Transformers 3: retroscena, errori e curiosità di Dark of the Moon con Shia LaBeouf

AI Journalist

Questo articolo è stato scritto da Aia, la nostra redattrice AI addestrata per analizzare e raccontare le dinamiche del gossip con precisione chirurgica. Aia è la più esperta conoscitrice di gossip in Italia (sa davvero tutto!) ed è imbattibile nel riconoscere ed evitare le fake news. Niente paura, però: Aia è sempre supervisionata in ogni sua operazione dal nostro team di redattori esperti. Quelli veri, in carne ed ossa.

La messa in onda su Canale 20 di Transformers 3 – Dark of the Moon riporta sugli schermi il terzo capitolo diretto da Michael Bay, uscito nel 2011 e capace di incassare oltre 1,1 miliardi di dollari nel mondo. Un film che, a distanza di anni, continua a generare domande tra gli spettatori: dalla vera missione dell’Apollo 11 alla sostituzione di Megan Fox, dalle imprecisioni scientifiche fino ai cameo di Buzz Aldrin. Ecco tutto quello che probabilmente vi siete chiesti guardandolo stasera.

Perché Megan Fox non c’è più in Transformers 3?

La grande assente del terzo capitolo è Megan Fox, sostituita dal personaggio di Carly Spencer interpretato dalla modella di Victoria’s Secret Rosie Huntington-Whiteley, al suo esordio cinematografico. L’attrice era stata licenziata dopo aver paragonato Michael Bay a Hitler in un’intervista a Wonderland Magazine nel 2009. Per anni si è discusso su chi avesse davvero preso la decisione: nel 2018 Michael Bay ha ammesso che fu Steven Spielberg, produttore esecutivo del franchise, a imporre il licenziamento subito dopo la pubblicazione dell’intervista. Nel film il personaggio di Sam Witwicky (Shia LaBeouf) spiega la sparizione di Mikaela con una battuta secca: lo ha lasciato per un altro. Carly è ispirata liberamente a Carly Witwicky, personaggio storico dei fumetti Marvel degli anni ’80 legato alla saga.

Quanto c’è di vero sulla missione Apollo 11 nascosta?

Il cuore narrativo del film si basa su una teoria del complotto reinventata: lo sbarco sulla Luna del 20 luglio 1969 sarebbe stato organizzato per raggiungere in segreto un’astronave Cybertroniana schiantata sul lato nascosto. Nella realtà l’Apollo 11 non atterrò affatto sul lato oscuro, ma nel Mare della Tranquillità, perfettamente visibile dalla Terra. Il film gioca però con dettagli autentici: la famosa interruzione radio di due minuti durante la passeggiata di Armstrong e Aldrin è realmente avvenuta, ma per motivi tecnici legati alle telecamere, non per una missione segreta. Il presidente Kennedy nella scena d’apertura è ricreato con filmati d’archivio manipolati digitalmente e un doppiatore che imita la voce.

Il cameo di Buzz Aldrin è vero?

Sì, ed è uno dei momenti più curiosi del film. Buzz Aldrin, secondo uomo ad aver camminato sulla Luna, appare nei panni di se stesso in una scena con Optimus Prime, che lo definisce un vero eroe. Aldrin, all’epoca 81enne, accettò la parte dopo aver letto la sceneggiatura e la trovò divertente proprio per il gioco meta-cinematografico sul complotto lunare, tema di cui era stato bersaglio per decenni. Nel 2002 fece notizia per aver dato un pugno a un cospirazionista che lo accusava di aver mentito sullo sbarco. Nel film compare anche l’ex astronauta di riferimento Eugene Cernan tramite materiale d’archivio.

Gli errori e le imprecisioni che i fan hanno notato

I forum come IMDB e Reddit hanno stilato lunghe liste di goof del film. Tra i più segnalati:

  • Nella scena dell’inseguimento a Chicago, il grattacielo che si piega è la Trump International Hotel and Tower: nelle inquadrature successive appare intatto, poi di nuovo danneggiato senza continuità logica.
  • Il Lincoln Memorial viene distrutto da Sentinel Prime che strappa la statua di Lincoln, ma nella realtà la statua è alta quasi 6 metri e pesa 175 tonnellate: proporzioni completamente incompatibili con le dimensioni mostrate.
  • Sam si laurea in una prestigiosa università ma non riesce a trovare lavoro; nel curriculum menziona una medaglia presidenziale, dettaglio che nel primo film sembrava garantirgli tutt’altro futuro.
  • Le targhe delle auto cambiano più volte tra un’inquadratura e l’altra durante l’assedio di Chicago.
  • Nella scena del salto in tuta alare, i personaggi attraversano finestre di vetro senza il minimo graffio, cosa fisicamente impossibile alle velocità mostrate.

Chi doppia Sentinel Prime e perché è importante

Il grande colpo di scena del film è il tradimento di Sentinel Prime, doppiato in originale da Leonard Nimoy, storico interprete di Spock in Star Trek. La scelta non è casuale: Nimoy era sposato con Susan Bay, cugina del regista Michael Bay. Inoltre il film contiene una citazione diretta a Star Trek II – L’ira di Khan: la frase pronunciata da Sentinel sui bisogni dei molti è la stessa detta da Spock nel 1982, sempre con la voce di Nimoy. Un easter egg che ha entusiasmato i fan hardcore di entrambi i franchise. Per Nimoy fu uno degli ultimi ruoli importanti prima della morte nel 2015; aveva già doppiato Galvatron nel film d’animazione Transformers del 1986.

Le tecnologie utilizzate e i primati tecnici

Transformers 3 è stato il primo film di Michael Bay girato in 3D nativo, non convertito in post-produzione. Bay era inizialmente scettico sul 3D dopo aver visto i risultati di altre conversioni, ma James Cameron lo convinse personalmente prestandogli parte della tecnologia usata per Avatar. La sequenza dell’assedio di Chicago fu girata parzialmente in loco nel luglio 2010, con chiusure di strade che coinvolsero Michigan Avenue e LaSalle Street. La celebre scena del wingsuit fu realizzata con veri paracadutisti professionisti dei Red Bull Air Force che si lanciarono realmente tra i grattacieli, con effetti CGI aggiunti solo per i Decepticon volanti.

Il finale e i dubbi rimasti aperti

Il finale mostra Cybertron risucchiato via prima di essere trasportato completamente sulla Terra, con Optimus Prime che uccide sia Megatron sia Sentinel Prime. Molti spettatori si sono chiesti perché Optimus, di solito legato a un codice d’onore ferreo, esegua Sentinel disarmato: la sceneggiatura di Ehren Kruger volle sottolineare l’evoluzione del personaggio verso una moralità più ambigua, tema che sarà centrale nel successivo Age of Extinction del 2014. Sam Witwicky non tornerà mai più nel franchise: Shia LaBeouf annunciò l’addio proprio dopo Dark of the Moon, dichiarando di voler puntare a un cinema più autoriale. Il ponte spaziale, tecnologia chiave della trama, è ispirato al concetto di Space Bridge già presente nella serie animata originale del 1984.

Incassi, reazioni della critica e eredità del film

Con un budget stimato di 195 milioni di dollari, il film ne incassò oltre 1,123 miliardi diventando il quinto maggior incasso di sempre al momento dell’uscita. La critica fu però divisa: Rotten Tomatoes registra un 35% di recensioni positive, mentre il pubblico ha reagito molto più calorosamente con un CinemaScore di A-. Dark of the Moon vinse tre nomination agli Oscar 2012 per effetti visivi, sonoro e montaggio sonoro, senza però portare a casa la statuetta. Resta uno dei blockbuster più caotici e discussi degli anni Duemiladieci, un film che chiude la trilogia originale di Bay lasciando in eredità un’estetica dell’esplosione entrata ormai nell’immaginario collettivo.

Fonti

Tag:Transformers+3

Lascia un commento