Tinto Brass, il leggendario regista veneziano di 93 anni, vive da oltre tre mesi come un prigioniero nella sua stessa abitazione a Isola Farnese, borgo storico alla periferia nord di Roma. La causa? Una frana che dal 9 gennaio ha completamente isolato la zona, tagliando fuori residenti, attività commerciali e servizi essenziali. A denunciare la situazione con toni durissimi è la moglie Caterina Varzi, ormai pronta a rivolgersi alla Procura della Repubblica.

Tinto Brass isolato: la denuncia della moglie Caterina Varzi
«Amareggiato, molto depresso, e con grandi preoccupazioni per la sua salute»: così Caterina Varzi descrive le condizioni del marito, costretto a rinviare visite cardiologiche e accertamenti medici indispensabili per una persona della sua età. L'unica via d'uscita dal borgo è una scala provvisoria di 141 gradini, impraticabile per il regista, mentre la strada alternativa di via Prato della Corte viene definita pericolosa.
Varzi, diventata vicepresidente del Comitato a tutela dei residenti di Isola Farnese, non risparmia critiche alle istituzioni capitoline. In particolare, ha riservato parole di fuoco per l'assessora ai Lavori Pubblici Ornella Signorini, che avrebbe dichiarato che Tinto Brass «non usciva di casa prima e non esce nemmeno ora».
Il Municipio XV sotto accusa: promesse disattese e chat abbandonate
La situazione istituzionale appare critica. Martedì 14 aprile si è tenuto un Consiglio Municipale straordinario dal quale è emerso che la riapertura della viabilità principale dipende da un'ordinanza attesa per oggi, mercoledì 15 aprile. Tuttavia, il clima di fiducia è ai minimi storici.
Secondo quanto riferito da Varzi, le criticità principali sono molteplici:
- Un milione di euro stanziato per l'emergenza la cui gestione richiede verifiche immediate
- Promesse sistematicamente disattese da parte degli uffici tecnici
- Difficoltà nella somministrazione di farmaci salvavita ai residenti più fragili
- Abbandono della chat di emergenza da parte del Presidente del Municipio XV Daniele Torquati e dell'assessore Agnese Rollo
«Siamo a un passo dal presentare un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti», ha avvertito la moglie del regista, annunciando azioni legali sia come comitato sia a titolo personale insieme a Tinto Brass.

Isola Farnese: un borgo dimenticato nel cuore di Roma
Il caso di Tinto Brass è emblematico di una crisi che coinvolge un'intera comunità. Isola Farnese, pur trovandosi formalmente nel territorio del Comune di Roma, vive una condizione di totale abbandono. Le conseguenze dell'isolamento si riflettono su ogni aspetto della vita quotidiana:
- Visite mediche rinviate per impossibilità di raggiungere strutture sanitarie
- Attività economiche paralizzate da oltre cento giorni
- Residenti anziani e fragili privi di assistenza adeguata
«Ricordo a tutti, anche al sindaco Roberto Gualtieri, che questa è Roma, non un paesino», ha sottolineato Caterina Varzi con amarezza. Un appello accorato che oggi, con l'ordinanza attesa nelle prossime ore, potrebbe finalmente trovare una prima risposta concreta.
Intanto il grande Tinto Brass, maestro del cinema italiano che ha segnato decenni di storia della settima arte, resta nella sua casa di Isola Farnese. Un autore che ha attraversato stagioni culturali diverse — dal cinema d'autore provocatorio di titoli come Paprika con Debora Caprioglio alle opere che hanno ridefinito il confine tra erotismo e arte — e che ancora oggi viene riconosciuto come un interprete unico dell'immaginario italiano, capace di elevare la sensualità a linguaggio cinematografico. Solo di recente, una mostra fotografica dedicata alla sua visione dell'eros e della provocazione, ospitata a Brescia, ha confermato quanto il suo contributo culturale resti vivo e discusso. Eppure, a 93 anni, l'uomo che ha saputo raccontare la libertà come pochi altri si ritrova privato della più elementare: quella di uscire dalla propria porta di casa. In attesa che qualcuno si ricordi che anche un borgo della Capitale merita dignità e sicurezza.



