Julia, la spiazzante storia vera dietro il film con Jane Fonda: l’amicizia tra donne nella morsa nazista del 1934

La storia vera dietro Julia, il film con Jane Fonda: il mistero di Lillian Hellman e l'amicizia clandestina nella Germania del 1934.

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Francesca Niespolo scrive, parla e intervista per L'Architetto della TV dal 2022. Laureata in Scienze della Comunicazione – con specializzazione in radio, cinema e TV – ha un’ossessione conclamata per il mondo dello spettacolo. Che si tratti di musica, serie cult o film che fanno discutere, non si limita a raccontarli: li viviseziona con passione e una buona dose di ironia.

Il cinema ha spesso celebrato il coraggio femminile: nel 1977, il regista Fred Zinnemann portò sul grande schermo una potente storia vera con il film Julia che vede come protagoniste Jane Fonda e Vanessa Redgrave. La pellicola ottenne tre premi Oscar e si basa sul libro di memorie Pentimento. L’autrice è la celebre drammaturga Lillian Hellman, una figura centrale nella cultura americana del dopoguerra.

La narrazione segue il legame profondo tra Lillian e la sua amica d’infanzia, Julia. Quest’ultima è una donna colta, erede di una fortuna immensa. Decide di abbandonare i privilegi per studiare medicina a Vienna, sotto la guida di Sigmund Freud. Il contesto storico è quello cupo dell’Europa degli anni ’30. L’ascesa del nazismo trasforma l’Austria e la Germania in luoghi pericolosi. Julia sceglie la resistenza attiva. Nel 1934, Lillian Hellman riceve una richiesta disperata. Julia le chiede di trasportare una grossa somma di denaro. Il fondo serve per finanziare l’espatrio degli oppositori politici e dei cittadini di origine ebraica. Lillian accetta l’incarico. Nasconde i soldi nel suo cappello e nelle fodere dei vestiti. Sale su un treno diretto a Berlino. Il viaggio è scandito dalla paura costante delle perquisizioni della Gestapo.

L’incontro tra le due donne in una stazione ferroviaria tedesca è il cuore del film. Julia appare ferita, porta i segni della lotta clandestina. Lillian compie la sua missione e torna negli Stati Uniti. Anni dopo, scoprirà la morte dell’amica. Il racconto di Pentimento presentava questi fatti come verità storica. La Hellman dichiarò di aver rischiato la vita per fedeltà e ideologia. Il pubblico e la critica rimasero folgorati. Il film divenne un simbolo di lealtà femminile. Tuttavia, la realtà dietro la cinepresa iniziò presto a incrinarsi. Molti storici e testimoni iniziarono a sollevare dubbi sulla veridicità dei fatti narrati. La figura di Julia appariva troppo sfuggente per essere reale.

La controversia di Lillian Hellman (Jane Fonda nel film) e l’ombra di Muriel Gardiner: la storia vera dietro Julia

Il successo del film attirò l’attenzione di chi aveva vissuto davvero la resistenza a Vienna. Emerse il nome di Muriel Gardiner. Muriel era un’ereditiera americana, nipote del magnate della carne Nelson Morris. Anche lei studiava medicina in Austria negli anni ’30. Proprio come la Julia del film, Muriel Gardiner finanziò la resistenza contro il regime di Hitler. La Gardiner aiutò centinaia di persone a fuggire attraverso il confine. Utilizzava il suo appartamento come rifugio sicuro. Molti dettagli della sua vita coincidevano perfettamente con il racconto della Hellman. C’era però un problema fondamentale. Muriel Gardiner dichiarò pubblicamente di non aver mai conosciuto Lillian Hellman. Le due donne non si erano mai incontrate durante il periodo europeo.

Jane Fonda Julia storia vera
Jane Fonda, Lillian in Julia – larchitetto.it

Gli esperti analizzarono i legami tra le due figure. Scoprirono un punto di contatto. Entrambe avevano lo stesso avvocato a New York, Wolf Schwabacher. Si ipotizza che l’avvocato abbia raccontato a Lillian le gesta eroiche della Gardiner. La scrittrice avrebbe poi assorbito quegli eventi. Li avrebbe trasformati nel nucleo centrale delle sue memorie autobiografiche. L’accusa di plagio e di invenzione divenne un caso mediatico nazionale. La scrittrice Mary McCarthy attaccò duramente la Hellman durante una trasmissione televisiva. Affermò che ogni parola scritta da Lillian fosse una menzogna. La Hellman rispose con una causa per diffamazione da 2,2 milioni di dollari. La battaglia legale si interruppe solo con la morte della drammaturga nel 1984.

Oggi gli storici concordano su un punto. Lillian Hellman ha probabilmente romanzato la propria vita. Nonostante questo, il film Julia mantiene una sua forza intrinseca. Descrive con precisione il clima di terrore che regnava sui treni europei nel 1934. L’amicizia rappresentata sullo schermo resta un ideale potente. Anche se nata da un’appropriazione indebita, l’opera ha dato voce a migliaia di donne rimaste anonime. La vera “Julia” fu Muriel Gardiner, che continuò a fare del bene per tutta la vita. Muriel pubblicò la sua autobiografia, Code Name: Mary, per ristabilire i fatti. Non cercò mai vendetta contro la Hellman, ma solo il riconoscimento della verità storica.

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