Alla presentazione dei palinsesti Mediaset 2026-2027, andata in scena a Cologno Monzese il 9 luglio 2026, Pier Silvio Berlusconi e il direttore marketing strategico Federico Di Chio hanno annunciato che Milo Infante, dopo l’addio alla Rai, guiderà su Rete 4 sia il nuovo programma quotidiano ‘Ore 11’ dal 24 agosto, dalle 11 alle 13, sia un nuovo format in prima serata il martedì, con il conseguente spostamento di Bianca Berlinguer al mercoledì.
Dietro l’annuncio, però, c’è una domanda che vale più del titolo del nuovo programma: perché Mediaset ha deciso di puntare su Infante non una ma due volte, affidandogli contemporaneamente il daytime e una fascia di prima serata sottratta a una conduttrice già affermata come Berlinguer? La risposta si trova nei numeri che il conduttore ha lasciato in eredità alla Rai e nelle parole, mai casuali, pronunciate dai vertici Mediaset proprio in occasione della presentazione dei palinsesti.
Perché Milo Infante ha lasciato la Rai e non è rimasto a Ore 14
Il passaggio di Milo Infante a Mediaset non nasce da un litigio economico, come si potrebbe pensare guardando ai grandi trasferimenti del telemercato italiano. Il conduttore stesso ha voluto chiarire pubblicamente la natura della rottura con viale Mazzini, respingendo un contratto Rai che secondo diverse ricostruzioni sarebbe stato particolarmente ricco. Il contenzioso con la Rai non è di natura economica, ma di natura contenutistica e di ruolo manageriale, ha spiegato Infante, sottolineando come le divergenze riguardassero l’impostazione dei contenuti e il peso decisionale all’interno dell’azienda, non lo stipendio. Una precisazione tutt’altro che scontata, che sposta l’attenzione dal capitolo dei soldi a quello, più delicato, delle scelte editoriali e del ruolo dirigenziale che il giornalista avrebbe voluto ricoprire in Rai senza ottenerlo. Le dimissioni sono state formalizzate al capo del personale Rai, mentre l’azienda ha comunicato la fine della collaborazione professionale con il conduttore, chiudendo così un rapporto che durava da 23 anni.
Cosa faceva Milo Infante prima dell’arrivo a Mediaset
Fino a poche settimane prima dell’annuncio, Milo Infante era il volto di Ore 14 su Rai 2, il programma di cronaca nera e giudiziaria che conduceva dal 2020. Il programma si è fermato il 7 maggio 2026 con l’ultima puntata della stagione 2025-2026, in un momento di ascolti particolarmente alti legati soprattutto alla ripresa di interesse per il caso Garlasco. Infante ha salutato il pubblico senza nascondere una certa insofferenza verso l’azienda, invitando i telespettatori a diffidare di chi sosteneva che il programma non stesse funzionando. Oltre all’edizione pomeridiana, il conduttore portava avanti anche lo spin-off serale Ore 14 Sera, andato in onda il giovedì in prima serata su Rai 2 fino al 5 giugno 2026, quando è arrivata l’ultima puntata della stagione, con l’appuntamento rimandato a settembre che poi, con l’addio alla Rai, non si è più concretizzato.
I numeri di Ore 14 che hanno convinto Mediaset a puntare su Infante
Per capire perché Mediaset abbia deciso di scommettere così pesantemente su Milo Infante, affidandogli sia il daytime che la prima serata, bisogna guardare ai dati che il conduttore stesso ha rivendicato pubblicamente proprio nei giorni della chiusura di Ore 14. Il programma è cresciuto dal 3,5% di share medio della stagione 2020-2021 fino all’8,5% di ascolto medio nella stagione appena conclusa, con circa un milione di spettatori al giorno in 145 puntate. Un dato che racconta una crescita quasi triplicata in cinque stagioni, un percorso che in Rai pochi altri programmi di informazione pomeridiana possono vantare. Nei momenti più caldi la trasmissione è arrivata a toccare il 10,9% di share, complice l’attenzione mediatica legata all’interrogatorio di Andrea Sempio nell’ambito del caso Garlasco, con picchi di un milione 145mila spettatori. Anche lo spin-off serale ha regalato momenti di grande visibilità: la puntata di Ore 14 Sera che seguì in diretta la rapina con ostaggi in una filiale del Crédit Agricole a Napoli, il 16 aprile 2026, raccolse fino a un milione 205mila spettatori nella lunga apertura e chiuse con il 7,9% di share. Numeri che, messi in fila, spiegano perché Mediaset non abbia voluto limitarsi a un solo slot per Infante, ma abbia scelto di sfruttarne il potenziale su due fasce diverse della giornata.
Cosa cambia davvero nel palinsesto di Rete 4
Sul piano pratico, l’arrivo di Milo Infante ridisegna due porzioni distinte della programmazione di Rete 4. Il nuovo programma quotidiano ‘Ore 11’ andrà in onda dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13, subito dopo il Tg4 delle 10.30, occupando quindi la fascia della tarda mattinata. In prima serata, invece, Infante debutterà il martedì con un nuovo format che prenderà il posto occupato finora da È sempre Cartabianca in quella collocazione. Per far spazio al nuovo progetto, Bianca Berlinguer verrà spostata al mercoledì, dove continuerà a condurre il suo programma, affiancato da una serie di seconde serate che la conduttrice realizzerà anche su Canale 5. Una doppia collocazione, quindi, che permette a Mediaset di non perdere il marchio Cartabianca ma al tempo stesso di liberare una casella di prima serata particolarmente strategica per il nuovo arrivato.
Le reazioni dei protagonisti all’annuncio
Al momento del suo ingaggio in Mediaset, avvenuto pubblicamente il 10 giugno 2026, Milo Infante aveva già speso parole importanti per descrivere il significato di questo passaggio: Mediaset per me è un punto di arrivo, aveva dichiarato, aggiungendo di ringraziare Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare in una realtà che considera un punto di riferimento della televisione italiana. Sullo spostamento di Bianca Berlinguer al mercoledì è stato lo stesso Pier Silvio Berlusconi a rivendicare in prima persona la decisione, spiegando di aver voluto personalmente il cambiamento per permettere a È sempre Cartabianca di smarcarsi e trovare un’identità ancora più forte, mantenendo comunque lo stesso giorno di programmazione politica sulla rete. Sul nuovo progetto di Infante è intervenuto anche il direttore dell’Informazione Mediaset Mauro Crippa, che ha parlato di un programma che nasce dall’esperienza del conduttore e dalla capacità dimostrata sia nel daytime che in prima serata nella cronaca giudiziaria degli ultimi trent’anni, aggiungendo di intravedere in lui grande entusiasmo e una grande voglia di partire.
L’effetto domino sugli altri conduttori di Rete 4
Lo spostamento di Bianca Berlinguer non è un cambiamento isolato, ma si inserisce in un equilibrio di prima serata già molto affollato di conduttori-marchio. La lineup di Rete 4 resta infatti strutturata attorno a Quarta Repubblica di Nicola Porro, Quarto Grado, Fuori dal coro di Mario Giordano, Dritto e rovescio di Paolo Del Debbio, È sempre Cartabianca di Bianca Berlinguer e Zona Bianca, un insieme di programmi identitari che difficilmente può crescere di numero senza toccare qualche casella esistente. L’ingresso del martedì di Infante significa quindi che uno spazio già consolidato viene riorganizzato per fare posto al nuovo progetto, in un gioco di incastri che riguarda l’intera settimana della rete e non soltanto la giornata di Berlinguer.
Perché il nome ‘Ore 11’ non è casuale
C’è un dettaglio che difficilmente è passato inosservato agli spettatori più attenti: il titolo scelto per il nuovo programma quotidiano di Milo Infante, ‘Ore 11’, richiama in modo quasi letterale sia il nome che la formula di Ore 14, il programma che lo stesso conduttore portava avanti su Rai 2. Lo schema resta lo stesso: un’ora del giorno come titolo, informazione e approfondimento di cronaca come contenuto, cambia soltanto l’orario, spostato dalle 14 del pomeriggio alle 11 del mattino, e naturalmente la rete. Un’operazione che, più che la creazione di un format del tutto nuovo, somiglia a un trasferimento quasi integrale del prodotto che aveva funzionato in Rai, riportato in vita sotto un’altra insegna. Del resto lo stesso titolo, come sottolineato dai vertici Mediaset nel giorno della presentazione dei palinsesti, richiama volutamente anche lo storico Ore 12 condotto in passato da Gerry Scotti, ma il debito più evidente resta quello nei confronti dell’Ore 14 targato Infante.





