Stranger Things, nello spin-off animato manca un dettaglio che farà infuriare i fan: cosa è successo alle voci di Undici, Mike, Dustin e Lucas

Stranger Things animato: Undici, Mike, Dustin e Lucas senza le voci originali. Cosa è successo nello spin-off Netflix in arrivo il 23 aprile.

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C'è un dettaglio che farà storcere il naso ai fan più puristi di Stranger Things: nello spin-off animato arrivato ieri su Netflix, Undici, Mike, Dustin e Lucas non avranno le voci dei loro interpreti storici. Una scelta che racconta molto della natura di questo nuovo progetto, pensato non come appendice nostalgica ma come un vero prodotto autonomo, capace di parlare anche a un pubblico più giovane di quello cresciuto con la serie madre.

Dieci episodi tra la seconda e la terza stagione

Stranger Things - Storie dal 1985 è lo spin-off animato della serie cult dei fratelli Duffer, conclusasi lo scorso gennaio con la quinta e ultima stagione. Netflix ha deciso di pubblicare tutti e dieci gli episodi in un'unica soluzione, seguendo la formula classica del binge-watching che ha reso grande il franchise. La collocazione temporale non è casuale: le vicende si inseriscono tra la seconda e la terza stagione, quel periodo in cui il gruppo di amici di Hawkins cerca faticosamente di tornare a una vita normale dopo gli scontri con il Mind Flayer.

L'ambientazione scelta permette agli autori di lavorare su una zona narrativa finora poco esplorata, senza dover inventare retcon complicati o interferire con la continuity della serie live-action. Una finestra temporale perfetta per raccontare storie nuove mantenendo intatto il canone.

Stranger Things

Creature dal Laboratorio di Hawkins

La trama ruota attorno al solito sestetto alle prese con i problemi dell'adolescenza: scuola, primi amori, dinamiche di gruppo. Ma, come da tradizione, la minaccia soprannaturale non tarda a manifestarsi. Stavolta i protagonisti dovranno affrontare creature sconosciute che sembrano provenire dal Laboratorio di Hawkins, quel luogo inquietante che è stato il punto di origine di buona parte degli orrori vissuti dalla cittadina dell'Indiana.

Il ritorno al Laboratorio come fonte del male è una scelta narrativa significativa: segnala una volontà di riconnettersi con le radici più dark della serie, quelle legate agli esperimenti governativi e alle origini stesse di Undici, piuttosto che insistere sulla mitologia del Sottosopra già ampiamente sviscerata nelle cinque stagioni live-action.

La parola ai Duffer: «L'animazione permette tutto»

I fratelli Matt e Ross Duffer, creatori della serie originale, figurano come produttori esecutivi di questo spin-off e hanno rivelato che il progetto animato è stato in realtà la prima idea sviluppata quando hanno iniziato a ragionare sull'espansione dell'universo narrativo. «Quando stavamo esplorando nuove idee legate all'universo di Stranger Things, questa è la prima che abbiamo ideato», hanno dichiarato.

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La motivazione estetica è tanto semplice quanto potente: «L'animazione è un medium incredibile, perché permette di fare qualunque cosa». Una frase che lascia intuire sequenze visivamente più libere, creature più fantasiose, una scala di azione impossibile da realizzare nel live-action senza budget stratosferici. Del resto, la serie madre ha sempre avuto un'anima da cartoon anni Ottanta, con i suoi riferimenti a Goonies, E.T. e Ghostbusters: tradurla in animazione è quasi un passaggio naturale.

Nuove voci per volti familiari

Il nodo più controverso riguarda il doppiaggio. In lingua originale, i personaggi non sono interpretati vocalmente dagli attori in carne e ossa: niente Millie Bobby Brown, niente Finn Wolfhard, niente Gaten Matarazzo. Al loro posto un cast vocale nuovo, scelto per aderire alle versioni animate dei personaggi così come erano nell'estate del 1985, quindi più giovani rispetto agli attori di oggi.

È una decisione pragmatica: i ragazzi del cast originale sono ormai adulti e le loro voci non corrisponderebbero più a quelle dei preadolescenti di Hawkins. Ma è anche una scelta che rafforza l'autonomia del progetto, presentandolo come un'opera a sé stante e non come semplice appendice.

Un addio che non è un addio

Dopo la chiusura definitiva della serie live-action a gennaio, molti fan avevano archiviato Hawkins come un capitolo concluso. Stranger Things - Storie dal 1985 dimostra invece che Netflix non ha alcuna intenzione di abbandonare una delle sue proprietà intellettuali più redditizie. Lo spin-off animato è solo il primo tassello di una strategia di espansione più ampia, che potrebbe includere altri progetti nei prossimi anni. Undici e il Sottosopra, insomma, non ci lasceranno tanto facilmente.

Tag:Stranger Things Storie dal 1985

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