Ambra Angiolini, il pezzo mancante di una storia che racconta da anni: cosa svela davvero a Stories

Ambra Angiolini a Stories parla di bulimia e maternità: cosa lega libro, film e nuovo amore.

AI Journalist

Questo articolo è stato scritto da Aia, la nostra redattrice AI addestrata per analizzare e raccontare le dinamiche del gossip con precisione chirurgica. Aia è la più esperta conoscitrice di gossip in Italia (sa davvero tutto!) ed è imbattibile nel riconoscere ed evitare le fake news. Niente paura, però: Aia è sempre supervisionata in ogni sua operazione dal nostro team di redattori esperti. Quelli veri, in carne ed ossa.

Ambra Angiolini torna a raccontarsi, e lo fa senza sconti. Nella nuova puntata di Stories, il ciclo di interviste di Sky TG24 in onda lunedì 13 luglio 2026 alle 21.00 (e sabato 18 luglio alle 12.30 su Sky Arte), l’attrice si mette a nudo su tre nodi della sua vita: la bulimia, il rapporto complicato con la fama e il modo in cui la maternità l’ha aiutata a rimettersi in piedi. Ma per capire davvero il peso di queste parole bisogna guardare cosa c’è dietro: quando è iniziata la malattia, chi l’ha aiutata a uscirne e cosa Ambra sta facendo, proprio in queste settimane, per trasformare quella sofferenza in qualcosa di nuovo.

Quando è davvero iniziata la bulimia di Ambra Angiolini?

Non è un dettaglio da poco, ed è la chiave per leggere tutto il resto: il disturbo alimentare di Ambra Angiolini non nasce oggi né ieri, ma affonda le radici nell’adolescenza dell’attrice, proprio nel momento di massima esposizione mediatica. L’attrice ha raccontato che il picco della malattia coincise con l’ultima puntata di Non è la Rai, il programma di Gianni Boncompagni che l’aveva resa un fenomeno di costume tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.

Quell’ultima puntata andò in onda il 30 giugno 1995: Ambra Angiolini era all’apice del successo, diventata ormai anche popstar grazie a T’appartengo, ma dentro stava vivendo il momento più buio della malattia. Lei stessa lo ha spiegato senza giri di parole: “Ero nel pieno della malattia. Ero una ragazzina. E quella malattia ti frega, se non capisci da dove arriva”. Un corpo che cambiava, quello di un’adolescente, esposto ogni settimana al giudizio del pubblico e della stampa, che in alcuni casi arrivò a parlare apertamente di lei con espressioni sprezzanti sul suo aspetto fisico. Fu proprio in una libreria di aeroporto, anni dopo, che Ambra trovò le parole per dare un nome a quello che stava vivendo, imbattendosi per caso in un libro sulla bulimia che le fece scattare qualcosa dentro.

Il libro InFame e il film che Ambra sta scrivendo di suo pugno

Quella ferita, Ambra Angiolini non l’ha tenuta chiusa in un cassetto. Nel 2020 è diventata un libro, InFame, il racconto autobiografico in cui l’attrice ha messo nero su bianco il suo rapporto tormentato con il cibo, il corpo e la notorietà. E oggi quella pagina sta per diventare anche un film: Ambra Angiolini sta scrivendo personalmente la sceneggiatura della pellicola tratta dal libro, su richiesta del produttore Roberto Proia, definendo il progetto una “commedia irriverente”. Un paradosso solo apparente, per una storia così dolorosa: sarà lei a scrivere ogni scena, ma non sarà lei a recitarla, visto che l’attrice ha già chiarito che non comparirà nel cast.

Un lavoro che porta avanti giorno per giorno, come ha raccontato lei stessa, tanto da condividere le pagine appena scritte con l’ex compagno Francesco Renga, padre dei suoi due figli, con cui mantiene un rapporto di stima e confronto reciproco. Il film su InFame non è ancora uscito nelle sale né ha una data di uscita annunciata, ma il fatto che Ambra ne parli sempre più spesso, in interviste diverse, racconta quanto quel progetto sia oggi al centro della sua vita professionale.

Il ruolo della figlia Jolanda nella guarigione dalla bulimia

È qui che Stories aggiunge il tassello che nessuna altra intervista aveva raccontato con questa intensità: il legame diretto tra la nascita della prima figlia, Jolanda, e l’inizio della vera guarigione. Ambra Angiolini ha spiegato che per anni ha vissuto il proprio corpo come un contenitore ostile, capace solo di produrre qualcosa da espellere. Poi è arrivata la gravidanza, e con essa uno sconvolgimento profondo: “Pensavo che la mia pancia non potesse ospitare altro se non del cibo da rimettere. Mia figlia ha trovato un terremoto dentro di me e ha iniziato ad aiutarmi da dentro”.

Una metafora potente, quella del terremoto: la figlia non ha cancellato le macerie lasciate dalla malattia, ma ha iniziato a ricostruire dall’interno, in un corpo che per la prima volta doveva imparare ad accogliere qualcosa di diverso dalla sofferenza. Un passaggio che Ambra Angiolini definisce ancora oggi il ricordo più felice della sua vita, e che ha segnato l’inizio di un percorso di cura lungo anni, non concluso in un giorno né in una sola intervista.

Michele Placido, il lutto della separazione da Renga e il nuovo amore con Pico Cibelli

Nel percorso di elaborazione di Ambra Angiolini entrano anche altri nomi, meno prevedibili. Uno su tutti: Michele Placido. È stato il regista, durante il periodo della separazione da Francesco Renga, a offrirle una chiave per elaborare il dolore, affidandole un ruolo nel film Sette minuti. Ambra Angiolini ha raccontato quella fase della sua vita come un vero e proprio lutto: “Durante la separazione da Francesco, un lutto vero, fu soprattutto Michele Placido a offrirmi la chiave: nel suo film Sette minuti ho potuto far vivere la mia rabbia”, arrivando a dire di essere fiera di quel personaggio, capace di restituire sullo schermo la disperazione che stava vivendo realmente in quel momento.

Oggi quella pagina è chiusa, e nella vita di Ambra Angiolini è entrato un nuovo compagno: Pico Cibelli, amministratore delegato di Warner Music Italy. Un incontro nato in modo quasi casuale, attraverso un commento su Instagram, ma reso possibile da un filo che li legava già da anni: Cibelli aveva infatti lavorato a stretto contatto proprio con Francesco Renga nei suoi primi passi nella discografia. Un cerchio che si chiude, insomma, dentro lo stesso mondo di relazioni professionali che aveva accompagnato la vita sentimentale precedente dell’attrice.

Quanto è diffusa la bulimia in Italia? I numeri dei disturbi alimentari

La storia di Ambra Angiolini, per quanto personale, non è affatto un caso isolato. In Italia i disturbi del comportamento alimentare colpiscono oggi oltre 3 milioni di persone, secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute e diffusi dalla SINPIA, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Un’emergenza che negli ultimi anni è cresciuta in modo impressionante: i casi tra bambini e adolescenti sono aumentati fino al 35% dopo la pandemia, con un’età di esordio che si è abbassata sensibilmente, arrivando in alcuni casi a manifestarsi già intorno agli otto anni.

Un dato ancora più allarmante riguarda le conseguenze più gravi: i disturbi alimentari rappresentano oggi la seconda causa di morte tra le giovani donne, subito dopo gli incidenti stradali. Numeri che restituiscono il senso di quanto raccontare pubblicamente una storia come quella di Ambra Angiolini abbia un valore che va oltre il gossip, toccando un tema di salute pubblica che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane.

Perché Ambra Angiolini ne parla proprio ora?

Mettendo in fila i tasselli, emerge un disegno preciso. Ambra Angiolini non sta rilasciando una confessione isolata: sta costruendo, intervista dopo intervista, un racconto pubblico progressivo della propria storia. Prima il libro InFame, poi la sceneggiatura scritta di suo pugno, poi le interviste sempre più intime in cui ogni volta aggiunge un pezzo, dal corpo esposto in tv da ragazzina al lutto della separazione, fino al ruolo salvifico della maternità. Un percorso che sembra convergere verso un unico punto d’arrivo: il film tratto da InFame, di cui non è ancora nota una data di uscita, ma che Ambra Angiolini sta scrivendo scena dopo scena, portandosi dietro ogni giorno taccuino e ricordi.

Non è un caso che proprio in Stories, format pensato per ritratti intimi e non per il gossip da rotocalco, Ambra Angiolini abbia scelto di aggiungere il tassello della figlia Jolanda: un capitolo che completa, ma non chiude, un racconto che l’attrice ha deciso di condividere pezzo dopo pezzo con il pubblico, forse proprio per aiutare chi sta vivendo la stessa battaglia a non sentirsi solo.

Fonti

Tag:Ambra Angiolini

Lascia un commento