Luca Ward, la voce più iconica del doppiaggio italiano, sale sul palco stasera, venerdì 24 luglio 2026, alle ore 21.30, all’Arena Parco della Repubblica di Sirolo con il suo one man show “Oggi voglio essere me stesso”, un racconto autobiografico tra aneddoti su Hollywood e la sua vita da Ostia a oggi.
Ma perché proprio ora un terzo capitolo di auto-narrazione? Ward non è nuovo a raccontarsi in pubblico, e la domanda che in pochi si pongono è cosa distingua davvero questo spettacolo dai precedenti, e perché il pubblico dovrebbe pagare un biglietto per ascoltare, ancora una volta, la storia di un uomo che ha prestato la voce a mezza Hollywood.
Da dove nasce lo show autobiografico di Luca Ward
Non è la prima volta che Luca Ward mette in scena se stesso. Nel marzo 2021 l’attore e doppiatore aveva pubblicato per Sperling & Kupfer l’autobiografia “Il talento di essere nessuno”, 265 pagine al prezzo di 17,90 euro, in cui per la prima volta aveva raccontato pubblicamente le difficoltà attraversate dopo la morte del padre. Negli anni successivi quel racconto era diventato anche teatro, con uno spettacolo dal titolo quasi gemello, “Il talento di essere tutti e nessuno”, scritto e diretto da Luca Vecchi con le musiche di Jonis Bascir, portato in decine di piazze e teatri italiani, dalla Spezia a Roma, da Genova a Bologna. In quello show, come recitava la presentazione ufficiale, Ward raccontava «del rapporto viscerale che ha col mare, del lavoro che ha fatto su di sé come artista e, non per ultimo, del suo trascorso intimo e personale come uomo, marito e padre», ripercorrendo i suoi mestieri di marinaio, attrezzista, bibitaro, teppista, militare, motociclista, padre. “Oggi voglio essere me stesso” è dunque il secondo one man show di Ward, come confermano gli organizzatori della data di Sirolo, un capitolo nuovo che si distingue dal precedente per un taglio più diretto sulla vita privata e meno sull’aneddotica del mestiere.
Cosa ha fatto Ward nei giorni immediatamente precedenti a Sirolo
Solo due sere prima dell’appuntamento marchigiano, mercoledì 22 luglio 2026, Ward ha portato lo stesso spettacolo al Teatro Romano di Cassino, nell’ambito della rassegna Casinum 2026. In quell’occasione lo show è stato presentato come un racconto capace di alternare ironia e profondità: «È il racconto di un percorso umano prima ancora che artistico: la storia di un uomo che ha imparato, attraverso il tempo e l’esperienza, il valore di essere realmente sé stesso», tra aneddoti inediti, momenti di ironia, riflessioni profonde ed emozioni autentiche. Una tappa che si inserisce in un calendario fittissimo: il Teatro Romano di Cassino, nell’ambito della rassegna che dal 26 maggio all’11 settembre 2026 trasforma il sito in un palcoscenico a cielo aperto, ha ospitato Ward proprio a ridosso del debutto marchigiano, segno che lo spettacolo gira l’Italia quasi ogni due-tre giorni.
Quante altre volte si potrà vedere lo spettacolo, e quanto costa
Il tour non si ferma a Sirolo. Mercoledì 29 luglio 2026 Ward sarà al Teatro Romano di Gubbio, evento inserito all’interno della 65ª Stagione Estiva del Teatro Romano di Gubbio, per poi tornare esattamente all’Arena Parco della Repubblica di Sirolo il 31 luglio 2026, giorno del suo 66° compleanno: Ward, come confermano le cronache locali, compie 66 anni il prossimo 31 luglio, essendo nato a Ostia il 31 luglio 1960. Non un caso isolato, ma una vera e propria stagione en plein air che a Sirolo prevede altre date nelle settimane successive. Sul fronte prezzi, per la serata del 24 luglio 2026 i biglietti per l’Arena Parco della Repubblica partono da 20 euro più le commissioni di prevendita, mentre per il ritorno del 31 luglio 2026, coincidente col compleanno dell’artista, il prezzo sale fino a 45 euro più commissioni, come risulta dai circuiti di biglietteria ufficiali. Una crescita di valore che racconta, più di ogni altra cosa, quanto lo show autobiografico di Ward sia diventato un prodotto capace di attrarre pubblico in ogni tappa, replicabile teatro dopo teatro come un vero e proprio genere a sé.
Cosa nasconde davvero il titolo Oggi voglio essere me stesso
Dietro il tono leggero degli aneddoti hollywoodiani, lo spettacolo pesca da un vissuto segnato da lutti reali. Luca Ward perse il padre Aleardo Ward, anche lui attore e doppiatore, quando aveva solo 13 anni: l’uomo, come ricostruito da più fonti, morì il 3 dicembre 1973 dopo aver trascorso due mesi di coma in seguito a un aneurisma. Da quel momento Luca, ancora ragazzino, dovette contribuire al sostentamento della famiglia insieme alla madre e ai fratelli più piccoli: come raccontò lui stesso in un’intervista, «Mia madre Maresa, attrice di cabaret, si ritrovò giovane vedova senza un soldo. Convocò noi figli e mise sul tavolo 5mila lire: abbiamo solo questi, disse. Ci siamo stretti. Il giorno dopo cominciai a lavorare come facchino». Un episodio che Ward porta ancora oggi sul palco come chiave di volta del proprio racconto di formazione. Ma non è l’unico dolore privato che affiora nello show: anni dopo, ospite del programma Rai “Vieni da me” condotto da Caterina Balivo, l’attore aveva rivelato di aver perso un terzo figlio insieme alla moglie Giada Desideri, che si sarebbe dovuto chiamare Leone. Come raccontò lui stesso in quell’occasione, «C’era anche un terzo (figlio) che però purtroppo non è andato in porto, dopo Luna, si sarebbe chiamato Leone. Quando mi ha detto che era incinta mi è preso un colpo perché comincio a fare i conti con l’età, non sono più un ragazzino, è successo 3-4 anni fa». Un lutto avvenuto poche settimane dopo l’annuncio della gravidanza, che Ward ha scelto di condividere pubblicamente e che rappresenta, insieme alla scomparsa del padre, il nucleo emotivo più intimo di un racconto altrimenti costruito su ironia e ricordi di set.
Perché lo chiamano la voce più iconica del doppiaggio italiano
Il soprannome non è casuale. Ward ha prestato la voce a Russell Crowe ne Il Gladiatore, a Samuel L. Jackson in Pulp Fiction e a Keanu Reeves nella trilogia di Matrix, oltre che a Pierce Brosnan in quattro film della saga di James Bond e a Hugh Grant in numerosi titoli, tra cui la saga di Bridget Jones. Sulla genesi della celebre battuta del Gladiatore, Ward ha raccontato più volte un retroscena che riguarda direttamente Ridley Scott: quando gli fu chiesto di reinterpretare la frase in italiano, la scelta di adattamento piacque a tal punto al regista da essere poi ripresa nella sceneggiatura originale in inglese. Una circostanza che rende quella riga di dialogo, «Al mio segnale…scatenate l’inferno», pronunciata con quella specifica intonazione proprio da Luca Ward, uno dei rari casi in cui il doppiaggio italiano ha influenzato l’originale hollywoodiano. Un aneddoto che, non a caso, resta uno dei momenti più attesi da chi va a vedere lo spettacolo dal vivo.
Chi altro in famiglia è coinvolto nel mondo del doppiaggio raccontato sul palco
Quello di Ward è, in tutto e per tutto, un mestiere di famiglia, e lo show non manca di ricordarlo. Il nonno acquisito Carlo Romano era una delle voci storiche del cinema italiano, mentre il padre Aleardo Ward era anch’egli attore e doppiatore. Anche i fratelli minori di Luca, Andrea Ward e Monica Ward, sono doppiatori affermati, così come la primogenita Guendalina, nata dal primo matrimonio con la collega Claudia Razzi, che ha seguito le orme professionali del padre diventando anche lei doppiatrice. Una vera e propria dinastia della voce che nello spettacolo di Sirolo diventa racconto corale, capace di mostrare quanto il talento di Ward affondi le radici in una tradizione familiare lunga tre generazioni.
Fonti
- TicketOne (2026). Luca Ward – Oggi voglio esser me stesso, date e biglietti.
- Comune di Cassino (2026). Teatro Romano, la rassegna Casinum 2026 tra musica, teatro, cinema e spettacoli per tutti.
- Sperling & Kupfer (2021). Il talento di essere nessuno – Luca Ward.





