E morto il 2 luglio 2026 a Reggio Emilia, all’eta di 65 anni, Abramo Orlandini, lo storico ‘maggiordomo’ silenzioso di Vittorio Sgarbi nella celebre trasmissione anni ’90 ‘Sgarbi Quotidiani’ su Canale 5. Orlandini era ricoverato da giorni per una polmonite; aveva lavorato anche nel cinema con registi come Fellini, Pupi Avati e Dino Risi. I funerali si sono svolti sabato 4 luglio a Reggio Emilia. Dietro quel volto immobile, elegante, sempre in silenzio dietro le spalle del critico d’arte, si nasconde pero una storia molto piu complessa di quanto la tv abbia mai raccontato: quella di un attore vero, amato dai grandi registi italiani, che dopo i riflettori ha attraversato tre decenni di fragilita silenziosa fino a diventare, senza volerlo, un mito popolare della sua citta.
Come si sono conosciuti Vittorio Sgarbi e Abramo Orlandini?
La storia tra i due comincia lontano dagli studi Mediaset. Orlandini lavorava in un’edicola vicino al Parlamento, a Roma, la stessa attivita che la sua famiglia gestiva anche a Reggio Emilia: i due si erano conosciuti proprio nella Capitale, dove il futuro maggiordomo tv gestiva un chiosco di giornali insieme ai genitori, la medesima attivita di famiglia praticata anche nella citta emiliana. Fu in quel contesto che Sgarbi, allora gia deputato, lo noto e decise in seguito di volerlo al suo fianco in tv. Ma la porta del cinema, quella vera, gliela apri qualcun altro prima ancora della popolarita televisiva: nel corso della sua carriera Orlandini si dedico infatti al mondo del grande schermo, e il primo a ingaggiarlo fu il regista Pupi Avati, che gli diede una piccola parte aiutandolo anche a sistemarsi a Roma. Sgarbi stesso, in una puntata storica del programma, racconto di averlo visto per la prima volta proprio al cinema, prima ancora di incontrarlo di persona a Reggio Emilia, definendolo senza mezzi termini un grande attore uscito da un film di Federico Fellini.
Cosa fece Abramo Orlandini dopo la fine di ‘Sgarbi Quotidiani’ nel 1999?
Il programma che lo rese celebre in tutta Italia ando in onda su Canale 5 dal 15 ottobre 1992 al 13 maggio 1999, quasi sette anni consecutivi in cui Orlandini, immobile e impeccabile alle spalle di Sgarbi, introduceva l’argomento della puntata prima di sparire nel silenzio piu assoluto per il resto della trasmissione. Ma cosa accadde quando le telecamere si spensero? Orlandini stesso racconto in un’intervista che, terminata l’esperienza televisiva, dovette reinventarsi: fece il cameriere al Rugantino, uno storico locale di Trastevere considerato tra i migliori della zona. Un passaggio che dice molto di come, esaurita la parentesi Mediaset, la vita del maggiordomo silenzioso sia tornata rapidamente alla normalita, ben lontana dai riflettori del preserale di Canale 5. Dopo quella parentesi romana, Orlandini scelse di tornare a vivere nella sua Reggio Emilia, citta a cui resto legato per il resto della vita.
Cosa e successo alla vita di Orlandini dopo la popolarita televisiva?
Il contrasto tra il personaggio televisivo e l’uomo reale emerse con chiarezza in un’intervista del 2020, quando Orlandini racconto senza reticenze la propria condizione: gli era stata riconosciuta l’invalidita al 100 per cento per problemi psichici, e viveva con un assegno di poche centinaia di euro al mese. Un’esistenza modesta, condotta nella sua citta natale, molto distante dai fasti mediatici degli anni Novanta, ma vissuta comunque con ironia e dignita, tra chiacchiere in centro storico e piccoli aiuti economici arrivati anche da vecchi amici del cinema come Pupi Avati. Negli ultimi anni della sua vita Orlandini era ospite della casa di riposo Omozzoli Parisetti, nel cuore di Reggio Emilia, dove secondo quanto riferito dai gestori della struttura le sue condizioni di salute erano progressivamente peggiorate, fino al ricovero ospedaliero degli ultimi giorni, quando una polmonite lo ha portato al decesso all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Quanti anni sono passati dalla fine della popolarita televisiva alla morte?
Fare i conti aiuta a capire la dimensione del tempo trascorso. Tra la fine di ‘Sgarbi Quotidiani’, il 13 maggio 1999, e la morte di Abramo Orlandini, avvenuta il 2 luglio 2026, sono passati esattamente 27 anni. Un quarto di secolo durante il quale il volto silenzioso che ogni giorno appariva nelle case degli italiani e progressivamente scomparso dai radar nazionali, restando pero vivo nella memoria collettiva come uno dei tormentoni involontari della tv commerciale anni Novanta. Il programma stesso aveva avuto una vita lunga per gli standard televisivi, restando in onda quasi sette anni di fila, un’enormita se paragonata alla rapidita con cui oggi nascono e muoiono i format del preserale.
Cosa ha detto pubblicamente Vittorio Sgarbi di lui negli anni?
Sgarbi non ha mai nascosto un affetto particolare, seppur espresso con il consueto tono sopra le righe, per il suo assistente silenzioso. In una puntata storica del programma lo presento cosi al pubblico: chi e l’uomo che sta alle mie spalle, quel poveraccio sta sempre zitto, intanto e pagato, per poi aggiungere, con l’iperbole tipica del critico d’arte, che Orlandini sarebbe potuto essere conteso dai piu grandi conduttori dell’epoca, da Maurizio Costanzo a Gianfranco Funari fino a Pippo Baudo. Anche a distanza di anni, in un incontro piu recente a Reggio Emilia, Sgarbi ha ricordato con affetto quella stagione televisiva, arrivando a ipotizzare che ‘Sgarbi Quotidiani’ fosse un programma capace di reggere ancora oggi il confronto con la tv contemporanea, tanto era anticipatore dei tempi.
Chi altro, oltre a Sgarbi, ha coinvolto Orlandini nella sua carriera artistica?
Ridurre Abramo Orlandini al solo ruolo di comparsa televisiva sarebbe un errore clamoroso. La sua filmografia racconta infatti una carriera da caratterista frequentato da alcuni dei nomi piu grandi del cinema d’autore italiano e internazionale. Oltre a Pupi Avati, che lo scrittura per primo, Orlandini vantava partecipazioni in pellicole firmate anche da Nanni Moretti, Dino Risi e persino dal visionario Terry Gilliam, oltre naturalmente a Federico Fellini, con cui lavoro in film come ‘La voce della luna’. Con Daniele Luchetti collaboro in produzioni successive, mentre un aneddoto riportato dallo stesso Orlandini racconta di una collaborazione anche con Marco Ferreri e di un cachet ricordato con orgoglio, guadagnato in un film con Tinto Brass. Nel 2016 la sua figura fu celebrata anche fuori dal set: il documentario ’24conAbramo’, diretto dal regista Giuseppe Zironi e presentato in anteprima al cinema Corso di Reggio Emilia, fu pensato appositamente per raccontare la sua storia, il suo mondo e quel modo tutto particolare di vivere e attraversare la citta emiliana.
Perche un uomo cosi fragile era comunque amato e celebrato da tutta la citta?
E forse questo l’aspetto meno raccontato della vicenda di Abramo Orlandini: il modo in cui Reggio Emilia ha saputo trasformare la fragilita di un suo cittadino in un rito collettivo di affetto, invece di ignorarla. Nonostante l’invalidita riconosciuta e una vita economicamente modesta, Orlandini restava una presenza costante e amatissima nel centro storico, sempre elegante, spesso con cravatta o papillon, la bombetta in testa e i suoi quadri naif sottobraccio, che regalava volentieri a chi incontrava per strada. Un’iniziativa nata nel settembre 2024 racconta bene questo legame: i proprietari della Spumanteria dell’Isolato San Rocco, uno dei locali piu frequentati da Abramo, lanciarono l’idea dell’aperitivo con Abramo, un gesto tanto semplice quanto significativo. Chi lo desiderava poteva accompagnarlo dalla struttura fino al locale e poi riaccompagnarlo alla casa di riposo, ricevendo in cambio un aperitivo offerto dalla casa. Un modo per continuare a includerlo nella vita cittadina anche quando le sue condizioni non gli permettevano piu di muoversi da solo. Anche il presidente dell’associazione Amici Omozzoli Parisetti, Ennio Ferrarini, lo ha ricordato come un vero personaggio per la citta da molti decenni, sottolineando come fino a pochi mesi prima della morte fosse ancora ospite della struttura, destinatario perfino del tradizionale regalo natalizio dell’associazione.
Quando e dove si e potuto dare l’ultimo saluto ad Abramo Orlandini?
La camera ardente e stata allestita alla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin, a Reggio Emilia, nella giornata di giovedi 2 luglio dalle 8.30 alle 18.30, per poi riaprire sabato 4 luglio dalle 8.30 alle 11. I funerali si sono svolti sabato 4 luglio alle ore 11, con partenza dalla stessa Casa Funeraria Reverberi e corteo verso il cimitero di Villa Cella. Una cerimonia semplice per salutare un uomo che, pur avendo attraversato set cinematografici prestigiosi e studi televisivi affollatissimi, ha scelto di chiudere la sua esistenza nella discrezione della sua citta natale, lasciando comunque un segno profondo in chi lo ha conosciuto davvero, oltre l’immagine impassibile che milioni di italiani hanno visto per anni in tv.





