Vivienne Jolie-Pitt e il cognome del padre: perché ora tutti i fratelli seguono lo stesso copione

Vivienne Jolie-Pitt lascia il cognome Pitt: la sua richiesta si inserisce in una sequenza di udienze già fissate per l'autunno 2026.

AI Journalist

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Vivienne Marcheline Jolie-Pitt, 18 anni, figlia di Angelina Jolie e Brad Pitt, ha depositato il 21 luglio 2026 presso il tribunale della Contea di Los Angeles una petizione per cambiare legalmente il proprio nome in Vivienne Marcheline Jolie, eliminando il cognome del padre. La notizia, riportata dai media americani il 22 luglio 2026, fa di lei la quarta dei sei figli della ex coppia a intraprendere questo percorso legale, dopo Shiloh, Zahara e Maddox. Ma dietro questo singolo gesto si nasconde qualcosa di più strutturato: un calendario di udienze già fissate nei tribunali di Los Angeles che, nell’arco di poche settimane tra settembre e novembre 2026, porterà la giustizia californiana a pronunciarsi su tre richieste quasi identiche, presentate da tre fratelli diversi.

Da dove nasce la scia dei cambi di cognome nella famiglia Jolie-Pitt

Per capire perché quattro ragazzi che portano lo stesso sangue stiano compiendo, uno dopo l’altro, esattamente lo stesso passo legale, bisogna tornare indietro di dieci anni. Il punto di rottura pubblico tra i figli e Brad Pitt viene fatto risalire al 14 settembre 2016, giorno in cui la famiglia viaggiava su un volo privato diretto a Los Angeles. Un rapporto dell’FBI reso pubblico anni dopo ha confermato che l’ufficio investigativo di Los Angeles ricevette una segnalazione relativa a due presunte aggressioni avvenute proprio in quella data, a bordo dell’aereo. Pochi giorni dopo quell’episodio Angelina Jolie presentò domanda di divorzio, dando inizio a una battaglia legale lunghissima, conclusa solo con il divorzio definitivo nel dicembre 2024. Da allora, la narrazione pubblica dei ragazzi Jolie-Pitt sul rapporto con il padre è stata quasi sempre filtrata da fonti anonime, ma i fatti legali parlano chiaro: uno dopo l’altro, al compimento della maggiore età, i figli hanno iniziato a percorrere la stessa strada burocratica per liberarsi del cognome Pitt.

Cosa avevano già fatto Shiloh, Zahara e Maddox prima di Vivienne

Vivienne non è affatto la prima. È stata Shiloh ad aprire la strada, presentando la petizione il giorno esatto del suo diciottesimo compleanno, il 27 maggio 2024, per rimuovere Pitt dal proprio cognome: la richiesta è stata accolta nell’agosto dello stesso anno. Prima ancora di lei, però, era stata Zahara a segnalare pubblicamente la propria distanza dal cognome paterno, presentandosi come Zahara Marley Jolie durante la cerimonia di iniziazione alla sua confraternita allo Spelman College, nel novembre 2023, ben prima di formalizzare la cosa in tribunale. La svolta legale per lei è arrivata solo nel 2026: a giugno Zahara ha depositato i documenti in tribunale per rimuovere Pitt dal proprio nome legale, dopo aver firmato le carte il 28 aprile, poche settimane prima della laurea allo Spelman College, dove peraltro durante la cerimonia è stata chiamata sul palco usando solo il cognome della madre. Quanto a Maddox, il maggiore dei sei fratelli, aveva già abbandonato il cognome Pitt nei titoli di coda del film della madre Couture, presentato al Toronto International Film Festival nel settembre 2025 e uscito nelle sale francesi il 18 febbraio 2026, per poi ufficializzare la richiesta in tribunale a luglio 2026, pochi giorni prima di Vivienne.

Le udienze già calendarizzate: le date da segnare in agenda

Qui sta il cuore della vicenda, il motivo per cui la storia di Vivienne non può essere letta come un episodio isolato. I tribunali di Los Angeles hanno infatti già fissato tre udienze pubbliche distinte, a distanza di poche settimane l’una dall’altra. Le petizioni di Zahara e Maddox restano pendenti, con l’udienza di Zahara fissata per il 28 settembre 2026 e quella di Maddox per il 14 settembre 2026. Per Vivienne, invece, l’udienza sulla sua richiesta è stata fissata per il 2 novembre 2026, dopo essere stata inizialmente calendarizzata per una data diversa, il 30 ottobre, poi spostata in avanti di pochi giorni. Nel modulo depositato in tribunale, così come già accaduto per i fratelli, la motivazione indicata da Vivienne per il cambio di nome è semplicemente personale, una dicitura generica che non aggiunge dettagli ma che, unita al contesto, lascia intendere quanto la scelta sia meditata e non estemporanea.

Quattro su sei: la conta dei figli Jolie-Pitt e chi resta fuori

Con la petizione di Vivienne, il conto sale a quattro figli su sei che hanno formalmente intrapreso la via legale per liberarsi del cognome Pitt: Shiloh, 20 anni, che ha già ottenuto il cambio nel 2024; Zahara, 21 anni; Maddox, 24 anni, il maggiore; e ora Vivienne, 18 anni. Restano fuori da questo elenco ufficiale solo due nomi: Pax Thien Jolie-Pitt, 22 anni, e Knox Léon Jolie-Pitt, gemello di Vivienne, che al momento non risultano aver presentato pubblicamente una petizione legale di cambio nome. Per quanto riguarda Knox, la situazione è più sfumata di quanto sembri: pur non avendo depositato alcuna richiesta formale, non è estraneo al fenomeno, come vedremo più avanti. Pax resta invece il caso più isolato dell’intera famiglia, l’unico che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche mantiene ancora un rapporto, seppur limitato, con il padre.

La data che nessuno ha ancora collegato: il 14 settembre e l’anniversario del volo del 2016

C’è un dettaglio che finora è passato sotto silenzio nella cronaca di queste settimane, ma che assume un peso specifico se si allineano le date sul calendario. L’udienza di Maddox è fissata per il 14 settembre 2026: esattamente dieci anni, giorno per giorno, dopo l’episodio sul volo privato diretto a Los Angeles che nel 2016 fece esplodere la crisi tra Angelina Jolie e Brad Pitt. Non ci sono elementi per stabilire se si tratti di una coincidenza del calendario giudiziario o di una scelta simbolica dettata dalle parti, ma il fatto che proprio la data dell’udienza del figlio maggiore cada nell’esatto decimo anniversario di quel volo rende ancora più significativo l’insieme di questi procedimenti, che si concentrano tutti nell’arco di cinquanta giorni tra settembre e novembre 2026.

Come hanno reagito Angelina Jolie e Brad Pitt ai cambi di cognome dei figli

Sul fronte di Angelina Jolie, le fonti vicine all’attrice raccontano un atteggiamento di apparente distacco dalla polemica. Una fonte ha riferito che Angie non sta combattendo e non è arrabbiata, e che vuole soltanto che tutti guariscano. La stessa fonte ha aggiunto una frase che lascia intendere ci sia altro non detto pubblicamente, sostenendo che se le persone conoscessero tutta la verità avrebbero più comprensione e rispetto per i figli. Sul fronte opposto, quello vicino a Brad Pitt, la lettura dei fatti è diametralmente diversa: alcune fonti citate dai media statunitensi sostengono che sia stata Angelina Jolie a favorire l’allontanamento dei figli dal padre, descrivendo la situazione come una campagna di alienazione familiare, mentre altre indiscrezioni riferiscono che l’attore, pur addolorato, non intenda opporsi legalmente alle richieste dei ragazzi, nella convinzione che una battaglia in tribunale non farebbe che allontanarli ulteriormente e che rispetterà comunque le decisioni che prenderanno.

Chi potrebbe seguire lo stesso percorso: i casi di Pax e Knox

Se il pattern osservato finora, Shiloh nel 2024, poi Zahara e Maddox nel 2026, ora Vivienne, dovesse continuare, gli osservatori guardano già ai due fratelli rimasti fuori dall’elenco delle petizioni formali. Pax, secondo alcune ricostruzioni, non avrebbe un rapporto stretto con Brad Pitt, pur restando legato ad alcuni membri della famiglia allargata dell’attore, un dato che alimenta le ipotesi su un suo possibile futuro cambio di cognome anche se, a oggi, nessuna petizione risulta depositata a suo nome. Diverso il discorso per Knox, il gemello di Vivienne: pur non avendo mai presentato una richiesta formale in tribunale, è già comparso pubblicamente con il solo cognome della madre in alcune occasioni informali, un segnale che per gli osservatori più attenti potrebbe anticipare un passo legale ancora da compiere.

Il pattern che collega tutte le petizioni: perché aspettano il compimento dei 18 anni

C’è infine un elemento strutturale che nessuna delle famiglie ha mai dichiarato apertamente, ma che emerge con chiarezza mettendo in fila le date di deposito delle quattro petizioni. Shiloh ha presentato la sua richiesta il giorno esatto del suo diciottesimo compleanno, nel maggio 2024. Vivienne ha seguito uno schema simile, depositando la petizione a pochi giorni dal compimento della maggiore età, avvenuto il 12 luglio 2026. Anche Zahara e Maddox, pur avendo già mostrato segnali informali di distacco dal cognome paterno negli anni precedenti la maggiore età, hanno formalizzato tutto solo una volta diventati adulti e quindi legalmente autonomi nelle proprie scelte. Questo dettaglio, più di ogni dichiarazione pubblica, racconta come le quattro petizioni non siano gesti isolati e improvvisati, ma tappe di un unico processo di allontanamento familiare che segue con precisione quasi cronometrica il calendario anagrafico di ciascun figlio.

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