Nelle ultime ore, sui social è diventata virale l'intervista a Tredici Pietro pubblicata dal podcast "Tintoria" la scorsa settimana. L'artista bolognese, figlio di Gianni Morandi e Anna Dan, ha rilasciato alcune dichiarazioni controverse, che sono state prontamente riprese sui social e che hanno sollevato qualche polemica.
Tredici Pietro, il "meraviglioso" rapporto con l'hashish e i problemi con gli emigrati
Pietro Morandi si è definito un "fumatore" ed ha ammesso di avere "un meraviglioso rapporto con l'hashish". Al contempo, ha ammesso che usare sostanze stupefacenti può dare "un punto di vista diverso" ma non a lungo termine. A suo dire, inoltre, fumare non fa "esplodere la creatività", come molti sostengono.
Altra dichiarazione che non è piaciuta a una parte del popolo dei social è quella relativa agli emigrati, che "rovinerebbero" Milano. A suo dire, infatti, gli emigrati sono persone che "non considerano Milano casa propria" e, pertanto, non la trattano bene. "Sanno che non è il loro posto, quindi per loro può rimanere sporca", ha dichiarato. L'artista ha anche precisato che lui stesso fa parte della categoria degli "emigrati", poiché nato e cresciuto a Bologna ma trasferitosi nel capoluogo lombardo per lavoro. Dunque, anche lui contribuisce a "rovinare" Milano.
La psiche di Tredici Pietro
Il figlio d'arte ha ammesso che il tour, che inizierà il 17 maggio, gli provoca "forte ansia", che si trasforma perfino in terrore in certi momenti. Pietro ha dichiarato di "voler arrivare preparatissimo" alla prima data ma che, al momento dell'intervista, tale non si sentiva. Una dichiarazione più emotiva è quella relativa a suo padre: ha definito, infatti, il duetto a Sanremo con Gianni "la cosa più bella fatta in vita sua".
Il momento più difficile Pietro lo ha vissuto tra il 2023 e il 2024. Tre anni fa circa, infatti, si era trasferito a Milano dalla sua ex ragazza, relazione che appunto è finita e gli ha provocato forte dolore psicologico. Proprio nel 2023, infatti, è stato ricoverato in ospedale. Di questo, però, Pietro non vuole parlare nel dettaglio. Quell'episodio traumatico ha "acceso la scintilla" e lo ha portato in terapia psicologica. In un'altra intervista, ha rivelato alcuni dettagli in più: qualche tempo fa - parole sue - "si è fatto del male" con un "mischione" di psicofarmaci e medicinali.
Di questo periodo estremamente difficile, tuttavia, l'artista ha preferito non parlarne con i propri genitori. Ora ne è uscito e, come spesso fanno gli artisti, ha raccolto il dolore e lo ha in parte raccontato e sicuramente esorcizzato nel disco "Non guardare giù", che parla proprio di caduta e rinascita.