Secondo la sociologia, fare gossip non significa solo avere molta curiosità, ma anche rafforzare rapporti, regolare comportamenti e gestire le dinamiche di potere all'interno di un gruppo. Ci sono tre motivi, supportati da altrettante teorie, per cui abbiamo bisogno di spettegolare. Eccole nel dettaglio.
Ora che tutti possiamo facilmente entrare nelle vite di chiunque grazie ai social o banalmente al web, il gossip è all'ordine del giorno. Basti pensare che quando accade qualcosa a un vip, che sia un lutto, una gaffe, una controversia (ma anche più banalmente un incontro) tutti lo sanno in una manciata di secondi. Ma perché ci interessa così tanto sapere con chi sta uscendo Michelle Hunziker e qual è l'ultima gaffe in diretta di Ilary Blasi al Grande Fratello Vip? Insomma, perché molte persone leggono con passione le vicende di cronaca rosa?
Ebbene, non è solo curiosità morbosa o paura di essere esclusi dai discorsi mainstream, ma è un vero e proprio meccanismo sociale. Il gossip, infatti, fa da lente attraverso cui osservare e giudicare i comportamenti degli altri. Questo rafforza le nostre connessioni sociali e traccia regole di convivenza. Esistono tre teorie sociologiche che mostrano perché il fare pettegolezzo (non per forza di un vip, ma anche di persone che si conoscono in comune con l'altra persona a cui stiamo raccontando il gossip) sia così essenziale per noi.
Il gossip fa da collante, controllo e arma sociale: le tre teorie che spiegano perché ci piace tanto
Partiamo dalla prima teoria. L'antropologo evoluzionista Robin Dunbar afferma che il gossip fa da “collante sociale”. Sparlare ma anche solo parlare degli altri ci consente di migliorare le relazioni sociali mantenendo un buon livello di "intimità" con l'interlocutore e un'ottima compattezza nel gruppo, perché fa avvertire che siamo vicini, vivendo gli stessi avvenimenti. Dunque, fare pettegolezzi non sarebbe soltanto una futilità ma una necessità della società.

Altra teoria interessante deriva da Erving Goffman, sociologo che parla dell'interazione sociale. Per lui - come per William Shakespeare ne Il Mercante di Venezia - la vita è un palcoscenico in cui ognuno interpreta la propria parte, provando a mantenere una certa immagine di sé. Il pettegolezzo non è soltanto una frivolezza ma una maniera per le persone di osservare il comportamento altrui e stabilire se sia corretto oppure no. Se un individuo si comporta male, non rispettando le regole deve subire il pettegolezzo, come se fosse una sorta di punizione. Così, secondo questa posizione, il gossip sarebbe uno dei modi per mantenere l'ordine in società.
E poi c'è Pierre Bourdieu, un ultimo sociologo che collega addirittura il gossip al capitale sociale. Per lui è uno strumento di potere. Se hai informazioni riservate su di un'altra persona puoi usarle a tuo vantaggio. Altro che scambiare chiacchiere! Bordieu parla implicitamente di manipolazione delle relazioni sociali, che possono essere rafforzate o indebolite. Sapere di più e prima di chiunque altro, conferisce autorità e rispetto.



