Per Pasqua alla National Gallery di Londra, lo chef stellato Giorgio Locatelli, volto noto di MasterChef Italia, propone piatti della nostra Penisola. Il suo ristorante diventa il palcoscenico per un pranzo che unisce l'arte di Caravaggio e Van Gogh ai sapori autentici delle regioni italiane.
Il progetto di Locatelli a Londra non è una semplice operazione commerciale. Rappresenta un ponte culturale tra la City e le eccellenze del Made in Italy. L'ambiente riflette l'eleganza sobria dello chef varesino. Gli ospiti si siedono in un contesto dove la storia dell'arte europea incontra la ricerca della materia prima. La carta di Pasqua punta sulla stagionalità estrema. Non mancano i riferimenti ai classici del periodo, reinterpretati con una mano contemporanea.
La strategia dello chef è chiara: non snaturare il prodotto. La cucina italiana all'estero spesso cade nel cliché. Qui, invece, si cerca la verità dell'ingrediente. La burrata arriva fresca, accompagnata da note acide e dolci. I primi piatti celebrano la terra con fave e asparagi. Ogni portata racconta un territorio, dalla Puglia delle orecchiette alla Sicilia della caponata. La National Gallery accoglie visitatori da ogni continente. Molti decidono di concludere il tour artistico tra i tavoli di Locatelli. Il servizio è rapido ma curato nei minimi dettagli. L'estetica del piatto è minimale. Non ci sono decorazioni superflue. Il colore verde dei piselli e il bianco della ricotta di soia dominano la scena visiva. La cucina lavora però a ritmo serrato per garantire la qualità stellata che ha reso celebre la Locanda Locatelli.

Il menu di Pasqua: tra innovazione vegetale e costolette d'agnello
La sequenza dei piatti di Pasqua si apre con antipasti che giocano sui contrasti. La burrata con rabarbaro e vin cotto è una combinazione insolita. Il grasso del formaggio incontra la fibra croccante del rabarbaro. Per chi cerca il mare, l'insalata di seppie con piselli e limone offre freschezza e pulizia. È un inizio che prepara il terreno a portate più complesse. La scelta degli ingredienti segue il calendario naturale della primavera inglese e italiana. I primi piatti sono un inno alla semplicità tecnica. Le pappardelle con fave, pecorino e rucola portano in tavola i profumi dell'orto. La pasta all'uovo trattiene il condimento sapido del formaggio stagionato. In alternativa, le orecchiette con asparagi e olio alle erbe rappresentano una scelta più leggera ma intensa. Ogni forchettata richiama la tradizione rurale italiana, trasportata nel centro della capitale britannica.
Le opzioni per i secondi accontentano diverse esigenze alimentari. La melanzana con ricotta di soia è la proposta dedicata a chi cerca un'alternativa vegetale senza rinunciare al gusto. Per gli amanti della tradizione pasquale, le costolette d'agnello con caponata sono il piatto centrale. La caponata aggiunge quella nota agrodolce tipica della cucina del Sud Italia. Il tema del costo è l'argomento che anima le conversazioni ai tavoli. Il prezzo medio per un pasto completo si aggira sui 200 euro. Questa cifra posiziona il ristorante in una fascia di mercato alta. Non si paga solo la materia prima selezionata. Nel conto è inclusa la firma di uno dei cuochi più influenti d'Europa. Si paga la possibilità di cenare dentro la National Gallery dopo aver ammirato i capolavori del Rinascimento. La clientela accetta il costo alto dell'esperienza per partecipare a un evento culinario unico.




