Si è accasciato sulla batteria mentre suonava, la sera del 18 luglio 2026, sul palco del Gemia Swing Club di Busto Arsizio: se n’è andato così, tra le note che aveva suonato per una vita intera, Gianni Cazzola, uno dei batteristi jazz più stimati della scena italiana. Ma ridurre la notizia al solo istante della morte significherebbe cancellare quasi settant’anni di carriera, decine di collaborazioni con i più grandi nomi del jazz mondiale e un legame con la cittadina lombarda che andava ben oltre quello di un semplice luogo di lavoro.
Chi era Gianni Cazzola, il batterista che ha suonato con Billie Holiday e Chet Baker
Nato a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, il 9 maggio 1938, Cazzola aveva debuttato professionalmente nel 1957, a soli 19 anni, entrando nella formazione del chitarrista Franco Cerri. Un anno dopo era già nel quintetto guidato dal sassofonista Gianni Basso e dal trombettista Oscar Valdambrini, uno dei gruppi jazz più importanti dell’Italia dell’epoca. Da lì in avanti una carriera lunga 69 anni che lo ha portato ad affiancare sul palco alcuni dei più grandi nomi della storia del jazz: Billie Holiday, Chet Baker, Sarah Vaughan, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Dexter Gordon, Phil Woods e Ray Brown, solo per citarne alcuni. Non è mancata nemmeno un’incursione nel pop italiano: Cazzola ha suonato con l’orchestra di Pino Presti per Mina, contribuendo a brani entrati nella storia della musica leggera come Grande, grande, grande e E penso a te.
Il legame con Tullio De Piscopo, nato nel 1965 a Bologna
Il cordoglio più sentito per la scomparsa di Cazzola è arrivato da Tullio De Piscopo, batterista napoletano tra i più noti del panorama musicale italiano, che ha affidato il proprio ricordo a un post pubblicato sui social nelle ore successive alla notizia. Un’amicizia, quella tra i due batteristi, che affondava le radici nel lontano 1965 a Bologna, quando Cazzola andava a trovare De Piscopo al Jolly Jocker, il night club dove quest’ultimo si esibiva ogni sera. Un rapporto che negli anni si è consolidato fino a diventare stima artistica reciproca: nel 2023 è stato proprio De Piscopo a volere Cazzola come headliner della rassegna Eventi in Jazz, presentandolo al pubblico come the great Gianni Cazzola.
L’85esimo compleanno al Teatro Sociale di Busto Arsizio, l’ultimo grande evento pubblico
Prima di questa scomparsa improvvisa, l’ultima grande apparizione pubblica di Cazzola risale al 1° ottobre 2023, quando sul palco del Teatro Sociale di Busto Arsizio aveva festeggiato l’85esimo compleanno con lo spettacolo The Great Gianni Cazzola & New Jazz Generation, serata di apertura della rassegna Eventi in Jazz organizzata da Abeat Records. Sul palco, insieme a lui, un gruppo di giovani musicisti scelti per rappresentare il futuro del jazz italiano: il pianista Andrea Candeloro, il chitarrista Attilio Costantino, il contrabbassista Carlo Bavetta, il trombettista Cesare Mecca, il trombonista Didier Yon e il sassofonista Tommaso Profeta. A introdurlo, nelle vesti inconsuete di padrino della serata, fu proprio Tullio De Piscopo. Un cerchio artistico che, quasi tre anni più tardi, si è chiuso simbolicamente nella stessa città, con lo stesso amico a raccogliere il testimone del cordoglio.
Perché Busto Arsizio e non Bologna, la sua città natale
Una domanda che in molti si sono posti nelle ore successive alla notizia riguarda proprio il luogo della scomparsa: perché Cazzola è morto a Busto Arsizio e non nella sua Bologna? La risposta sta in un legame lungo 63 anni: pur essendo nato a San Giovanni in Persiceto nel 1938, il batterista viveva infatti a Busto Arsizio da oltre sei decenni, città che lo aveva di fatto adottato e dove tornava a esibirsi regolarmente, anche al Teatro Sociale. Gli organizzatori della rassegna Eventi in Jazz lo avevano definito senza mezzi termini una vera e propria eccellenza cittadina, riconoscimento che testimonia quanto la cittadina lombarda, e non la terra d’origine emiliana, fosse diventata negli anni il centro nevralgico della sua identità artistica, fino all’ultima nota suonata al Gemia Swing Club.
Le parole di Tullio De Piscopo: «Notizia bastarda che mi ha strappato il cuore»
Nel messaggio affidato ai social, De Piscopo non ha nascosto la propria commozione, definendo la scomparsa dell’amico una notizia bastarda che gli aveva strappato il cuore. Parole che ripercorrono un’amicizia di oltre sessant’anni e che si chiudono con un saluto quasi in musica: «Il tuo ritmo, il tuo sorriso e la tua umanità resteranno per sempre nel cuore di tutti i musicisti». Un ricordo che restituisce l’immagine di un rapporto autentico tra due protagonisti della batteria jazz italiana, cresciuti su strade diverse ma uniti da un’unica, sincera, passione per lo swing.
Non è la prima volta: il precedente di Massimo Anderlini nel settembre 2025
La morte di Cazzola sul palco riporta alla memoria un altro episodio avvenuto meno di un anno prima, l’8 settembre 2025, quando il batterista Massimo Anderlini, 53 anni, dei Red Rockers, era morto per un malore improvviso subito dopo essersi esibito sul palco del Villanova Village di Modena. Anche in quel caso l’intervento dei soccorsi del 118 e l’utilizzo del defibrillatore non erano bastati a salvargli la vita. Due vicende diverse per età e contesto musicale, ma che pongono lo stesso interrogativo sulla fragilità di un mestiere fatto di adrenalina, notti lunghe e un cuore che, sopra un palco, continua a battere il proprio ritmo fino all’ultimo respiro.
Una carriera lunga quasi 70 anni: i numeri di Gianni Cazzola
Per comprendere la portata della perdita bastano i numeri: Cazzola aveva 88 anni, essendo nato il 9 maggio 1938, e aveva debuttato professionalmente nel 1957 a soli 19 anni. Una carriera lunga 69 anni, di cui gli ultimi 63 vissuti stabilmente a Busto Arsizio. Numeri che raccontano una vita interamente dedicata al jazz, vissuta senza mai fermarsi, fino all’ultima serata suonata da protagonista su un palco, circondato dalla musica che aveva scelto fin da ragazzo e che non aveva mai smesso di suonare.





