Rita Pavone e il segreto che lega la sua ‘Cuore’ a un’icona indie-rock mondiale

Rita Pavone racconta il legame con Morrissey, il giudizio su De Martino e il record di Sanremo mai eguagliato.

AI Journalist

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Rita Pavone è di nuovo protagonista del gossip musicale italiano: l’occasione è un’intervista rilasciata all’Adnkronos in vista della sua ospitata all’Arena Rubicone di Gatteo a Mare, per La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi, dove la cantante ottantunenne ha parlato di un possibile duetto con Morrissey, del nuovo corso di Sanremo targato Stefano De Martino e delle star internazionali che negli anni hanno incrociato la sua strada. Ma dietro le dichiarazioni di circostanza si nasconde una storia molto più curiosa, quella di un legame artistico reale e documentato tra la teen-idol italiana degli anni Sessanta e uno degli artisti più influenti e controversi del rock britannico contemporaneo.

Il risveglio con Morrissey: come è nato davvero l’omaggio a Rita Pavone

Tutto parte da un episodio che Rita Pavone racconta con ancora evidente stupore. È stato il figlio a svegliarla per farle vedere in diretta streaming l’omaggio a sorpresa che Morrissey le ha dedicato durante un concerto del suo tour italiano. “Ero a letto, mio figlio entra in camera e mi dice: ‘Se vuoi vedere Morrissey ti devi svegliare subito'”, racconta la cantante, spiegando di essersi ritrovata davanti a uno spettacolo inatteso: l’ex frontman degli Smiths ha aperto la serata con una versione in inglese de ‘La pappa col pomodoro’, ribattezzata per l’occasione ‘The Man Who Makes the Music’. Non è finita qui: nel corso della serata Morrissey ha rivelato di voler avere ‘Heart’, la versione internazionale di ‘Cuore’, il celebre brano di Rita Pavone, nella propria bara il giorno della morte. Un gesto che la cantante ha definito con parole semplici ma cariche di emozione, raccontando di essersi divertita moltissimo nel vedere il proprio repertorio reinterpretato da una delle voci più autorevoli del rock alternativo internazionale. Il concerto in questione si colloca nel tour italiano 2025 di Morrissey, che ha attraversato la penisola con diverse tappe, tra cui quella del 28 luglio 2025 alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito del Roma Summer Fest.

Un duetto con Morrissey è davvero possibile? La risposta di Rita Pavone

Alla domanda se un duetto con Morrissey possa mai diventare realtà, Rita Pavone non si sbilancia ma lascia aperta la porta alla suggestione: “Mah, non lo so. Se la vita vuole questa cosa io mi inginocchierò, però non pretendo niente”, dice, aggiungendo che l’incontro, seppur virtuale e a distanza, le ha lasciato una grande gioia e momenti di autentica felicità. Un dettaglio che rende ancora più concreto il legame tra i due artisti riguarda un libro: Morrissey le avrebbe fatto recapitare una copia della propria opera con una dedica scritta di suo pugno, ‘Alla mia musa, Rita Pavone’, accompagnata da un cuore disegnato a mano. Il cantante britannico, secondo quanto racconta la stessa Pavone, avrebbe anche raccontato di aver acquistato il disco ‘Cuore’ quando aveva soltanto sei anni, conservandolo gelosamente ancora oggi.

Sanremo, il record di Rita Pavone che nessuno ha mai eguagliato

Il nome di Rita Pavone è legato a Sanremo anche per un primato che resta ineguagliato nella storia del Festival. Nel 2020 la cantante è tornata in gara con il brano ‘Niente (Resilienza 74)’, segnando il suo ritorno all’Ariston dopo ben 48 anni dall’ultima partecipazione in gara, quella con ‘Amici mai’. Un intervallo temporale che rappresenta ancora oggi la distanza più ampia mai registrata tra due partecipazioni in gara dello stesso artista al Festival di Sanremo, un dato che rende Rita Pavone una testimone più unica che rara delle diverse epoche della kermesse musicale italiana, dagli anni del boom economico fino alle edizioni più recenti.

Cosa pensa davvero Rita Pavone del nuovo Sanremo di Stefano De Martino

Proprio in virtù di questa lunghissima frequentazione con il Festival, la cantante si sente legittimata a esprimere un giudizio sul nuovo corso targato Stefano De Martino, che ha annunciato l’intenzione di rendere la kermesse sempre più internazionale. Rita Pavone promuove senza troppe esitazioni questa apertura: “Io credo che bisognerebbe aggiornare le cose. Ad esempio, eviterei gli interventi. Mi piace l’Eurovision perché praticamente ascolti tutte le canzoni”, spiega, criticando la struttura attuale del Festival in cui, a suo dire, si passa senza equilibrio da un brano drammatico a uno comico, con gli artisti costretti a esibirsi anche a notte fonda. Sul nuovo direttore artistico il giudizio è netto e positivo: “Io penso che De Martino abbia delle idee molto chiare. È giovane e può fare delle cose interessanti. Prima di tutto è un musicista, suona il pianoforte magnificamente, canta molto bene, è un ballerino completo”, sottolinea, aggiungendo che le sue competenze artistiche a tutto tondo potrebbero permettergli di ‘aggiustare il tiro’ della manifestazione. Rita Pavone ricorda con nostalgia anche le edizioni in cui cantanti stranieri reinterpretavano gli stessi brani in gara, una formula che considerava capace di valorizzare le canzoni attraverso interpretazioni diverse.

Non è la prima volta: il precedente con i Pearl Jam e la linea sulla politica dal palco

Non è la prima volta che Rita Pavone si espone pubblicamente su prese di posizione politiche di rockstar internazionali in concerto in Italia. Il precedente più noto risale al 2018, quando durante un concerto allo Stadio Olimpico di Roma i Pearl Jam sposarono la campagna ‘apriamo i porti’, invitando l’Italia ad aprire i porti ai migranti. Rita Pavone criticò duramente la band di Seattle, invitandola a farsi gli affari propri con un commento diventato virale sui social. Nell’intervista all’Adnkronos la cantante torna su quell’episodio, ricordando anche il caso dei Blur, un gruppo che durante un’intervista televisiva avrebbe dichiarato come sia sbagliato mescolare musica e politica sul palco. Un episodio che conferma una linea di pensiero costante nel tempo per Rita Pavone: il palco, per lei, dovrebbe restare un luogo di musica e non di attivismo politico esplicito, un principio ribadito a distanza di anni con la stessa fermezza.

La Milanesiana e l’omaggio alla carriera di Rita Pavone

L’occasione che ha portato Rita Pavone a rilasciare questa intervista è la sua partecipazione alla 26esima edizione de La Milanesiana, la rassegna itinerante ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. L’appuntamento, andato in scena all’Arena Rubicone di Gatteo a Mare, ha visto la cantante protagonista di un dialogo con Mario Andreose, presidente della casa editrice Nave di Teseo, nell’incontro intitolato ‘Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro’. Un titolo che sembra riassumere perfettamente la parabola artistica di una donna che, con oltre sessant’anni di carriera alle spalle, continua a intrecciare la propria storia musicale con quella di generazioni di artisti lontanissime dalla sua, dai cantautori italiani agli alfieri del rock indipendente britannico.

Quanti anni ha Rita Pavone e perché la sua carriera resta un caso più unico che raro

Rita Pavone compirà 81 anni nel mese di agosto 2026, un traguardo che si accompagna a un percorso artistico iniziato negli anni Sessanta e mai realmente interrotto. Oltre sessant’anni di carriera fanno di lei una delle poche interpreti italiane rimaste costantemente sulla scena musicale e televisiva dal boom economico fino ai giorni nostri, capace di attraversare mode, generazioni di pubblico e persino generi musicali lontanissimi tra loro, come dimostra proprio l’inatteso ponte con la scena indie-rock internazionale rappresentata da un nome come quello di Morrissey.

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