xXx - Il ritorno di Xander Cage è il terzo capitolo del franchise action nato nel 2002 con Rob Cohen, andato in onda questa sera su Canale 20 alle 21:10. Vin Diesel riprende i panni dell'atleta estremo-agente governativo dopo quattordici anni di assenza dalle sue acrobazie adrenaliniche, saltando a piè pari il secondo capitolo del 2005 dove il personaggio era stato affidato a Ice Cube (che qui ritorna in un cameo che è una dichiarazione d'intenti). Alla regia c'è DJ Caruso, già sodale di Diesel, che trasforma il film in un parco giochi internazionale tra Repubblica Dominicana, Toronto e Detroit. Ma è il cast, più che la trama, il vero motivo per cui questo film ha incassato oltre 346 milioni di dollari nel mondo.
Il cast internazionale: una mossa strategica verso la Cina
Guardate bene i nomi in locandina: Donnie Yen, Tony Jaa, Deepika Padukone, Kris Wu. Non è un caso. Paramount sapeva che il mercato nordamericano da solo non avrebbe retto il budget da 85 milioni, e ha impacchettato un prodotto cucito su misura per l'Asia. La scommessa ha funzionato: in Cina il film ha incassato oltre 164 milioni di dollari, più del doppio rispetto agli Stati Uniti. Deepika Padukone, regina di Bollywood, debuttava qui a Hollywood, mentre Kris Wu - ex membro degli EXO - garantiva il pubblico K-pop. Una strategia che oggi sembra ovvia, nel 2017 era ancora pionieristica per un blockbuster americano.
Donnie Yen e Tony Jaa: il sogno degli appassionati di arti marziali
Per chi mastica cinema d'azione orientale, vedere Donnie Yen (il Ip Man della saga omonima) e Tony Jaa (il fenomeno di Ong-Bak) nello stesso film occidentale è stato un evento. Yen interpreta Xiang, l'antagonista che - spoiler per i distratti - si rivela poi alleato: un ribaltamento scritto proprio per non bruciare una star del suo calibro in un ruolo monodimensionale. Le coreografie di combattimento che lo vedono protagonista sono state curate direttamente da lui, come da contratto: Yen pretende sempre il controllo creativo sulle proprie scene d'azione, una clausola che applica fin dai tempi di SPL.
Il ritorno (e le assenze) del cast originale
Samuel L. Jackson torna come Augustus Gibbons in una sequenza che inizialmente doveva essere solo un cameo pre-titoli, poi espansa durante le riprese. Il colpo di scena finale - Gibbons vivo nonostante l'apparente esplosione - era previsto fin dalla sceneggiatura di F. Scott Frazier, proprio per tenere aperta la porta a un quarto capitolo che ad oggi resta in limbo produttivo nonostante annunci ricorrenti. Ice Cube fa capolino nei panni di Darius Stone, protagonista di xXx 2, in quella che di fatto è una riconciliazione tra il franchise e i suoi fan delusi dal secondo film.
Gli stunt: quando la CGI prende il sopravvento
Vin Diesel ha più volte rivendicato l'uso di stunt reali, ma diciamocelo: la sequenza dello skateboard nella giungla con i missili inseguitori è CGI praticamente al 90%. La scena di surf sulle moto, girata in parte nella Repubblica Dominicana, ha richiesto invece lavorazioni pratiche con moto d'acqua modificate. Il coordinatore degli stunt Garrett Warren ha ammesso in alcune interviste che molte sequenze sono state concepite come "impossibili da realizzare dal vero" fin dallo storyboard, una filosofia opposta a quella dei Mission: Impossible di Tom Cruise. Qui si gioca sulla spettacolarizzazione pura, non sul realismo.
Il Vaso di Pandora: un MacGuffin riciclato
Il dispositivo che controlla i satelliti militari - il famigerato "Vaso di Pandora" - è il classico MacGuffin hitchcockiano: conta zero cos'è, conta solo che tutti lo vogliano. La sceneggiatura di Frazier lo cambia più volte di funzione durante il film, segno evidente di riscritture in corsa. Originariamente doveva essere un'arma biologica, poi è diventato un'arma satellitare per ragioni di respiro internazionale: un'arma biologica era già stata vista in troppi action recenti.
Neymar, Nicky Jam e i camei improbabili
Sì, quello è davvero Neymar che gioca a calcio con la squadra di Xander. Il calciatore brasiliano ha girato le sue scene in meno di due giorni durante una pausa dagli impegni con il Barcellona. Nicky Jam, il reggaetonero, interpreta uno degli xXx originali: il suo personaggio muore nei primi venti minuti, ma la sua presenza è servita a pompare la colonna sonora reggaeton che ha dominato le radio latinoamericane per mesi. Toni Collette, nel ruolo di Jane Marke, è l'unica attrice di peso drammatico del cast e si diverte visibilmente in un ruolo ambiguo costruito apposta per un altro twist del finale. Un film che non si prende mai sul serio, e proprio per questo funziona ancora oggi come puro intrattenimento adrenalinico.




