Massimo Ranieri torna protagonista assoluto della scena teatrale italiana con il suo spettacolo Tutti i sogni ancora in volo... e continuano a volare, un viaggio emozionante che dal Teatro Sistina di Roma lo porterà sui palcoscenici di tutta Italia. L'artista napoletano, a 75 anni, dimostra una vitalità artistica che lascia senza fiato: chi lo ha visto dal vivo racconta di un performer che corre, canta e balla sul palco con un'energia che farebbe invidia a colleghi di trent'anni più giovani, un dato che stupisce e commuove in egual misura.

Massimo Ranieri al Sistina: quattro serate da tutto esaurito
Dal 16 al 19 aprile, il Teatro Sistina accoglie nuovamente uno dei suoi figli prediletti. Ranieri ha un legame viscerale con questo palcoscenico, dove mise piede per la prima volta nel 1971, appena ventenne. "Insieme al Piccolo Teatro di Milano, considero il Sistina una seconda casa", ha dichiarato l'artista, ricordando l'emozione di scorrere le foto di Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Aldo Fabrizi nei corridoi del teatro.
Lo spettacolo, ideato e scritto insieme a Edoardo Falcone, è una sorta di diario a cuore aperto: racconto autobiografico, confessione, varietà e grande musica si fondono in una serata che supera le 800 repliche del precedente Sogno o son desto. La sensazione di chi assiste è quella di trovarsi davanti a un artista straordinario, capace di emozionare ancora oggi con una presenza scenica magnetica che non conosce cali.
La scaletta: dai classici intramontabili ai brani inediti
In scaletta trovano spazio i grandi successi che hanno segnato la carriera di Massimo Ranieri, ma anche brani nuovissimi firmati da nomi straordinari della musica italiana. Ecco cosa aspettarsi:
- Vent'anni – la canzone preferita di Ranieri, vincitrice di Canzonissima 1971
- Perdere l'amore – il trionfo al Festival di Sanremo 1988
- Lettera di là dal mare – Premio della Critica a Sanremo 2022
- Tra le mani un cuore – presentata a Sanremo 2025, firmata da Tiziano Ferro e Nek
- Inediti scritti da Pino Donaggio, Ivano Fossati, Bruno Lauzi e Giuliano Sangiorgi
La produzione musicale dell'album omonimo porta la firma prestigiosa di Gino Vannelli, mentre sul palco Ranieri è accompagnato da una band di dieci musicisti straordinari.
Se bruciasse la città e il fenomeno Travis Scott
C'è un dettaglio affascinante che lega Ranieri alle nuove generazioni. Se bruciasse la città, lanciata originariamente a Canzonissima nel 1969, è diventata virale conquistando un pubblico giovanissimo. Il brano continua a far parlare di sé: tra gli appassionati di musica non mancano coloro che ne sottolineano le somiglianze melodiche con recenti successi sanremesi, a riprova di quanto la scrittura di quel pezzo fosse avanti sui tempi. E non è tutto: Travis Scott ha campionato Adagio veneziano nel brano 2000 Excursion, un omaggio inaspettato che lo stesso Ranieri ha commentato con ironia.
L'artista partenopeo non si chiude mai al nuovo. In un'intervista a Radio Vaticana, ha dichiarato di riconoscere il valore della tecnologia, pur mantenendo la sua anima analogica: "Ho bisogno di parlare con le persone, dire tutto, a cuore aperto". Anche le sue recenti apparizioni televisive, tra cui quelle a La Volta Buona e Stanno tutti invitati, confermano la voglia di restare in dialogo costante con il pubblico.
Il tour prosegue: prossima tappa Bergamo
Dopo le serate romane, Massimo Ranieri sarà al Teatro Donizetti di Bergamo il 23 aprile. Il tour attraversa l'Italia intera, confermando l'amore incondizionato del pubblico per un artista che dai tempi di Gianni Rock – il suo primo nome d'arte, debutto nel 1964 a soli dodici anni – non ha mai smesso di volare. Tra gli spettatori prevale un'ammirazione genuina, quasi incredula, per un uomo che a quest'età viene considerato un vero "re" dell'intrattenimento dal vivo, capace di tenere il palco con la stessa intensità fisica e vocale di decenni fa.
La gratitudine di Ranieri va ai maestri che lo hanno formato: Giorgio Strehler, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Giorgio De Lullo. E ai genitori, senza un attimo di esitazione. Perché i sogni, quelli veri, non finiscono mai.



