Nelle ultime ore il web si è acceso per il trailer di Digger, il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu con un Tom Cruise letteralmente irriconoscibile nei panni di Digger Rockwell, magnate del petrolio con capelli bianchi, corpo appesantito e un marcato accento texano ottenuto grazie a un pesante trucco prostetico: il film, targato Warner Bros., arriverà nelle sale dal 2 ottobre 2026. Ma dietro le immagini virali della trasformazione fisica di Cruise si nasconde una domanda che quasi nessuno si è posto: perché una star che ha costruito la carriera sul controllo assoluto della propria immagine ha accettato di sfigurarsi per un film che, secondo i primi report, potrebbe non riportare a casa nemmeno i soldi investiti da uno studio che tra pochi mesi potrebbe non esistere più con questo nome?
Da dove nasce Digger: un’idea covata per un decennio
La storia di Digger comincia molto prima del ciak. Iñárritu ha raccontato in un video messaggio da Londra che l’idea del personaggio gli è venuta subito dopo aver concluso The Revenant, nel 2015: «Non uno script, non un film, solo un’ossessione ricorrente e implacabile che è sopravvissuta a tutti questi anni folli. Sapevo chi fosse questo personaggio», ha spiegato il regista, aggiungendo di aver impiegato anni prima di trovare il modo giusto per raccontarlo. Il pitch a Tom Cruise, però, è arrivato solo sette anni fa: i due si conoscevano già, avevano iniziato a parlarne nel 2019 durante le riprese di Top Gun: Maverick, ma il salto dalla chiacchierata al set è stato lungo. Per convincerlo davvero, Iñárritu non ha mandato la sceneggiatura via email: ha passato diversi giorni a leggerla ad alta voce direttamente a Cruise. «Alejandro ha impiegato diversi giorni a leggermi lo script, e io ascoltavo tutto ciò che aveva in mente, così da poter capire e sapere come contribuire, portando quella collaborazione insieme», ha raccontato l’attore. Cruise stesso, in più occasioni, ha ammesso di aspettare questa occasione da un quarto di secolo, da quando vide in anteprima Amores perros nel 2000 e capì di voler lavorare con quel regista.
La produzione: sei mesi di set, un infortunio e un titolo tenuto segreto
Le riprese, condotte sotto il titolo di lavorazione provvisorio ‘Judy’ per evitare fughe di notizie, sono iniziate il 7 novembre 2024 negli storici Pinewood Studios, in Inghilterra, e si sono concluse alla fine di aprile 2025 dopo circa sei mesi di lavorazione. Il film è stato girato in pellicola 35mm con il formato VistaVision, lo stesso scelto da Paul Thomas Anderson per One Battle After Another, con obiettivi Leica e la fotografia affidata a Emmanuel Lubezki, storico collaboratore di Iñárritu già premiato con l’Oscar proprio per The Revenant. Durante le riprese, a marzo 2025, la produzione ha dovuto fermarsi per due giorni a causa di un infortunio all’anca occorso a John Goodman, uno dei protagonisti del cast. Il titolo Digger è rimasto segreto fino al 18 dicembre 2025, quando Warner Bros. lo ha svelato con un teaser di circa 50 secondi in cui Cruise, già truccato da Digger Rockwell, danza in modo spiazzante su una ringhiera in riva al mare. Solo il 13 luglio 2026 è arrivato il trailer vero e proprio, presentato pochi giorni prima a un gruppo ristretto di giornalisti sul lot di Warner Bros. a Los Angeles.
Quanto costa davvero Digger e perché fa tremare Warner Bros.
Ufficialmente Warner Bros. dichiara un budget di 125 milioni di dollari per Digger. Ma alcune fonti interne allo studio, citate da testate del settore, parlano di una cifra reale molto più vicina ai 200 milioni di dollari, definendo la situazione finanziaria del progetto di fatto fuori controllo. Non è un dettaglio da poco, perché arriva subito dopo un altro grande azzardo ‘d’autore’ dello stesso studio: One Battle After Another di Paul Thomas Anderson, con Leonardo DiCaprio, che a fronte di un budget stimato tra 130 e 140 milioni di dollari (a cui si sono aggiunti circa 70 milioni di marketing) ha incassato solamente tra i 205 e i 210 milioni di dollari in tutto il mondo. Un risultato che, calcolando la regola non scritta secondo cui un film deve incassare circa il doppio o il triplo del proprio budget per andare in pareggio, si è tradotto in una perdita stimata attorno ai 90-100 milioni di dollari, nonostante il film abbia poi vinto l’Oscar per il miglior film. Digger, con un cast enorme e una lavorazione lunghissima, rischia di ripetere lo stesso schema, ma con cifre ancora più alte in ballo.
Tom Cruise e l’Oscar che non è mai arrivato
C’è poi la partita personale di Tom Cruise. In quasi cinquant’anni di carriera, l’attore ha ricevuto quattro nomination all’Oscar competitivo: come miglior attore protagonista per Nato il 4 luglio e per Jerry Maguire, come miglior attore non protagonista per Magnolia, e come produttore per Top Gun: Maverick, candidato a miglior film. Non ne ha mai vinta nessuna. Il 16 novembre 2025, ai Governors Awards, l’Academy gli ha assegnato un Oscar onorario alla carriera, un riconoscimento importante ma diverso da una statuetta vinta in gara. In quell’occasione Cruise ha detto: «Voglio che sappiate che farò sempre tutto il possibile per aiutare questa forma d’arte, magari senza rompermi troppe altre ossa». Diverse testate internazionali si sono chieste apertamente se Digger, con la sua trasformazione fisica estrema e la firma di un regista due volte premio Oscar per la regia, possa essere finalmente il film che gli regala il premio competitivo che gli è sempre sfuggito.
Le reazioni al trailer: tra Il dottor Stranamore e Better Call Saul
Cruise ha presentato in anteprima il trailer a un gruppo di giornalisti e critici sul lot di Warner Bros., raccontando il proprio percorso in un Q&A moderato dal giornalista Kevin McCarthy. «Non ho mai avuto niente che potesse mettermi alla prova in questo modo, e nemmeno Alejandro», ha dichiarato l’attore parlando del film. Online, il trailer ha scatenato immediati paragoni con Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick, complice anche la presenza di un presidente americano interpretato da John Goodman descritto come un mix tra Donald Trump e Joe Biden. Non tutti i giudizi, però, sono stati entusiasti: il critico Jeffrey Wells di Hollywood Elsewhere ha definito il tono del trailer troppo enfatico e sopra le righe per reggere davvero il confronto con il capolavoro di Kubrick, facendo notare come il trucco pesante renda per certi versi Cruise somigliante a Bob Odenkirk nei panni di Saul Goodman in Better Call Saul.
Il cast corale e lo studio che sta per sparire
Digger non è un one-man show: accanto a Cruise recitano Riz Ahmed, John Goodman nei panni del presidente degli Stati Uniti, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Jesse Plemons, Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Robert John Burke, Burn Gorman e Pip Torrens. Diversi osservatori del settore scommettono che proprio la prova di Goodman possa rivelarsi una delle sorprese più interessanti della prossima stagione dei premi. Il film porta anche la firma produttiva di Legendary Pictures ed è stato fortemente voluto dai co-amministratori delegati di Warner Bros. Pictures, Pam Abdy e Mike De Luca, artefici della strategia sui film d’autore ad alto budget che ha già dato allo studio successi come Sinners. Sullo sfondo, però, si muove una trasformazione aziendale epocale: il 23 aprile 2026 gli azionisti di Warner Bros. Discovery hanno approvato la fusione da 31 dollari per azione in contanti con Paramount Skydance, guidata da David Ellison, un’operazione che valuta l’intera operazione attorno agli 81 miliardi di dollari e che dovrebbe chiudersi entro il terzo trimestre del 2026.
Il vero rischio nascosto dietro il trailer virale
Digger arriva nelle sale il 2 ottobre 2026, appena due mesi prima che la fusione tra Warner Bros. Discovery e Paramount Skydance possa concludersi definitivamente, ridisegnando chi controllerà davvero il destino commerciale e promozionale dello studio che lo ha prodotto. Di fatto, questo film rischia di essere l’ultimo grande titolo firmato interamente dalla gestione Abdy-De Luca prima che Warner Bros, per come l’abbiamo conosciuta finora, venga assorbita dentro il nuovo gigante Paramount Skydance. Con un budget reale che potrebbe sfiorare i 200 milioni di dollari e un genere, la satira nerissima, che nelle ultime stagioni ha già affossato al botteghino anche produzioni acclamate dalla critica, Digger si candida a diventare il simbolo di un’epoca di cinema d’autore ad alto rischio che lo studio ha coltivato solo per una manciata di anni. Che sia un trionfo agli Oscar o un altro caso da manuale di scommessa persa, il film di Iñárritu e Cruise arriverà nei cinema proprio nel momento più delicato e incerto della storia recente di Warner Bros.
Fonti
- Warner Bros. Discovery (2026). Warner Bros. Discovery Sets Shareholder Meeting Date of April 23, 2026 to Approve Transaction with Paramount Skydance.
- Warner Bros. Discovery (2026). Warner Bros. Discovery Stockholders Approve Transaction with Paramount Skydance.
- Warner Bros. Pictures (2026). Digger – Official Trailer (2026) Tom Cruise, Riz Ahmed, John Goodman.
- Paramount Skydance Corp / SEC (2026). Comunicato dell’accordo definitivo di fusione con Warner Bros. Discovery (Form 8-K).





