È ufficiale: Amadeus e Warner Bros. Discovery si separano. Il comunicato congiunto diffuso oggi, venerdì 26 giugno 2026, mette nero su bianco la risoluzione consensuale del contratto che legava il conduttore ravennate al gruppo del Nove per altre due stagioni televisive. Una notizia che chiude in anticipo, con due anni di sconto sulla scadenza naturale, l’avventura iniziata nell’estate del 2024, quando l’addio alla Rai dopo cinque Festival di Sanremo aveva fatto tremare gli equilibri del piccolo schermo italiano.
Cosa prevede l’accordo tra Amadeus e Warner Bros. Discovery
Il testo della nota aziendale parla di un accordo raggiunto in maniera condivisa per chiudere in anticipo il rapporto. Alessandro Araimo, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery Southern Europe, nel comunicato ufficiale ringrazia il conduttore parlando di un percorso affrontato con impegno, dedizione e professionalità, e sottolinea come resti un rapporto basato su stima e rispetto reciproci. Sul fronte opposto Amadeus parla di due anni intensi, augurando in bocca al lupo a tutto il gruppo per i progetti futuri.
Non vengono diffuse cifre sulla buonuscita né dettagli economici, ma il senso politico dell’operazione è chiaro: entrambe le parti hanno preferito chiudere subito, evitando di trascinare per altre due stagioni un’esperienza che si era rivelata onerosa per le casse di Discovery e poco soddisfacente sul piano artistico per il conduttore.
Perché Amadeus lascia il Nove dopo due stagioni
La domanda che in molti si pongono è semplice: cosa non ha funzionato sul Nove? La risposta sta tutta nei dati Auditel. La prima stagione, quella 2024-2025, si era aperta con grandi aspettative ma si era chiusa con risultati deludenti. Chissà chi è, il game show dell’access prime time erede del Mercante in Fiera, non è mai riuscito a sfondare in maniera stabile, fermandosi a quote di share spesso oscillanti tra il 3 e il 5 per cento. La Corrida, lo storico varietà di Corrado riportato in tv da Amadeus per mantenere una promessa fatta alla vedova Marina Donato, era stato l’unico programma a ritagliarsi numeri dignitosi nella prima annata, salvo poi crollare nella seconda edizione del 2025.
Ancora peggio era andata in prima serata con Like a Star e in access con The Cage – Prendi e Scappa: la prima puntata di quest’ultimo, andata in onda il 14 maggio 2025, aveva raccolto appena 473.000 spettatori e uno share del 2,4 per cento, dato emblematico di una stagione che non è mai decollata. Il passaggio dal 73 per cento di share dei tempi d’oro della Rai a numeri così modesti, come lo stesso Amadeus aveva ammesso in più di un’intervista, non era stato semplice da digerire.
Quanto è costato l’addio: il peso sui conti di Discovery
L’ingaggio di Amadeus, ricostruito da varie testate specializzate, sarebbe stato uno dei più ricchi mai firmati nella televisione italiana non-Rai: si parla di una cifra complessiva attorno ai dieci milioni di euro per quattro stagioni. Una scommessa industriale enorme per il Nove, che puntava a trasformare il canale in una vera terza forza generalista accanto a Rai e Mediaset.
I numeri di ascolto modesti hanno però inciso pesantemente sulla raccolta pubblicitaria, rendendo l’investimento difficile da ammortizzare. La risoluzione consensuale, dunque, è anche una scelta di natura economica: meglio chiudere ora e liberare risorse per nuovi progetti, piuttosto che trascinare due stagioni in perdita.
Il futuro di Amadeus: Rai sbarrata, Mediaset in pole position
Esploso immediatamente il toto-mercato. La pista del ritorno in Rai, sponsorizzata pubblicamente dall’amico di sempre Fiorello, appare però complicata. I palinsesti di Viale Mazzini per la stagione 2026-2027 sono già stati presentati e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha più volte chiuso la porta a un rientro immediato del conduttore. Una marcia indietro istituzionale risulterebbe oggi politicamente troppo costosa.
Molto più concreta appare la pista Mediaset. Il terreno, secondo quanto emerso negli ultimi mesi, sarebbe già stato sondato in prima persona da Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato del gruppo di Cologno Monzese, che ha ammesso pubblicamente l’interesse per il conduttore qualora si fosse liberato dai vincoli con Discovery. Ora che quei vincoli sono saltati, il telefono tra l’agente di Amadeus e Cologno potrebbe squillare a breve. Si parla di un possibile approdo a Canale 5, magari con un format del prime time del sabato sera o un game show di access in grado di sfidare Stefano De Martino e Affari Tuoi.
Dalla Rai al Nove fino a oggi: la parabola di un volto storico
L’avventura di Amadeus al Nove era nata nell’aprile del 2024, quando l’annuncio del passaggio a Discovery aveva sorpreso tutti. Dopo aver condotto cinque edizioni consecutive del Festival di Sanremo (dal 2020 al 2024), tutte da record, e aver costruito un access prime time vincente con I Soliti Ignoti, il conduttore aveva deciso di accettare la sfida del Nove a partire dal settembre 2024.
La parabola successiva è nota: aspettative altissime, debutto in chiaroscuro, secondo anno in calo costante. Oggi, a 63 anni, Amadeus si ritrova di nuovo libero sul mercato, con un curriculum che resta tra i più pesanti della televisione italiana ma con la necessità di rilanciarsi dopo una stagione che ha incrinato l’aura del re degli ascolti. La scelta del prossimo passo sarà cruciale: tornare in un ambiente protetto come Mediaset, accettare un ruolo di nicchia su una piattaforma streaming o aspettare la finestra giusta per un eventuale ritorno in Rai non prima del 2027.
Cosa succede ora sul Nove senza Amadeus
Anche Warner Bros. Discovery dovrà ridisegnare i palinsesti. Senza Amadeus a tenere il timone dell’access e del prime time del weekend, il Nove punterà con ogni probabilità su volti già consolidati come Maurizio Crozza, Fabio Fazio con Che Tempo Che Fa e Geppi Cucciari. Resta da capire se programmi storici come La Corrida proseguiranno con un nuovo conduttore o verranno archiviati. Le scelte definitive sui nuovi palinsesti verranno comunicate nelle prossime settimane, in vista della presentazione di settembre.
Fonti
- ANSA (2024). Sanremo 2024, Amadeus: ‘Ringrazio l’apertura della Rai ma io devo fermarmi’.
- LaPresse (2025). Pier Silvio Berlusconi: “Per Amadeus porte Mediaset sempre aperte”.
- Adnkronos (2026). Amadeus lascia Warner Bros. Discovery, l’annuncio: “Risoluzione consensuale”.





