidamente l’Altare della Patria a Piazza Venezia. Lo sguardo si sposta poi verso i Fori Imperiali e raggiunge la cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano. Il pavimento del terrazzo è realizzato in cotto mediterraneo. Ringhiere in ferro battuto proteggono il perimetro, adornato da grandi fioriere in terracotta. Mara Venier utilizza spesso questo spazio per le sue dirette social o per ospitare amici e colleghi dello spettacolo.

Spostandosi all’interno, la cucina rappresenta il vero motore della casa. A differenza di molte abitazioni vip minimaliste, questa è una cucina funzionale e vissuta. Mara Venier si mostra spesso ai fornelli mentre prepara piatti della tradizione italiana. I pensili sono bianchi e moderni, ma l’atmosfera resta quella di una tipica cucina domestica. Un grande tavolo centrale ospita le colazioni e i pranzi informali della famiglia. La camera da letto mantiene lo stile elegante del resto della casa. Toni neutri e tessuti naturali favoriscono il riposo dopo le lunghe giornate negli studi di Via Teulada. La gestione della casa riflette un approccio pratico. Nonostante il lusso evidente della posizione e degli arredi, non si percepisce freddezza museale. La casa di Mara Venier resta un esempio di come l’agiatezza possa convivere con la spontaneità quotidiana.

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