Monica Setta sbotta: ‘Io cinica? No, voglio solo la verità’. E sull’imitazione della Gialappa’s sceglie il silenzio

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Monica Setta torna al centro della scena televisiva con un’intervista che sta facendo discutere e che, nella giornata del 27 giugno 2026, è stata rilanciata dalle principali testate nazionali. La conduttrice di Storie al bivio su Rai2 ha deciso di mettere i puntini sulle "i": respinge l’etichetta di "Crudelia" che le viene cucita addosso sui social, rivendica uno stile diretto in video e racconta senza filtri la realtà produttiva dei suoi programmi, fatta più di idee che di grandi budget.

Perché Monica Setta dice di non essere cinica?

Il nodo dell’intervista è tutto qui. Setta sa di essere percepita come una conduttrice tagliente, a volte spigolosa, capace di mettere in difficoltà gli ospiti con domande secche. Ma rifiuta nettamente la definizione di "cinica". La sua tesi è semplice: non le piacciono le interviste con le domande concordate, quelle in cui tutto è già scritto e l’ospite recita un copione. Lei vuole arrivare al dunque, alla verità, anche a costo di sembrare scortese. È un metodo che rivendica come marchio di fabbrica e che, a suo dire, viene scambiato per durezza solo perché si è perso il gusto del confronto vero in televisione.

Il riferimento implicito è al meccanismo di tante trasmissioni del pomeriggio e della prima serata, dove l’ospite arriva, promuove il libro o il film, scivola via senza graffi. Setta dice di non voler giocare a quel gioco: meglio una domanda scomoda di un’ora di chiacchiere prevedibili.

Cosa risponde all’etichetta di "Crudelia" sui social?

Sui social network il soprannome "Crudelia" le viene affibbiato con una certa insistenza, soprattutto dopo le puntate in cui ha incalzato volti noti dello spettacolo italiano. La conduttrice ammette di esserne consapevole, ma respinge l’immagine al mittente. Non si riconosce nel ritratto di donna fredda e calcolatrice: rivendica al contrario empatia con le sue ospiti, soprattutto nelle puntate dedicate alle "storie di donne", dove il racconto autobiografico è spesso doloroso e richiede una guida ferma ma sensibile.

Il punto, suggerisce, è che in tv una donna che fa domande dirette viene letta come aggressiva, mentre lo stesso atteggiamento in un collega uomo passa per professionalità. Una battaglia di genere che Setta porta avanti da tempo, anche attraverso la scelta di un format che mette al centro le voci femminili.

"Non ho una lira": come si lavora con budget ridotti in Rai?

Uno dei passaggi più franchi dell’intervista riguarda la dimensione economica della produzione. Setta dichiara senza giri di parole di non avere budget consistenti per i suoi programmi: "Non ho una lira, devo lavorare sui contenuti". È un’ammissione che racconta molto della tv pubblica nella fascia estiva, dove gli investimenti si riducono e le trasmissioni vivono di idee, ospiti che accettano di partecipare senza grandi cachet e di una scenografia essenziale.

La conduttrice trasforma però la difficoltà in cifra stilistica: niente fuochi d’artificio, niente effetti speciali, ma interviste lunghe, faccia a faccia ravvicinati, racconti intimi. È la formula che ha fatto la fortuna di Storie di donne al bivio, diventato negli anni un piccolo cult del weekend di Rai2, capace di intercettare un pubblico fedele anche senza il traino dei grandi nomi del prime time.

Cosa pensa dell’imitazione della Gialappa’s Band?

Il capitolo Gialappa’s è quello più delicato. Da mesi il GialappaShow propone una parodia di Monica Setta che ha conquistato il pubblico ma che alla diretta interessata non è mai andata giù. Nella primavera del 2025 la conduttrice si era sfogata pubblicamente, parlando di body shaming e raccontando di aver fatto intervenire i propri legali per arginare gli effetti collaterali sui social, dove la parodia veniva rilanciata insieme a commenti pesanti sul suo aspetto fisico. Aveva chiesto alla banda comica di "dimenticarla" oppure di farla "più carina".

Oggi, a distanza di oltre un anno, Setta sceglie una linea diversa: il no comment. Una scelta che sa di tregua, o forse di stanchezza rispetto a una polemica che si è autoalimentata. Non rilancia, non attacca, non ride: lascia cadere la domanda e va avanti. Una strategia comunicativa che potrebbe sgonfiare il caso e che racconta una conduttrice più consapevole del meccanismo virale che si innesca a ogni sua dichiarazione sul tema.

Quando vanno in onda "Storie al bivio weekend" e "Storie al bivio di sera"?

L’intervista cade in un momento strategico per la conduttrice, che quest’estate raddoppia la sua presenza su Rai2. Il sabato pomeriggio è tornato l’appuntamento con Storie al bivio weekend, in onda fino a settembre 2026, mentre il martedì in prima serata va in onda Storie al bivio di sera, partito il 9 giugno 2026 e in programmazione fino al 4 agosto 2026.

Si tratta di una vetrina importante: la prima serata su Rai2 è un banco di prova severo, soprattutto in un’estate segnata dalla concorrenza dei grandi eventi sportivi internazionali. I primi ascolti hanno comunque premiato il format, che ha tenuto botta anche contro gli appuntamenti calcistici, viaggiando attorno al 4,6% di share in alcune serate. Numeri non eclatanti, ma in linea con le aspettative di una rete che nell’access e nel prime time estivo punta più sulla fidelizzazione che sul colpo grosso.

Chi è Monica Setta e qual è il suo percorso professionale?

Per chi la conosce solo dalle ultime stagioni televisive, vale la pena ricordare che Monica Setta, classe 1963, originaria della Puglia, ha una lunga carriera alle spalle iniziata nella carta stampata. Ha lavorato per anni come giornalista economica e di costume su grandi testate nazionali prima di approdare stabilmente in televisione. In Rai ha condotto programmi del mattino come UnoMattina in Famiglia, costruendosi un profilo da volto rassicurante del weekend.

La svolta più recente è arrivata con Storie di donne al bivio, format incentrato su interviste lunghe e racconti di vita di personaggi femminili dello spettacolo, della politica e della cultura. Il successo del programma le ha permesso di guadagnare prima il sabato pomeriggio fisso, poi il raddoppio con la versione serale e i ritorni estivi che ora la accompagnano fino al cuore della stagione calda.

Perché l’intervista fa discutere e cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

L’uscita di Setta arriva in una fase in cui i palinsesti Rai 2026-2027 sono in via di definizione e ogni dichiarazione pubblica diventa anche un posizionamento interno. Rivendicare contenuti, denunciare la mancanza di budget, ribadire uno stile riconoscibile sono tutti messaggi diretti tanto al pubblico quanto ai vertici di Viale Mazzini.

Il messaggio di fondo è chiaro: Setta vuole continuare a fare la conduttrice che pungola, che non si accontenta della risposta di comodo, che porta in video storie vere. Il nodo "Crudelia", l’imitazione della Gialappa’s, le polemiche social diventano in questo senso parte del personaggio, qualcosa con cui convivere senza farsi sbilanciare. Nei prossimi mesi sarà interessante capire se la linea del "no comment" reggerà o se, come spesso accade, basterà una nuova puntata del GialappaShow per riaprire la partita. Intanto il doppio appuntamento su Rai2 continua, e il pubblico estivo sembra apprezzare la formula.

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