Bad Bunny a Milano, il vero motivo per cui gli Stati Uniti restano fuori dal tour mondiale

Bad Bunny sold out a Milano: perché il suo tour mondiale evita gli Stati Uniti e cosa lega tutto all'ICE

AI Journalist

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Bad Bunny si esibisce oggi, venerdì 17 luglio 2026, all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano nel primo dei due concerti previsti insieme a quello di sabato 18 luglio, tappa del suo tour mondiale DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour: l’artista sale sul palco alle 20:00 dopo l’opening act di Chuwi alle 19:00, in un evento sold out che da giorni sta scatenando attesa e traffico social in città.

Dietro le luci dell’Ippodromo, però, c’è una domanda che in pochi si stanno ponendo: perché Milano è diventata una delle pochissime tappe europee di un tour mondiale che gli Stati Uniti, il mercato più grande e più ricco per un artista latino, non vedranno mai? La risposta ha a che fare con l’ICE, con un discorso ai Grammy diventato virale e con una scelta artistica che a Milano si trasforma in scenografia.

Perché Bad Bunny suona a Milano e non altrove in Italia, e perché evita gli Stati Uniti

Bad Bunny non è una scoperta recente per il pubblico italiano: era già stato nel nostro Paese nel 2019, quando si era esibito alle Capannelle di Roma per Rock in Roma e al Milano Latin Festival. Da allora, però, la sua scala è cambiata radicalmente, fino a diventare uno degli artisti più influenti e redditizi al mondo. Il dato più forte, quello che spiega davvero perché il tour mondiale 2025-2026 abbia una geografia così particolare, riguarda proprio gli Stati Uniti: sono stati esclusi del tutto dalle tappe.

A raccontarlo è stato lo stesso artista in un’intervista alla rivista i-D pubblicata il 12 settembre 2025, poco prima di chiudere la residency portoricana. Bad Bunny ha dichiarato di non aver incluso gli Stati Uniti nel suo tour di concerti 2025-2026 per il timore che l’Immigration and Customs Enforcement statunitense (ICE) facesse irruzione nei luoghi dei concerti. Le sue parole sono state chiare: le persone dagli Stati Uniti potevano comunque viaggiare per vedere lo show, ovunque nel mondo, ma restava il tema dell’ICE che avrebbe potuto essere fuori dal concerto, una preoccupazione condivisa dal suo team.

L’artista ha comunque tenuto a precisare che la decisione non nasce da ostilità verso il suo pubblico americano: ci sono state molte ragioni per cui non si è esibito negli Stati Uniti, e nessuna di queste era per odio, avendoci già suonato molte volte in passato. Una fonte del Dipartimento della Sicurezza Nazionale statunitense ha replicato duramente, sostenendo che l’artista fosse male informato sulle operazioni dell’ICE o stesse usando le forze dell’ordine come scusa.

Cosa ha fatto Bad Bunny nell’ultimo anno prima di arrivare a Milano

Il percorso che ha portato Bad Bunny fino all’Ippodromo di San Siro è stato lungo e denso di tappe simboliche. Tutto è partito da una residency di due mesi al Coliseo de Puerto Rico José Miguel Agrelot di San Juan, dal titolo ‘No Me Quiero Ir de Aquí’: trenta concerti sull’isola caraibica, conclusi il 14 settembre 2025. Da lì il tour mondiale vero e proprio ha preso il via il 21 novembre 2025 a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, per poi toccare America Latina, Europa, Asia e Oceania.

L’8 febbraio 2026 è arrivato uno dei momenti più importanti della sua carriera: Bad Bunny ha guidato l’halftime show del Super Bowl LX a Levi’s Stadium, diventando il primo artista latino a farlo da solo, con la partecipazione a sorpresa di Lady Gaga e Ricky Martin. Secondo i dati diffusi da NBC e Peacock, la performance ha registrato in media 128,2 milioni di spettatori, con un picco di 137,8 milioni durante la partita, rendendo quella edizione del Super Bowl la seconda più vista nella storia della televisione americana.

Una settimana prima, il 1° febbraio 2026, ai Grammy Awards, Bad Bunny aveva vinto il premio Album of the Year con ‘Debí Tirar Más Fotos’, primo disco interamente in spagnolo a conquistare quel riconoscimento. Nel suo discorso di accettazione ha chiuso con una frase destinata a fare il giro del mondo: prima di ringraziare Dio, Bad Bunny ha detto ‘Fuera ICE’, difendendo pubblicamente gli immigrati. Nei giorni immediatamente precedenti all’arrivo a Milano, l’artista si è esibito a Nanterre, alle porte di Parigi, poi a Solna in Svezia e a Varsavia, il 14 luglio 2026, ultima tappa prima dell’Italia.

Cosa cambia ora per Milano concretamente

Per le due serate del 17 e 18 luglio, il Comune di Milano e ATM hanno messo in campo un piano straordinario di mobilità. Le linee M1 e M5 restano potenziate e aperte fino a tarda notte, con orario prolungato fino a circa le 2:00. Al termine di ogni concerto, per motivi di ordine pubblico, sono previste la chiusura temporanea delle stazioni M5 San Siro Ippodromo e M1 Uruguay, con il pubblico indirizzato verso le fermate di Lampugnano, Lotto e San Siro Stadio.

I numeri della vendita danno la misura dell’evento: per le due tappe milanesi sono stati venduti complessivamente 157.000 biglietti in meno di quattro ore, con oltre 200.000 utenti in coda contemporaneamente sulle piattaforme ufficiali durante la prevendita. Una media che si aggira intorno alle 78.500 presenze a serata, con capienza stimata dagli organizzatori fino a 80.000 persone a sera. Le due date, uniche italiane del tour, risultano sold out su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket, incluso il settore riservato alle persone con disabilità.

Quanto vale davvero questo tour e questo concerto

I numeri che accompagnano il DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour raccontano di un fenomeno che va oltre la musica. Secondo quanto riportato dal promoter Live Nation, la vendita anticipata di biglietti per le date di Madrid e Barcellona ha superato le 600.000 localizzazioni in un solo giorno. Sul fronte discografico, Bad Bunny ha chiuso il 2025 come artista più ascoltato al mondo su Spotify per la quarta volta in assoluto, record che lo rende l’unico artista ad aver raggiunto questo primato in tre anni consecutivi (2020-2022). Nel solo 2025 ha totalizzato 19,8 miliardi di stream a livello globale, un risultato che gli è valso anche il titolo di album più ascoltato dell’anno con ‘DeBÍ TiRAR MáS FOToS’.

Sul lungo periodo, Bad Bunny è uno dei soli due artisti ad aver superato i 100 miliardi di stream complessivi su Spotify, come rilevato all’inizio del 2026. Sul fronte dei concerti dal vivo, il suo tour ‘El Último Tour del Mundo’ del 2022 è diventato il tour di maggior incasso mai realizzato da un artista latino, con oltre 435 milioni di dollari raccolti. A Milano, secondo le stime circolate sull’indotto economico locale legato alle due serate tra hotel, ristorazione, trasporti e merchandising, il concerto porterebbe alla città un giro d’affari stimato tra i 35 e i 45 milioni di euro.

Cosa ha detto lui stesso su questi temi, e cosa ha suscitato

Le parole pronunciate ai Grammy non sono rimaste senza conseguenze. La performance al Super Bowl, che pure secondo diverse ricostruzioni giornalistiche ha largamente evitato messaggi politici espliciti, concentrandosi sulla cultura latina del Nord e Sud America, ha comunque scatenato una valanga di proteste da parte di una fetta di pubblico conservatore. Secondo i documenti ottenuti tramite richiesta di accesso agli atti, il Super Bowl LX ha fatto registrare oltre 2.300 reclami formali alla Federal Communications Commission, molti dei quali concentrati proprio sull’esibizione di Bad Bunny.

Numeri enormemente superiori a quelli delle edizioni precedenti: le esibizioni per l’halftime show negli anni recenti avevano raccolto centinaia, non migliaia, di reclami, con Kendrick Lamar fermo a 125 lamentele e Rihanna a 102 nel 2023. Molte delle proteste riguardavano il fatto che lo spettacolo fosse in lingua spagnola e giudicato da alcuni spettatori eccessivamente esplicito nei contenuti coreografici. La polemica aveva raggiunto anche la politica, con un contro-evento intitolato ‘All-American Halftime Show’ organizzato da un’organizzazione conservatrice come alternativa, con altri artisti sul palco.

Chi altro è coinvolto nell’organizzazione e nell’indotto dell’evento

Ad aprire entrambe le serate milanesi, alle 19:00, è la band Chuwi, quartetto originario di Isabela, Porto Rico, formato dai fratelli Lorén, Willy e Wester Aldarondo insieme all’amico Adrián López. Il gruppo, già collaboratore di Bad Bunny nel brano ‘WELTiTA’, è l’opening act ufficiale scelto per tutte le tappe del tour mondiale, non solo per quelle italiane.

Non manca l’elemento umano più seguito dai fan: Bad Bunny è arrivato a Milano accompagnato dalla fidanzata storica Gabriela Berlingeri, con cui l’artista ha una relazione intermittente da circa dieci anni. La coppia sarebbe atterrata all’aeroporto di Linate Prime con un volo privato, scegliendo per il soggiorno milanese uno degli hotel più esclusivi del centro città. Un dettaglio che, unito al sold out totale e al traffico social generato dall’evento, conferma quanto la presenza dell’artista stia mobilitando l’intera città, ben oltre il perimetro dell’Ippodromo.

Cosa lega davvero la scelta di evitare gli USA con lo show che si vedrà stasera a Milano

Il filo che collega l’esclusione degli Stati Uniti dal tour, il discorso ai Grammy e la serata milanese non è casuale. Lo spettacolo che verrà messo in scena questa sera all’Ippodromo La Maura si sviluppa su un doppio palco: quello principale e ‘La Casita’, una fedele riproduzione di una tipica abitazione portoricana, già ammirata durante l’Half Time Show del Super Bowl, diventata celebre per ospitare ospiti a sorpresa: durante la tappa di Madrid, tra gli altri, era salita sul palco anche Chiara Ferragni. Uno show pensato esplicitamente come celebrazione dell’identità di Porto Rico, che affronta nei suoi contenuti temi come l’emigrazione e la gentrificazione dell’isola.

È la stessa matrice identitaria e politica che ha spinto l’artista a escludere gli Stati Uniti dal tour mondiale e a usare il palco dei Grammy per gridare contro l’ICE: un filo diretto che, pochi mesi dopo quelle dichiarazioni, torna sul palco di Milano sotto forma di contenuto scenico e narrativo dello spettacolo. Le scalette osservate nelle tappe più recenti, da Parigi a Solna fino a Varsavia, includono oltre trenta brani, tra cui LA MuDANZA, Callaíta, Tití me preguntó, Neverita e Baile inolvidable, e rappresentano il termometro più aggiornato di cosa il pubblico milanese può aspettarsi questa sera, alle 20:00, quando le luci dell’Ippodromo SNAI La Maura si spegneranno per lasciare spazio a Bad Bunny.

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