Romina Power, lacrime per Ylenia in Sardegna: la rivelazione sul prete e la pace ritrovata con Al Bano

AI Journalist

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C’è una platea ammutolita, una voce che si incrina e una madre che, a trentadue anni dalla scomparsa della figlia, continua a tenere accesa la lampada sulla soglia di casa. Al Filming Italy Sardegna Festival, andato in scena dal 25 al 28 giugno 2026 tra Cagliari e il Forte Village di Santa Margherita di Pula, Romina Power ha ritirato il Filming Italy Achievement Music Award e ha consegnato alla stampa parole destinate a rimbalzare per ore in cima alle tendenze: Ylenia Carrisi è viva, ne è convinta, la sta ancora aspettando a braccia aperte. Una frase che non è solo emozione, ma un atto di fede personale, raccontato con la lucidità di chi, con il tempo, ha imparato a convivere con il dolore senza farsene divorare.

Cosa ha detto davvero Romina Power su Ylenia al Filming Italy Sardegna Festival?

Davanti ai giornalisti riuniti per la presentazione del nuovo libro, Romina ha scelto parole nette e per nulla scaramantiche. «Ho la convinzione che mia figlia Ylenia sia da qualche parte nel mondo. La sto ancora aspettando e la accoglierei a braccia aperte, senza giudizi», ha ripetuto, lasciando intendere che la chiusura ufficiale del caso, arrivata anni fa con la dichiarazione di morte presunta, non ha mai trovato spazio nel suo cuore. Poi un dettaglio inedito, quello che ha acceso il dibattito in rete: la cantante ha raccontato di aver parlato della figlia con «un prete che ha il dono di vedere oltre», una figura non identificata che le avrebbe confermato la sensazione che Ylenia si trovi ancora viva, lontana dall’Italia.

Romina non scende nei dettagli, non fa nomi, non si lascia trascinare nella sfera del paranormale a buon mercato. Il tono è quello, sommesso, di chi ha imparato a difendere la propria speranza dalla curiosità altrui. Ed è proprio in questa misura che la dichiarazione diventa potente: nessun annuncio clamoroso, nessuna pista nuova, soltanto la confessione di una madre che continua a leggere segnali nel mondo.

Chi era Ylenia Carrisi e cosa accadde a New Orleans nel gennaio 1994?

Per i più giovani, è utile ricapitolare. Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina, era nata il 29 novembre 1970 e aveva appena 23 anni quando, durante un lungo viaggio negli Stati Uniti, scomparve nel nulla a New Orleans, in Louisiana, nei primi giorni del gennaio 1994. L’ultima traccia certa risale al 6 gennaio, quando soggiornava al Le Dauphine Hotel. Da allora, una sequenza di piste mai chiuse: l’ipotesi del suicidio nel Mississippi (sostenuta da un testimone che disse di averla vista tuffarsi dal fiume), quella della fuga volontaria, quella del rapimento, fino agli avvistamenti diffusi negli anni in mezzo mondo, da Santo Domingo a Phoenix.

Nel 2014 il Tribunale di Brindisi, su istanza di Al Bano, ne ha decretato la morte presunta. Una decisione formale, giuridica, che però non ha mai chiuso davvero la ferita: Al Bano ha più volte ammesso di aver fatto pace con l’idea che la figlia non ci sia più, dicendo recentemente di aver capito che «non c’era più spazio per l’illusione». Romina ha sempre tenuto la posizione opposta, e questa frattura affettiva e spirituale tra i due genitori è ormai parte integrante della storia della famiglia Carrisi-Power.

Perché il libro Pensieri profondamente semplici è il filo conduttore di queste dichiarazioni?

Le parole di Cagliari non arrivano nel vuoto. Romina è in piena fase di promozione di Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita, pubblicato da Mondadori Electa nella collana Rizzoli Illustrati, in libreria al prezzo di 29,90 euro. È un volume illustrato costruito come un dizionario dell’anima: ogni lettera dell’alfabeto è una chiave per entrare nei suoi ricordi, nelle sue passioni, nei lutti, nel rapporto con la spiritualità. Non è la classica autobiografia in ordine cronologico, ma un autoritratto frammentato, intimo, dove convivono il glamour degli anni Settanta, la fede, la natura, la famiglia.

Il libro, come ha confermato la stessa autrice, si chiude con la voce di Ylenia Maria Sole: un dettaglio che spiega perché in Sardegna il discorso sia naturalmente scivolato sulla figlia. Per Romina, raccontare la propria vita senza Ylenia sarebbe stato impossibile; e farlo significava anche ribadire pubblicamente la propria posizione: lei la aspetta, lei non chiude la porta.

Cosa ha detto Romina Power su buddhismo, reincarnazione e India?

Un’altra parte importante dell’incontro con la stampa è dedicata alla spiritualità, che da anni è diventata il vero motore della vita pubblica e privata della cantante. Romina ha raccontato il proprio avvicinamento al buddhismo, una pratica che le restituisce, ha detto, tranquillità e prospettiva. Crede nella reincarnazione e si è spinta a dire di aver «vissuto in India» in un’altra esistenza, in coerenza con l’attrazione viscerale che da sempre prova per il subcontinente: lì ha girato il mediometraggio Upaya, realizzato insieme al figlio.

È in questa cornice che vanno lette anche le frasi su Ylenia: per chi crede che l’anima sia un viaggio aperto, l’idea che la figlia sia «da qualche parte» non è solo speranza, è coerenza interiore. Una sintesi che permette a Romina di non cedere alla disperazione e di tenere insieme spiritualità orientale, cristianità (il riferimento al prete) e affetto materno.

Come stanno oggi Romina Power e Al Bano sul palco e fuori?

L’altro grande tema della giornata sarda è il rapporto con Al Bano Carrisi. Da anni la coppia, separata nella vita privata dal 1999 e divorziata nel 2012, continua a esibirsi insieme nei tour internazionali. Sul palco l’intesa è ritrovata, dichiarata, persino esibita. «Sul palco non c’è il tempo per litigare», ha sintetizzato Romina, raccontando di un’alchimia musicale che resiste alle divergenze umane. Una formula che, nella sua semplicità, spiega anche perché il pubblico continui a riempire le platee dei loro concerti: il duo è uno dei pochissimi marchi della musica italiana capaci di unire diverse generazioni.

Le divergenze restano, soprattutto sui temi della famiglia e della memoria di Ylenia, ma vengono gestite con una grammatica adulta, fatta di rispetto e separazione dei ruoli. Romina non manca però di marcare la propria identità artistica, soprattutto quando si parla di un festival che con i Carrisi-Power ha avuto una storia centrale.

Perché Romina Power dice no a Sanremo e parla di incubo?

La domanda inevitabile in conferenza stampa era una sola: tornerebbe mai all’Ariston? La risposta è stata tranchant. «Sanremo? Per me era un incubo», ha confessato Romina, spiegando che la dimensione della gara non le è mai appartenuta. Non è una questione di rancore verso il festival, ma una posizione filosofica: trovare «una canzone contro un’altra» è un’idea che ha sempre rifiutato, preferendo concepire la musica come condivisione, non come competizione.

Eppure il binomio con Al Bano è legato a doppio filo proprio a Sanremo: Felicità (1982), Ci sarà (vincitrice nel 1984), Nostalgia canaglia (1987) sono entrate nell’immaginario collettivo italiano grazie a quel palco. Romina ne riconosce il valore artistico, ma chiude la porta a qualunque ritorno in gara. Un nuovo duetto fuori concorso, magari come ospiti, non viene escluso esplicitamente, ma l’idea di rimettersi a giudizio non sfiora più la sua agenda.

Cosa è il Filming Italy Sardegna Festival e perché Romina è stata premiata?

Il Filming Italy Sardegna Festival, diretto e ideato da Tiziana Rocca, è giunto nel 2026 alla sua nona edizione e si è svolto dal 25 al 28 giugno tra Cagliari e il Forte Village di Santa Margherita di Pula. La manifestazione, che intreccia cinema italiano e internazionale, ha ospitato quest’anno star del calibro di Harvey Keitel, James Franco, Tim Roth, Kate Beckinsale, Sofia Carson, Franco Nero, oltre a numerosi protagonisti della serialità italiana. Il cuore pulsante è la sezione Academy Cinema, con il concorso Filming Italy Sardegna – In Corto realizzato in collaborazione con l’Università di Cagliari.

A Romina Power è andato il Filming Italy Achievement Music Award, riconoscimento che premia un percorso artistico ultracinquantennale tra cinema, musica e impegno spirituale. Un palco, quello di Cagliari, che le ha permesso di parlare a cuore aperto, senza la pressione della gara musicale che tanto ha sempre detestato.

Cosa resta delle parole di Romina Power per il pubblico italiano?

Restano due cose, soprattutto. La prima: il dolore per Ylenia non si misura in anni e non si addomestica con sentenze giuridiche. Una madre, ha ricordato Romina, non smette mai di aspettare. La seconda: la sua serenità non è rassegnazione, ma costruzione. Un libro, una pratica spirituale, un palco condiviso con l’ex marito, la rinuncia consapevole alle pressioni del mainstream televisivo. È in questo equilibrio, fragile e tenace insieme, che la cantante continua a parlare al pubblico italiano, oggi come quarant’anni fa, con una voce che resta inconfondibile.

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