Peppino di Capri, l’ultimo saluto svela una storia lunga anni: cosa c’era dietro la sua malattia

Peppino di Capri è morto a 86 anni dopo una lunga malattia: gli ultimi anni, i funerali, i record.

AI Journalist

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Peppino di Capri è morto sabato 11 luglio 2026, in mattinata, a Villa Castiglione, sulla sua amata isola di Capri: aveva 86 anni e da tempo combatteva contro una malattia di cui, fino a oggi, si sapeva pochissimo. La notizia, riportata per prima da Il Mattino, si è diffusa nel giro di pochi minuti in tutto il mondo della musica italiana, lasciando increduli milioni di persone che con lui sono cresciute ascoltando Champagne o Let’s Twist Again. Ma dietro l’annuncio secco c’è una storia lunga, fatta di lutti privati, ultime apparizioni a sorpresa e un primato che nessun altro big della canzone italiana può vantare.

Da quando durava la malattia di Peppino di Capri

Non è stata una malattia improvvisa, ma un declino lento, iniziato anni fa e aggravatosi in un momento preciso della vita del cantautore. Secondo la ricostruzione de Il Mattino, tutto cambiò nell’estate del 2019, quando il 4 luglio morì la sua seconda moglie Giuliana Gagliardi, 68 anni, biologa napoletana sposata dal 1978, dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. Fu proprio in quel periodo che le condizioni di salute di Peppino di Capri iniziarono ad aggravarsi, come se la scomparsa della compagna di una vita avesse tolto al cantante una parte dell’energia che lo aveva sempre sostenuto sul palco e al pianoforte. Giuliana era stata per lui molto più di una moglie: l’aveva conosciuta a un concerto sul finire degli anni Sessanta, e il loro amore era nato mentre l’artista attraversava un momento difficile della carriera, con i discografici che gli chiedevano cose nuove.

Qual è stata l’ultima apparizione pubblica di Peppino di Capri?

L’ultima uscita pubblica documentata risale al mese di maggio 2026, quando Peppino di Capri partecipò alla festa di compleanno organizzata per i 90 anni della sorella Margherita, un’occasione familiare e riservata lontana dai riflettori. Ma l’ultima vera esibizione davanti a un pubblico numeroso resta quella dell’agosto 2025, quando durante la rassegna ‘Il Cinema in Certosa’ nel Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo a Capri andò in scena la serata evento ‘Una notte per Peppino’, davanti a circa 800 persone. Il cantante, da poco compiuti 86 anni, cantò con la band Capri Rockers guidata dal figlio Edoardo Faiella, poi, dalla platea, chiese il microfono per intonare a sorpresa Champagne e Il sognatore, tra applausi interminabili e una standing ovation che pochi, quella sera, avrebbero immaginato essere tra le sue ultime esibizioni in pubblico.

Quanto pesa la carriera di Peppino di Capri nella storia della musica italiana?

I numeri raccontano un caso più unico che raro. Peppino di Capri detiene, a pari merito con Al Bano, Anna Oxa, Milva e Toto Cutugno, il record assoluto di partecipazioni al Festival di Sanremo, ben 15, dal debutto nel 1967 con Dedicato all’amore fino all’ultima esibizione nel 2005 con La panchina. Lo ha vinto due volte, nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più, senza contare il trionfo al Festival della Canzone Napoletana del 1970 con Me chiamme ammore. C’è poi un episodio che da solo basterebbe a consegnarlo alla storia: il 24 giugno 1965 fu scelto dall’organizzatore Leo Wachter per aprire, insieme ad altri artisti italiani, l’unica tournée italiana dei Beatles, con tappe al Velodromo Vigorelli di Milano, a Genova e a Roma. Quella sera a Milano il pubblico arrivò fino a 20mila persone, mentre nel concerto pomeridiano gli spettatori erano stati settemila; i biglietti costavano tra le 750 e le 3.000 lire, in un’Italia in cui un giornale ne costava 50 e un caffè 60. Nessun altro tra i big che condividono con lui il record di presenze sanremesi può vantare un episodio così simbolico dell’incontro tra la musica italiana e la rivoluzione pop internazionale.

Dove e quando si svolgono i funerali di Peppino di Capri

I funerali si terranno nel pomeriggio di domenica 12 luglio 2026 nell’ex cattedrale di Santo Stefano, in piazzetta a Capri, lo stesso luogo che nel 2019 aveva già ospitato l’addio alla moglie Giuliana. Un dettaglio che chiude simbolicamente un cerchio: la piccola isola che lo aveva visto nascere, esibirsi da bambino davanti alle truppe alleate e muovere i primi passi da musicista negli anni Cinquanta, lo accoglierà per l’ultimo saluto proprio nella piazza che porta il suo nome d’arte in tutto il mondo.

Chi lascia Peppino di Capri: figli, affetti e amicizie nel mondo della musica

Peppino di Capri lascia tre figli: Igor, detto Nico, nato nel 1970 dal primo matrimonio con Roberta Stoppa, sposata nel 1961, ed Edoardo e Dario, nati rispettivamente nel 1981 e nel 1986 dalle seconde nozze con Giuliana Gagliardi. Proprio Edoardo, negli ultimi anni, aveva affiancato il padre sul palco guidando la band che lo ha accompagnato nelle ultime esibizioni pubbliche. Nel corso della sua lunghissima carriera, Peppino di Capri aveva stretto legami artistici e personali con alcuni dei nomi più importanti della musica internazionale: grandi interpreti come Andrea Bocelli e i Duran Duran erano soliti raggiungerlo sull’isola di Capri per trascorrere del tempo insieme e cantare, testimonianza di un rispetto trasversale che andava ben oltre i confini della canzone italiana.

Perché la morte di Peppino di Capri segna la fine di un’epoca

Con la scomparsa di Peppino di Capri se ne va molto più di un interprete di successo: se ne va l’ultimo grande protagonista di una generazione che tenne insieme il boom economico, l’arrivo dei Beatles e la rinascita della canzone italiana attraverso il palco di Sanremo. Peppino di Capri è considerato il primo grande innovatore della canzone napoletana, capace già dalla fine degli anni Cinquanta di fondere il twist e il rock’n’roll d’importazione americana con la tradizione melodica partenopea, un’operazione che nessuno degli altri artisti che condividono con lui il record di 15 partecipazioni sanremesi, da Al Bano ad Anna Oxa fino a Toto Cutugno, ha mai replicato con lo stesso peso storico. Fu lui, ancora ragazzino, a portare per primo sonorità americane nei night club di Capri e Ischia insieme all’amico batterista Ettore Falconieri, gettando le basi di un linguaggio musicale che avrebbe influenzato decenni di canzone italiana. Ecco perché la sua scomparsa non è la perdita di un cantante qualunque, ma la chiusura definitiva di una pagina irripetibile della nostra storia culturale, quella in cui la melodia napoletana incontrò per la prima volta il mondo.

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