Cara Delevingne è tornata a far parlare di sé in tutto il mondo per la copertina del numero estivo 2026 di Playboy, uscito il 14 luglio e ancora virale il 16 luglio: la modella e attrice, 33 anni, ha posato completamente nuda indossando l’iconico Bunny Suit, diventando la prima top model a farlo dal 2014 e la prima cover star apertamente lesbica nella storia stampata della rivista. Ma dietro lo scatto che ha fatto il giro dei social c’è una domanda che vale più del titolo: perché proprio lei, dopo anni di crisi pubbliche legate a droga e alcol, ha scelto l’istituzione più “etero” e più esposta della sua carriera per il suo ritorno? E soprattutto, cosa cambia davvero rispetto ai nudi che aveva già fatto in passato?
Il punto di partenza: la crisi del 2022 e la rinascita di Cara Delevingne
Per capire il peso di questa copertina bisogna tornare al settembre 2022, quando Cara Delevingne fu fotografata scalza e in evidente stato confusionale all’aeroporto Van Nuys di Los Angeles, di ritorno da Burning Man. Le immagini fecero il giro del mondo e scatenarono una vera ondata di preoccupazione tra i fan. La stessa modella ha poi raccontato che quell’episodio fu il vero punto di svolta verso la disintossicazione: senza quelle foto, ha ammesso, forse non si sarebbe mai ripulita davvero. Dopo quel momento ha seguito un programma di recupero in dodici fasi, lo stesso metodo che utilizzano i gruppi di supporto per le dipendenze, e ha rivelato dettagli sconvolgenti sulla sua infanzia: si era ubriacata per la prima volta a soli 8 anni, un segnale di come i problemi di dipendenza fossero radicati fin da bambina, complice anche una madre che a sua volta aveva lottato con l’addiction.
Cosa è successo negli ultimi mesi prima della copertina Playboy
La svolta di Playboy non nasce dal nulla: è l’ultimo capitolo di una serie di mosse pubbliche che Cara Delevingne ha compiuto nei mesi precedenti. A maggio 2026 aveva sorpreso tutti dichiarandosi lesbica sussurrandolo a Rosalía sul palco del LUX World Tour, durante una tappa londinese all’O2 Arena, dopo essersi identificata per anni come pansessuale. “If you don’t know this already, I’m a lesbian, and my weakness used to be straight women”, aveva confessato alla popstar spagnola nel confessionale a tema religioso allestito sul palco. Poche settimane dopo, in un’intervista per Variety, aveva ammesso di aver portato per anni dentro di sé una sorta di omofobia interiorizzata, spiegando quanto fosse stato difficile liberarsi dall’abitudine di etichettare la propria sessualità per compiacere gli altri.
Sempre nella primavera del 2026, a fine aprile, Delevingne aveva annunciato il suo esordio discografico con i singoli “I Forgot” e “Out of My Head”, accompagnato da un tour di 11 date tra Europa, Regno Unito e Nord America, partito il 1° giugno da Berlino e passato anche per Barcellona, Londra, Parigi, Los Angeles e Brooklyn. Un percorso musicale nato sotto l’etichetta Warner Records, con cui ha firmato un contratto proprio in vista di questo nuovo capitolo della sua carriera.
Cosa cambia davvero con la copertina di Playboy
La cover story, intitolata “Cara Delevingne Is Officially In Control”, è firmata dalla scrittrice Ottessa Moshfegh, autrice del celebre romanzo “My Year of Rest and Relaxation”, e fotografata da Zoey Grossman, con lo styling di Lana Jay Lackey. Non è un dettaglio secondario: si tratta anche del debutto editoriale della nuova gestione di Playboy guidata dal direttore Phillip Picardi, che ha rilanciato la rivista in formato trimestrale dopo l’uscita del precedente direttore Mike Guy a fine 2025. In pratica, Delevingne non è solo la protagonista di uno scatto virale, ma la testimonial di un intero riposizionamento del marchio.
Un retroscena rivelato dalla stessa modella riguarda proprio il suo debutto musicale: inizialmente Delevingne aveva pensato di pubblicare il suo album sotto pseudonimo, per evitare che la sua fama pregiudicasse il giudizio del pubblico sulla musica. “Originally, I wanted to release the music under a different name so no one would know it was me”, ha raccontato, spiegando di non voler subire pregiudizi prima ancora che qualcuno ascoltasse le canzoni. Alla fine ha deciso di metterci la faccia, esattamente come ha fatto scegliendo di comparire su Playboy con il proprio nome e la propria immagine.
I numeri che rendono unico questo momento
Per cogliere la portata dell’evento bastano alcuni numeri. Sono passati esattamente 12 anni dall’ultima volta che una top model ha indossato il Bunny Suit per Playboy: era stata Kate Moss nel 2014, in occasione del sessantesimo anniversario del marchio. La scelta di Delevingne rende quindi l’operazione un evento raro nella storia recente della rivista. Sul fronte della rappresentazione LGBTQ+, Delevingne è la seconda cover star apertamente queer nella storia di Playboy dopo la cantante Kehlani, che nel 2021 era apparsa sulla seconda copertina digitale del magazine: Delevingne, però, è la prima in assoluto sulla copertina stampata, un primato che la rivista stessa ha sottolineato definendo l’operazione un tassello del cambiamento culturale ed editoriale del brand. Un altro numero da tenere a mente: Cara Delevingne è sobria da circa quattro anni, un percorso iniziato proprio a fine 2022 dopo l’episodio dell’aeroporto di Los Angeles.
Le parole di Cara Delevingne su sesso, sobrietà e amore
Nell’intervista con Ottessa Moshfegh, Delevingne si è aperta su un tema raramente affrontato con questa onestà: il rapporto tra sobrietà e intimità. “Sex sober after all of that is definitely difficult. It changes, but it’s so much deeper and so much more emotional”, ha dichiarato, spiegando come la disintossicazione abbia trasformato completamente il modo di vivere la sessualità. Guardando al passato, ha raccontato di aver attribuito per anni un peso eccessivo al sesso come forma di conferma personale: “I used to put a higher value on sex and validation from people”, ammettendo di aver cercato amore e approvazione attraverso l’intimità fisica piuttosto che attraverso relazioni autentiche.
Sulla scelta di posare per Playboy come atto quasi ribelle, Delevingne non ha usato mezzi termini, definendo l’istituzione storicamente legata a un’immaginario eterosessuale: “Playboy is very much a heterosexual institution”, ha detto, aggiungendo che proprio per questo la sua presenza in copertina era “a bit of a ‘f-k you’ and a rebellious thing to do”. Una frase che riassume bene il senso dell’intera operazione: non un semplice servizio fotografico, ma una dichiarazione di intenti.
Il ruolo di Minke e il mentoring di Stevie Nicks
Nella storia raccontata da Playboy compaiono anche altre figure fondamentali nella vita di Cara Delevingne. La compagna Minke, nome d’arte della musicista britannica Leah Mason, con cui la modella fa coppia dal 2022 dopo essersi ritrovate a distanza di 14 anni dall’aver frequentato lo stesso collegio, viene descritta con affetto e ironia: “She’s a normie… We’re very different”, ha detto Delevingne parlando della sobrietà della compagna rispetto al proprio passato più turbolento, definendola comunque “the most incredible person” della sua vita.
Un dettaglio ancora poco ripreso dai media italiani riguarda invece il percorso musicale di Delevingne: nell’intervista emerge il ruolo di mentore avuto dalla leggenda del rock Stevie Nicks, che ha accompagnato la modella nel suo ingresso nel mondo della musica, un settore completamente nuovo per lei rispetto alla moda e al cinema.
Il filo conduttore: riprendersi il controllo della propria narrazione
Se si mettono in fila tutti questi elementi, emerge un pattern chiaro. Cara Delevingne stessa marca la differenza tra i nudi del passato, vissuti spesso come imposizioni subite, e questo scatto, il primo realizzato interamente alle sue condizioni. “I’ve been naked before in shoots, in movies. But it always made me feel a bit gross when it was for someone else”, ha raccontato, spiegando che pur avendo sempre accettato consapevolmente quei lavori, non li aveva mai vissuti come empowering. Questa volta, invece, il team creativo era a maggioranza femminile e queer, un dettaglio che per lei ha fatto la differenza in termini di libertà e divertimento sul set.
Lo stesso schema si ritrova nel coming out, gestito scegliendo lei stessa tempi e modalità sul palco di Rosalía, e nell’album, pensato prima in forma anonima e poi rivendicato apertamente a suo nome. Ogni tappa recente della vita pubblica di Cara Delevingne sembra rispondere alla stessa esigenza: riappropriarsi della narrazione dopo anni in cui, dalla dipendenza alla sessualità, erano stati altri a raccontarla al posto suo.
Fonti
- Playboy (2026). Cara Delevingne Is Our Summer Cover Star.
- Playboy (2026). Cara Delevingne Is Our Summer 2026 Cover Star.
- The O2 Arena (2026). Rosalía: LUX Tour 2026.





