Caterina Varzi, moglie del regista Tinto Brass, è diventata la voce di una battaglia civile che sta scuotendo Roma. Il celebre cineasta veneziano, 93 anni, vive praticamente prigioniero nella sua casa di Isola Farnese da oltre tre mesi a causa di una frana che ha isolato il borgo. E la donna che gli sta accanto non ha intenzione di restare in silenzio.

Tinto Brass isolato dal 9 gennaio: la denuncia di Caterina Varzi
Dal 9 gennaio 2025 il borgo di Isola Farnese, nella periferia nord di Roma, è rimasto tagliato fuori dal mondo dopo una frana che ha reso impraticabile la via principale d'accesso. La situazione si è ulteriormente aggravata il 29 gennaio, con la chiusura totale della viabilità.
Caterina Varzi descrive il marito come "amareggiato, molto depresso, e con grandi preoccupazioni per la sua salute". Per un uomo di 93 anni, l'impossibilità di spostarsi significa rinviare visite cardiologiche e accertamenti medici indispensabili. L'unica via d'uscita dal borgo è una scala provvisoria di 141 gradini che Brass non può assolutamente percorrere.
Chi è Caterina Varzi: avvocata, psicanalista e compagna di vita
Nata e cresciuta in Calabria, Caterina Varzi è avvocata e psicanalista. Ha incontrato Tinto Brass nel 2007 durante un appuntamento professionale: rappresentava una società di produzione interessata a un documentario sulla vita del regista. Da quell'incontro all'hotel Parco dei Principi ai Parioli è nato un legame profondo, prima intellettuale e poi sentimentale.
I due si sono sposati nel 2017, nella stessa casa di Isola Farnese oggi teatro della loro prigionia forzata. La differenza d'età di 28 anni non li ha mai fermati.

Varzi ha attraversato accanto a Brass momenti durissimi. Nel 2010 il regista fu colpito da un ictus che compromise a lungo le sue facoltà cognitive. Insieme hanno lavorato al memoir "Una passione libera", recuperando ricordi e costruendo un documento prezioso sulla carriera del maestro dell'eros italiano.
Un regista che resta nell'immaginario collettivo
Mentre Brass vive questa drammatica condizione di isolamento, il suo nome continua a essere evocato con un misto di nostalgia e affetto nel sentire comune. Da "La chiave" a "Così fan tutte", passando per il programma televisivo "Fermo posta Tinto Brass" del 1995 con Cinzia Roccaforte, la sua filmografia resta un punto di riferimento culturale — spesso citata con ironia, ma anche con un rispetto di fondo verso un autore che ha segnato un'epoca. Tra gli appassionati di cinema, non mancano le voci di chi lo considera un gigante rispetto al panorama registico attuale, capace di affrontare il tema dell'erotismo con una libertà creativa che oggi appare quasi irripetibile. Un'eredità artistica che rende ancora più amara la sua attuale condizione di reclusione forzata.
La battaglia legale con i figli e il ruolo di amministratrice
Il matrimonio non fu accolto con entusiasmo dai figli di Brass, Beatrice e Bonifacio, nati dal primo matrimonio con Carla Cipriani, scomparsa nel 2006. Nel 2018 i due figli presentarono istanza al tribunale di Roma chiedendo un amministratore di sostegno per il padre. Il giudice accolse la richiesta, affidando proprio a Caterina il ruolo di amministratrice.
I rapporti familiari, inizialmente solo "civili", sono progressivamente migliorati nel tempo.
L'esposto alla Procura e la rabbia verso il Comune di Roma
Oggi Varzi è vicepresidente del Comitato a tutela dei residenti di Isola Farnese e sta preparando un doppio esposto:
- Alla Procura della Repubblica per l'inerzia amministrativa
- Alla Corte dei Conti per la gestione del milione di euro stanziato per l'emergenza

Le parole dell'assessora ai Lavori Pubblici Ornella Signorini, secondo cui Brass "non usciva di casa prima e non esce nemmeno ora", hanno ferito profondamente il regista. Varzi ha ricordato che il problema riguarda l'intero borgo, dove persino la somministrazione di farmaci salvavita è diventata complicata.
La situazione che emerge è grave:
- Bambini costretti a rinunce scolastiche e ingressi in ritardo
- Impossibilità di trasportare la spesa e beni essenziali
- Il presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l'assessore Agnese Rollo hanno abbandonato la chat di emergenza con i residenti
Martedì 14 aprile un Consiglio Municipale straordinario ha subordinato la riapertura della viabilità a un'ordinanza, ma Varzi non si fida più: "Finora le promesse sono state sistematicamente disattese". Intanto Tinto Brass resta nella sua casa, quella che scelse come buen retiro e che oggi è diventata una prigione. Un regista che ha raccontato la libertà in ogni sua forma, ora privato della più elementare di tutte: quella di uscire dalla propria porta. E Caterina Varzi continua a combattere, come ha sempre fatto, al fianco del suo compagno.



