Mare Fuori, il mistero mai risolto di Sasà: cosa c'è dietro l'addio al personaggio di Filippo Soave

La verità sull'addio di Sasà in Mare Fuori. Filippo Soave rivela i dettagli sulla 'sparizione' del suo personaggio.

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Francesca Niespolo scrive, parla e intervista per L'Architetto della TV dal 2022. Laureata in Scienze della Comunicazione – con specializzazione in radio, cinema e TV – ha un’ossessione conclamata per il mondo dello spettacolo. Che si tratti di musica, serie cult o film che fanno discutere, non si limita a raccontarli: li viviseziona con passione e una buona dose di ironia.

Il successo di Mare Fuori ha trasformato i suoi interpreti in icone per milioni di spettatori su RaiPlay e Netflix. Tra i volti della seconda stagione spicca quello di Filippo Soave. L'attore ha prestato il volto a Sasà. La sua parabola narrativa ha colpito il pubblico per la durezza del tema trattato. Sasà non è un ragazzo di strada. Egli proviene da una famiglia benestante del centro di Napoli. Eppure varca la soglia dell'IPM di Napoli con l'accusa più infamante: stupro ai danni di una compagna, Erika.

In carcere, Salvatore vive una realtà opposta al suo mondo d'origine. Subisce il bullismo violento del clan di Edoardo Conte. Filippo Soave ricorda bene la scena del tatuaggio punitivo sulla schiena. Edoardo lo segna per sempre con un gesto umiliante. Soave ha interpretato quel momento con una calma glaciale. Ha mantenuto una pacatezza che ha reso la sequenza indimenticabile per i fan di Rai 2.

All'interno del penitenziario minorile, Sasà trova un unico punto di riferimento. Si tratta di Lino, l'educatore interpretato da Antonio De Matteo. Lino diventa il suo mentore. Lo sprona a guardare in faccia la realtà e a smettere di mentire. Il legame tra i due attori è uscito dal set. Soave racconta di aver trovato in De Matteo un sostegno fondamentale durante le riprese più cupe. Durante l'esperienza a Napoli ha anche stretto un forte legame con Artem, l'interprete di Pino o' Pazzo.

L'arco narrativo di Sasà si è però interrotto bruscamente nel finale della seconda stagione. Salvatore ha deciso di confessare la verità al magistrato. Si è liberato del peso della menzogna e ha affrontato le sue responsabilità. Lo abbiamo visto infine rasarsi i capelli. Questo atto ha simboleggiato la sua redenzione. Ma poi?

Mare Fuori
Sasà e Lino in Mare Fuori, larchitetto.it

Mare Fuori, il silenzio della terza stagione: tra ipotesi e nuovi progetti

Ebbene, in un'intervista a Fanpage, lo stesso Filippo Soave ha spiegato che poco dopo la scena dei capelli rasati, il suo Sasà ha ottenuto i domiciliari e lasciato definitivamente la struttura. Il problema è che tutto questo viene lasciato all'immaginazione degli spettatori. L'assenza di Sasà dalla terza stagione di Mare Fuori ha scatenato anche accesi dibattiti sui social. Alla fine, l'attore ha spiegato cos'è successo al suo personaggio e risposto ai quesiti del web, dando la sua spiegazione (che è puramente narrativa). La storia del suo ruolo era una storia chiusa.

Una volta confessato il reato, il percorso di Salvatore all'interno dell'IPM perdeva di senso. Il personaggio ha pagato il suo debito morale attraverso l'ammissione della colpa. L'uscita di scena verso i domiciliari rappresenta la conclusione logica del suo arco di trasformazione. Attualmente Soave guarda avanti e ha deciso di approfondire gli studi di recitazione per consolidare la sua tecnica. Il pubblico a ogni messa in onda successiva alla seconda stagione sembra chiedersi che fine abbia fatto Sasà, ma la verità è che la serie prosegue sempre con nuovi volti e nuovi conflitti nell'IPM di Napoli. Intanto, il mistero del suo addio sembra risolto: è stata la forza della sua stessa confessione a escluderlo dai futuri episodi. Salvatore ha scelto la verità, e la verità lo ha portato fuori dalle mura del carcere.

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