La metamorfosi spettacolare di Jacob Elordi nel nuovo Frankenstein di Guillermo del Toro.
Il video pubblicato da Netflix mostra la trasformazione straordinaria che Jacob Elordi ha affrontato per dare vita alla Creatura nel film Frankenstein. L’attore ha trascorso fino a 10 ore al giorno nel trucco, con l’applicazione di 42 pezzi prostetici sul corpo. Già nei primi momenti sul set, Elordi ha lasciato la sua immagine da star tradizionale alle spalle per immergersi totalmente in un ruolo radicalmente diverso. La parola chiave “trasformazione” qui è davvero adatta. La trasformazione fisica di Elordi punta a un effetto organico, realistico: pelle pallida, ferite, capelli lunghi, una struttura corporea che sembra assemblata da pezzi diversi. Il regista del film, Guillermo del Toro, ha chiesto di evitare cliché, niente bulloni al collo, niente caricature cartonesche.

Nel trailer e nei materiali promozionali viene evidenziato che la creazione della Creatura ha richiesto un vero e proprio rito quotidiano: ore di applicazione, rimozione lenta (circa 90 minuti), e un’attitudine mentale che supporta indossare quel “vestito” ogni giorno. Non solo trucco: l’attore ha raccontato che il processo era cominciato già la sera prima sul set, arrivando a giornate di 20 ore senza vere pause, senza colazione, pranzo o cena tradizionali. Questo impegno fisico e mentale ha elevato la performance oltre la semplice estetica. Interpretare la Creatura non significa solo cambiare aspetto, ma anche cambiare voce, gesti, anima. Elordi ha raccontato di aver vissuto momenti di “disordine”, dolore al risveglio, immersione totale nel personaggio. Queste sensazioni sono diventate carburante per l’interpretazione.
Jacob Elordi in Frankenstein: il video completo al trucco
Del Toro ha sottolineato che la voce della Creatura è stata costruita giorno dopo giorno: non un ringhio generico, ma una vocalità modellata sulla fisicità e sui pezzi prostetici applicati all’attore. Ne deriva un personaggio che, pur mostruoso nelle apparenze, è profondamente umano nei silenzi, negli sguardi, nei gesti. La trasformazione non è solo esteriore: è un viaggio interiore, una liberazione dell’identità. Jacob Elordi ha accantonato la sua naturale bellezza da protagonista per dare corpo a una creatura fragilissima e potente al tempo stesso.
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La sua prova attoriale emerge nella capacità di comunicare più con lo sguardo che con le parole, più con la postura che con la voce. La direzione di Guillermo del Toro ha voluto far emergere il rimpianto, il desiderio di perdono, la solitudine della Creatura: un mito rivisitato, non un semplice remake dell’universo Frankenstein. Questo rende la metamorfosi di Elordi tra le più potenti e innovative mai viste per il personaggio della Creatura, dal punto di vista fisico ed emotivo.
