Venerdì 24 luglio 2026 Quarto Grado ha messo il punto sulla sua diciassettesima stagione, con Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero che hanno condotto l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva tra il caso Roggero, il caso Chico Forti e i nuovi retroscena sul delitto di Garlasco. Ma chiamarlo davvero un finale è quasi improprio: dietro il saluto al pubblico restano tre inchieste aperte, con scadenze già scritte nero su bianco per l’autunno, che renderanno la pausa estiva del programma tutt’altro che una pausa per chi quei casi li segue da anni.
Quanto ha retto Quarto Grado nel suo ultimo venerdì di stagione?
I numeri dell’ultima puntata raccontano una tenuta solida ma non straordinaria. Dopo la presentazione a 577.000 spettatori e il 4% di share, Quarto Grado ha chiuso la serata del 24 luglio con 897.000 spettatori e il 9,2% di share. Un risultato che ha collocato il programma di Rete 4 al terzo posto della serata, alle spalle di Tim Summer Hits su Rai 1, che con 1.767.000 spettatori ha raccolto il 16,7%, e de L’Erede su Canale 5, fermo a 1.509.000 spettatori pari al 14,2%.
È un buon finale rispetto all’andamento stagionale?
Il confronto con il resto della stagione ridimensiona parzialmente l’exploit del 24 luglio. A inizio giugno il programma aveva toccato l’11,5% di share con circa 1,4 milioni di spettatori, un dato definito il miglior risultato dell’anno per Rete 4. Rispetto a quel picco, il finale di luglio segna quindi un calo di oltre due punti percentuali di share, complice anche la concorrenza estiva più agguerrita su Rai 1 e Canale 5. Resta comunque una chiusura di stagione dignitosa per un programma che ha costruito il suo zoccolo duro sull’attualità giudiziaria più seguita dagli italiani.
A che punto è oggi Mario Roggero, il gioielliere, mentre se ne parla in tv?
Quando Quarto Grado ha dedicato spazio al caso, Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, era in carcere da appena nove giorni. La svolta definitiva è arrivata il 15 luglio 2026, quando la prima sezione penale della Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione, respingendo il ricorso della difesa e confermando integralmente la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino. La vicenda giudiziaria riguarda l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti il 28 aprile 2021 durante l’assalto alla sua gioielleria: per i giudici la reazione di Roggero è scattata quando i banditi erano già in fuga, dunque senza più un pericolo attuale che potesse giustificare la legittima difesa. Una pena rideterminata in appello rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado dal Tribunale di Asti.
Chi accusa Bradley Pike, se non Chico Forti?
Il capitolo più dirompente della puntata riguarda il caso Chico Forti, con l’intervista a Bradley Pike, fratello di Dale Pike, la vittima per il cui omicidio l’imprenditore trentino ha scontato oltre vent’anni negli Stati Uniti prima di essere trasferito in Italia. Bradley Pike ha puntato il dito su un nome mai realmente approfondito nelle inchieste italiane: Thomas Knott, cittadino tedesco descritto come un cliente del padre Anthony Pike, un uomo che, a suo dire, aveva letteralmente ammaliato il genitore con il suo stile di vita sopra le righe. Pike ha raccontato di aver cercato per anni di rintracciare Knott, anche con l’aiuto di investigatori privati, senza mai riuscirci: secondo la sua ricostruzione, l’uomo sarebbe diventato testimone dell’accusa nel processo statunitense, scontando una pena breve per frode e appropriazione indebita prima di essere estradato in Germania, dove da allora si sarebbero perse le tracce.
Cosa ha convinto Bradley Pike dell’innocenza di Forti?
Il percorso che ha portato Bradley Pike a schierarsi pubblicamente per l’innocenza di Chico Forti non è stato immediato. In un primo momento pensava che Thomas Knott potesse avere un ruolo soltanto marginale nella vicenda. A fargli cambiare idea è stato un contatto della trasmissione statunitense CBS 24 Hours, che gli ha permesso di leggere migliaia di pagine di atti processuali: un lavoro di scavo che lo ha convinto della totale estraneità di Forti ai fatti, rafforzando la tesi di un colpevole mai davvero cercato con la stessa determinazione riservata all’imprenditore italiano.
Cosa ha detto davvero la madre di Sempio sulla bottiglietta d’acqua, e perché conta?
Sul fronte Garlasco, la puntata ha riportato l’attenzione su un dettaglio apparentemente minimo ma diventato centrale nell’informativa finale dei carabinieri alla Procura di Pavia: il racconto della madre di Andrea Sempio sulla giornata del 13 agosto 2007, reso alle forze dell’ordine circa tre settimane dopo il delitto. Secondo quella versione, il figlio sarebbe tornato a casa dicendo di non avere fame perché nel frattempo si era bevuto mezzo litro d’acqua, comprata insieme a un caffè al bar. Un particolare che agli investigatori è apparso in contraddizione con altre ricostruzioni fornite nel tempo dalla famiglia sugli spostamenti di quella giornata, tanto da essere finito tra gli elementi raccolti nel fascicolo trasmesso alla Procura.
Quando si saprà se Sempio andrà a processo?
La risposta a questa domanda non arriverà prima della fine dell’estate. La Procura di Pavia ha prorogato i termini delle indagini preliminari sull’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi fino al 28 settembre 2026, dopo aver disposto una nuova consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi, incaricato di delineare un profilo dell’indagato e valutarne la capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti. Solo dopo quella data i magistrati decideranno se chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio oppure l’archiviazione. Parallelamente resta sullo sfondo la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per lo stesso omicidio: un’eventuale richiesta di revisione del processo dovrebbe passare dalla Procura di Pavia alla Procura generale di Milano, per poi approdare, solo in caso di esito positivo della valutazione, davanti alla Corte d’appello di Brescia.
Cosa succede al programma adesso, durante la pausa estiva?
Archiviata la puntata del 24 luglio, per Quarto Grado si apre ora la consueta pausa estiva. Il programma, giunto alla sua diciassettesima edizione, tornerà su Rete 4 a inizio settembre 2026, sempre condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, confermati al vertice del venerdì sera della rete anche nei nuovi palinsesti. La nuova stagione riprenderà a ridosso della scadenza del 28 settembre sul caso Sempio, un calendario che rende il primo mese di programmazione autunnale potenzialmente decisivo: i tre dossier lasciati aperti a luglio, Garlasco, Chico Forti e Roggero, promettono infatti di tornare al centro delle puntate proprio mentre le rispettive vicende giudiziarie ed extragiudiziarie entreranno in una fase di verità.
Fonti
- Ansa (2026). Uccise due banditi, condannato in via definitiva il gioielliere Mario Roggero.
- Ansa (2026). La Procura di Pavia dispone consulenza psichiatrica su Sempio.
- Mediaset Infinity (2026). Caso Chico Forti, Bradley Pike a Quarto Grado: “Spero che un giorno sia libero”.





