La poltroncina bella è troppo bassa per stare al tavolo, la DYVLINGE di IKEA cambia base e diventa sedia da scrivania

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Lorenzo Ricci De Angelis è l'editore de L'Architetto e ne coordina la linea editoriale. Segue da anni i temi dell'abitare e del progetto: architettura contemporanea e storica, case e interni, design e trasformazione delle città. Coordina la linea editoriale della testata e il lavoro della redazione.

Lo studio non è una stanza: è un angolo. Un piano appoggiato in soggiorno, oppure una scrivania stretta fra l’armadio e la finestra della camera. Finché il computer è spento tutto tiene, poi si gira la testa e c’è lei: la sedia operativa nera, plastica e rete, cinque razze e leve sporgenti, che sembra arrivata da un open space degli anni Duemila.

Il problema è che le alternative belle non funzionano. Le poltroncine da salotto stanno a 40-42 cm da terra, e sotto un piano a 73-74 cm diventano una posizione da bambino al tavolo dei grandi: gomiti in alto, spalle sollevate, schiena che paga in mezz’ora.

Qui qualcuno ha tagliato il nodo con una mossa sola. Ha preso una poltroncina girevole di IKEA, il modello DYVLINGE, le ha tolto la base originale e l’ha innestata su una crociera da sedia da ufficio con pistone a gas. Stesso oggetto morbido e colorato, altezza da scrivania. Vediamo come si presenta e, soprattutto, le tre cose da controllare prima di provarci.

Velluto a coste arancione dove prima c’era la rete nera

Poltroncina in velluto a coste arancione su crociera cromata con ruote accanto a una scrivania su cavalletti
Il cromo lucido della crociera è l’unico pezzo che tradisce l’origine da ufficio: con una base nera opaca sparirebbe del tutto.

La prima cosa che si nota è che non sembra una sedia da lavoro, eppure lo è diventata. Lo schienale trapuntato con i bottoni e la seduta bombata sono quelli della DYVLINGE, la poltroncina girevole in velluto a coste; sotto, però, non c’è più il piede originale basso, ma una crociera cromata a cinque razze con ruote piroettanti, quella di una normale sedia da ufficio.

L’innesto funziona perché il mondo delle sedute girevoli lavora su uno standard di fatto: il cono del pistone a gas da circa 50 mm, due pollici, con una leggera conicità che si blocca per attrito. Nessuna vite, nessuna staffa: la scocca si appoggia e il peso fa il resto. È la stessa logica per cui si sostituisce un pistone rotto senza cambiare sedia.

Da notare il contesto, perché conta: accanto c’è un piano su cavalletti regolabili in altezza. Questa conversione, infatti, non porta con sé la regolazione della seduta; la forma molto convessa del fondo della poltroncina non lascia spazio alla classica leva. Se il piano si alza e si abbassa, il problema si risolve dall’altra parte.

Vista frontale: dove questa seduta conviene e dove no

Vista frontale della poltroncina girevole arancione su base da ufficio cromata in una stanza con scatole
Smontare il pistone da una sedia già assemblata è una fatica in due: meglio partire dalla crociera nuova ancora imballata.

Di fronte si capisce meglio il carattere del pezzo: seduta larga e spessa, schienale corto che arriva a metà schiena, nessun bracciolo e nessun supporto lombare regolabile. Per chi sta a gambe incrociate è un vantaggio reale, perché non ci sono appoggi che intralciano le ginocchia; per chi passa otto ore davanti a un monitor è il limite da mettere in conto.

L’altra variabile è l’inclinazione all’indietro della seduta imbottita: invita a stare appoggiati, non eretti. Le indicazioni sul lavoro al videoterminale chiedono invece bacino sostenuto, schiena appoggiata e avambracci paralleli al piano, condizioni che qui si raggiungono solo aggiungendo un cuscino di sostegno dietro la zona lombare.

Prima di comprare qualsiasi crociera, dunque, servono tre misure: il diametro del cono del pistone che si ha in casa, l’altezza da terra della seduta a persona seduta (l’imbottitura si schiaccia di diversi centimetri) e la distanza che resta fino al piano. Sotto un tavolo fisso a 73-74 cm, la quota utile della seduta sta intorno ai 44-48 cm per la maggior parte delle persone: se il conto non torna, si interviene sul piano, non sulla sedia.

Come provarci senza buttare via i soldi

Misura prima di comprare. Rovescia la seduta girevole che hai (o leggi la scheda tecnica) e verifica il diametro del cono: se è lo standard da 50 mm, qualsiasi crociera da ufficio con pistone compatibile si innesta a secco. Controlla anche la portata dichiarata della base e il tipo di ruote: su parquet e resina servono castori morbidi, altrimenti si segna il pavimento.

Fai la prova dell’altezza con il nastro metrico, da seduto e non da vuoto: l’imbottitura cede. Se la poltroncina arriva troppo bassa e il piano è fisso, valuta un piano regolabile o dei rialzi sotto le gambe del tavolo. Se arriva troppo alta, serve un pistone più corto, non un cuscino in meno.

Infine sii onesto sull’uso. Per disegnare, leggere, fare lavoretti e qualche ora di computer la sera, questa è una seduta che non ti fa odiare l’angolo studio. Per un turno di lavoro intero, tienila come seconda sedia e aggiungi almeno un cuscino lombare: la bellezza in soggiorno non deve costare la schiena.

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Tag:Scrivania fai da te

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