Batman Begins, andato in onda stasera su Canale 20 alle 21:08, è il film che nel 2005 ha letteralmente resuscitato il Cavaliere Oscuro dalle macerie lasciate dal disastroso Batman & Robin di Joel Schumacher. Christopher Nolan, all'epoca reduce dal successo di Memento e Insomnia, accettò la sfida di riportare sullo schermo un supereroe che Hollywood aveva ormai dato per spacciato. Il risultato? Una pellicola cupa, realistica, filosofica, che ha ridefinito per sempre il concetto stesso di cinecomic e aperto le porte a una trilogia destinata a diventare leggenda. Se siete qui dopo i titoli di coda, probabilmente avete ancora in testa quella scena finale con Gordon e la carta del Joker. Vi spiego tutto.
Il cast che avrebbe potuto essere: da Jake Gyllenhaal a Christian Bale
Pochi lo sanno, ma il ruolo di Bruce Wayne è stato conteso da un esercito di attori di primo piano. Nolan provinò Jake Gyllenhaal, Joshua Jackson, Billy Crudup, Cillian Murphy (che poi ottenne la parte dello Spaventapasseri), Hugh Dancy ed Eion Bailey. Christian Bale vinse la gara presentandosi al provino indossando il costume di Batman di Val Kilmer, rimaneggiato per l'occasione. Nolan raccontò in seguito di essere rimasto colpito dall'intensità con cui Bale recitava dentro quella maschera: capì in quel momento di avere davanti il suo Cavaliere Oscuro. Per prepararsi al ruolo, Bale mise su oltre 45 chili di massa muscolare dopo aver perso peso per The Machinist, dove pesava appena 55 chili. Una trasformazione fisica che ha dell'incredibile.
La Batmobile che ha cambiato tutto: la Tumbler
Dimenticate le Batmobili slanciate e gotiche dei film precedenti. Nolan voleva un mezzo credibile, militare, funzionale. Il production designer Nathan Crowley costruì la Tumbler direttamente nel garage di casa del regista, assemblando modellini a partire da pezzi di altri kit. Furono prodotti quattro esemplari funzionanti a grandezza naturale, ognuno costato circa 250.000 dollari. Il veicolo poteva raggiungere i 160 km/h e saltare fino a 9 metri. Niente CGI pigra: quasi tutte le sequenze d'azione con la Tumbler sono reali, girate per le strade di Chicago (che fa da controfigura a Gotham) con stuntman veri dietro il volante. Fu proprio questa filosofia del "practical effect" a diventare il marchio di fabbrica della trilogia.
Il finale con Gordon e la carta del Joker: una promessa mantenuta
La scena conclusiva sul tetto del dipartimento di polizia, con il commissario Gordon interpretato da uno strepitoso Gary Oldman che mostra a Batman una carta da gioco con il Jolly, è uno dei finali più iconici del cinema supereroistico moderno. Non era solo un teaser: Nolan e lo sceneggiatore David S. Goyer stavano già gettando le basi narrative per Il Cavaliere Oscuro. Curiosamente, all'epoca nessuno immaginava che quella "escalation" evocata da Gordon si sarebbe tradotta nella performance leggendaria e postuma di Heath Ledger. La carta utilizzata nella scena, tra l'altro, non è un vero Joker da mazzo ufficiale ma una riproduzione disegnata appositamente: mostra un jester stilizzato per evitare problemi di copyright con i produttori di carte da gioco.
Ra's al Ghul, il doppio gioco e Liam Neeson
Il colpo di scena più intelligente del film resta l'identità di Ra's al Ghul. Per tutta la prima metà crediamo che Ken Watanabe sia il leggendario capo della Setta delle Ombre, mentre Henri Ducard (Liam Neeson) è solo il mentore di Bruce. Poi la rivelazione: Ducard è il vero Ra's al Ghul, e Watanabe era solo una copertura. Un twist che nei fumetti non esiste in questa forma e che Goyer inventò per dare profondità al rapporto maestro-allievo. Liam Neeson, all'epoca, accettò il ruolo anche perché era un fan dichiarato di Memento. La sua performance avrebbe poi influenzato direttamente il personaggio di Bryan Mills in Io vi troverò, uscito pochi anni dopo.
Gotham è Chicago (e un po' di Londra)
A differenza delle Gotham gotiche e tim-burtoniane del passato, quella di Nolan è una metropoli reale, sporca, tangibile. Le riprese si svolsero principalmente a Chicago, scelta per i suoi grattacieli, i suoi ponti sopraelevati e la sua Lower Wacker Drive, dove vennero girate le spettacolari sequenze di inseguimento. Gli interni del Wayne Manor sono in realtà la Mentmore Towers nel Buckinghamshire, mentre il monastero della Setta delle Ombre è stato costruito ai Shepperton Studios. I Narrows, il quartiere povero sotto il controllo dello Spaventapasseri, sono invece completamente creati in CGI a partire da set parziali.
La colonna sonora e l'assenza del tema di Batman
Una curiosità che sfugge ai più: Hans Zimmer e James Newton Howard, che firmano insieme la colonna sonora, decisero deliberatamente di non scrivere un tema melodico per Batman. La scelta fu radicale: solo due note, un intervallo di minor seconda, a rappresentare il personaggio. Zimmer spiegò che Bruce Wayne, in questo film, non è ancora davvero Batman: è un uomo in divenire, e un tema completo sarebbe stato prematuro. Quel tema arriverà, appena accennato, solo in The Dark Knight. Geniale, no?




