La prima volta che sono passato in rue de Louvain, dietro il Parlamento federale belga, ho fatto quello che fanno tutti: mi sono fermato in mezzo alla strada e ho alzato la testa. Sopra l’asfalto, incastrato fra la facciata ottocentesca di un ex ministero e quella di un edificio per uffici recentissimo, galleggia un anello di alluminio lucidato, leggermente inclinato, che riflette i cornicioni, le auto e il cielo grigio di Bruxelles. Non ha pile, non ha tiranti visibili, non sembra appoggiarsi a nulla. Un signore che aspettava il tram lo ha liquidato con una frase che a Bruxelles ho sentito ripetere in molte varianti: sembra un rotolo di nastro adesivo dimenticato lì da un gigante.
Quell’anello si chiama Tondo. È una passerella pedonale, serve a far attraversare la strada a deputati, collaboratori e funzionari della Camera dei rappresentanti senza scendere in strada. E la sua forma, che a prima vista sembra un capriccio, nasce da un problema di aritmetica: meno di un metro di dislivello.
Il problema: due palazzi che non si parlavano
Il Parlamento federale belga non è un edificio, è un piccolo quartiere. Il cuore è il Palazzo della Nazione, settecentesco nel nucleo e ampliato nell’Ottocento, sede della Camera e del Senato. Accanto, collegata da una passerella coperta più antica, sta la Casa dei parlamentari, in rue de Louvain 21: un enorme immobile costruito fra il 1889 e il 1894 come ministero delle Ferrovie, Poste e Telegrafi, poi riciclato in uffici per i deputati.
Nel 2016 la Camera ha inaugurato l’edificio Forum, al numero 48 della stessa strada: sale di commissione moderne, uffici, logistica. Un intervento nato da una necessità concreta, perché nel complesso storico lo spazio non bastava più e gli impianti erano al limite. Il risultato paradossale è che il Parlamento si è ritrovato spezzato in due da una strada pubblica: aula plenaria e uffici storici da una parte, commissioni nuove dall’altra. Chi passava da una riunione all’altra, con i faldoni sotto il braccio, doveva scendere in strada, aspettare il verde e risalire. Con la pioggia belga, un dettaglio non trascurabile.
Il 31 maggio 2016 il servizio Affari generali della Camera pubblica il bando: si cerca un team per progettare una passerella chiusa fra il numero 21 e il numero 48. La procedura viene impostata insieme all’architetto capo della Regione di Bruxelles, il Bouwmeester, che negli ultimi quindici anni ha cambiato il modo in cui la città commissiona architettura, imponendo concorsi anche per interventi piccoli. A gennaio 2017 la Camera annuncia il vincitore: OFFICE Kersten Geers David Van Severen, studio di Bruxelles noto per un minimalismo geometrico quasi ossessivo, con Bert Rogiers, Steven Bosmans, Stefaan Jamaer ed Enea Facoetti nella squadra di progetto, Bollinger+Grohmann per le strutture (Kenny Verbeeck e Brecht Van De Velde) e Henk Pijpaert Engineering per gli impianti.
Ottantaquattro centimetri e il divieto di fare gradini
Qui arriva il nodo che ho trovato ripetuto in tutti i documenti tecnici, e che spiega tutto. I due piani da collegare non sono alla stessa quota: il primo piano della Casa dei parlamentari e il secondo piano del Forum sono sfalsati. Gli ingegneri delle strutture indicano 84 centimetri di differenza, la stampa belga all’epoca dell’inaugurazione parlava di circa 80: in ogni caso, meno di un metro.
Sembra poco. Ma la luce da coprire in linea retta è di una quindicina di metri, e una rampa dritta su quella lunghezza avrebbe superato di molto la pendenza ammessa per una persona in sedia a rotelle. Le scale erano fuori discussione per lo stesso motivo: un Parlamento non può costruire un collegamento interno che escluda qualcuno. E un ascensore o un elevatore a metà percorso avrebbe voluto dire un macchinario in più da manutenere sopra una strada pubblica.
La soluzione di OFFICE è di una semplicità che fa quasi ridere: se il percorso è troppo corto, allunghiamolo. Piegando la passerella in un anello, il tragitto fra le due porte diventa un giro largo, e su quella lunghezza maggiore gli 84 centimetri si distribuiscono in una pendenza continua del 4%, percorribile da chiunque senza un solo gradino. Si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato con una S, con uno zig-zag, con una rampa a gomito. Loro hanno scelto il cerchio, che è la figura che risolve il problema tecnico e insieme produce qualcos’altro: al centro dell’anello resta un vuoto, una corte sospesa sopra la strada, una stanza all’aperto affacciata sul nulla.
Il nome viene da lì. Tondo, in italiano, è il dipinto o il bassorilievo circolare che il Rinascimento amava tanto: pensate al Tondo Doni di Michelangelo o alle Madonne rotonde di Botticelli e Raffaello. Gli architetti l’hanno definito un formato che sta bene ovunque, e che proprio per questo può atterrare in un contesto storico senza fingere di appartenergli.
Un Ponte dei Sospiri rovesciato
Il riferimento veneziano lo dichiarano gli autori stessi: verso la città la passerella si mostra chiusa, come il Ponte dei Sospiri, opaca, senza finestre. Solo che il rivestimento è in pannelli di alluminio lucidato a specchio, e qui la logica si ribalta. Il ponte veneziano nasconde chi lo attraversa; il Tondo, chiudendosi, restituisce alla strada l’immagine della strada stessa: la facciata ottocentesca da un lato, quella contemporanea del Forum dall’altro, deformate sulla superficie curva. È un oggetto che sceglie di non aggiungere una nuova architettura, ma di rimandare quella che c’è già.
All’interno succede l’opposto. La parete che guarda il vuoto centrale è vetrata a tutta altezza: chi cammina vede il tratto di percorso di fronte a sé, vede scorci di strada, e dal basso si intuisce il passaggio delle persone. Da un lato del corridoio lo specchio, dall’altro il vetro; sotto i piedi, un pavimento che sale impercettibilmente. Il potere, invece di sparire in un budello coperto come a Venezia, si mette in una teca.
La struttura è il pezzo che più mi ha colpito, perché è invisibile. Il tetto dell’anello è un disco rigido di cassoni in acciaio prefabbricati, assemblati in cantiere e calibrati nervatura per nervatura in base alle forze in gioco: si appoggia soltanto ai due edifici, che di fatto si tengono a vicenda. Il pavimento non poggia da nessuna parte: è appeso al tetto con tirantini metallici sottili, verniciati di bianco perché svaniscano. Circa 105-110 metri quadri di superficie, una ventina di metri di luce sulla strada, e nessuna colonna a terra. Da sopra, dagli uffici alti dei palazzi vicini, si vede il gioco delle travi: un occhio aperto sul quartiere.

Il cantiere: ritardi, conti e un affitto per l’aria
La parte meno fotogenica della storia è anche la più istruttiva. I lavori partono nel 2018 e la consegna è fissata per settembre 2019. Slitta. Prima problemi tecnici e un errore in fase di esecuzione da parte delle imprese, poi una vertenza economica tra appaltatore e subappaltatore, infine la pandemia. L’anello viene chiuso solo a novembre 2020 e la passerella entra in funzione il 14 gennaio 2021, quando la presidente della Camera Eliane Tillieux la inaugura ufficialmente.
Anche i conti si allungano: il budget iniziale era di 450.000 euro, il costo finale si è attestato attorno al milione. Nel 2022 la capogruppo Barbara Pas ha sollevato in Parlamento un dettaglio che da noi farebbe scuola: siccome l’anello sta sospeso sopra una strada comunale, la Camera deve pagare alla Città di Bruxelles un canone per l’occupazione del volume d’aria, un’enfiteusi stimata attorno ai 200.000 euro complessivi. Un ponte che paga l’affitto del cielo.
Va detto, per onestà, che le fonti non concordano su un punto tutt’altro che secondario: molte pubblicazioni internazionali descrivono il Tondo come il collegamento fra il Palazzo della Nazione e il Forum, mentre i documenti della Camera parlano chiaramente della Casa dei parlamentari al numero 21. È quest’ultima la versione corretta: il palazzo storico principale resta un passaggio più indietro, raggiungibile con la vecchia passerella coperta.
Cosa si vede oggi, e cosa se ne dice
Il Tondo è in uso quotidiano da gennaio 2021 e non è aperto al pubblico: è un percorso di servizio del Parlamento, che funziona anche come via di fuga e, di fatto, come luogo informale di incontro fra deputati, il posto dove ci si ferma a parlare a metà rampa. Chi visita il Parlamento federale entra dall’ingresso visitatori del complesso e può vederlo dall’esterno, ma non attraversarlo.
Per guardarlo bene bisogna fare quello che ho fatto io: mettersi in rue de Louvain, muoversi di venti metri avanti e indietro e osservare come cambia il riflesso. La critica lo ha premiato — primo premio di concorso, candidatura al Brussels Architecture Prize 2021 nella categoria dei piccoli interventi, premio belga dell’architettura in acciaio nel 2022, selezione fra i progetti in corsa per il Premio dell’Unione Europea Mies van der Rohe dello stesso anno. I bruxellesi, invece, sono divisi con una franchezza che ricorda le polemiche parigine sulla piramide del Louvre: c’è chi lo trova un pugno nell’occhio piantato in una strada storica, chi lo chiama donut o UFO, chi apprezza il fatto che non provi a travestirsi da Ottocento. Su questo, va riconosciuto, l’operazione è coerente: l’anello dichiara di essere nuovo, e allo stesso tempo non pretende protagonismo, perché la sua pelle mostra soprattutto ciò che gli sta intorno.
Resta il dato che continuo a trovare bellissimo, e molto poco spettacolare: tutto questo esiste perché due pavimenti non erano alla stessa quota e perché a qualcuno, in un Parlamento, non è sembrato accettabile risolverla con tre gradini.
Fonti
- OFFICE Kersten Geers David Van Severen. TONDO – Brussels, scheda di progetto. officekgdvs.com.
- Bollinger+Grohmann. Tondo footbridge, scheda strutturale.
- Kamer van volksvertegenwoordigers (2017-2021). Comunicati e video di cantiere sulla loopbrug Tondo. dekamer.be.
- Kamer van volksvertegenwoordigers (2016). Bando di gara Loopbrug Forum, Leuvenseweg 21-48.
- VRT NWS (2021). Luchtbrug tussen twee gebouwen van de Kamer officieel ingehuldigd.
- BRUZZ (2021). Donut-passerelle tussen Forumgebouw en Huis van Parlementsleden is af.
- BRUZZ (2021). Luchtbrug verbindt gebouwen van federaal parlement.
- Detail (2022). Pedestrian Bridge by OFFICE Kersten Geers David Van Severen, Detail 3.2022.
- METALOCUS. A footbridge of Sighs. Tondo by OFFICE Kersten Geers David Van Severen.
- Arquitectura Viva. Tondo, Brussels – OFFICE Kersten Geers David Van Severen.
- Architectura.be (2022). EUMiesAward kanshebber: zwevende loopbrug van OFFICE Kersten Geers David Van Severen.
- Architectenweb (2021). Spiegelende loopbrug verbindt Belgische parlementsgebouwen.
- designboom (2019). OFFICE KGDVS plans Tondo, a tilted circular footbridge coated with mirrors in Brussels.
- e-architect. Tondo Bridge Brussels: dati di progetto, committente e riconoscimenti.
- PAL NWS (2022). Brussel verdient 200.000 euro aan loopbrug Kamer via erfpacht op luchtvolume.





