Pipì, è meglio farla in piedi o seduti? Parla il fisico esperto

È meglio fare la pipì in piedi oppure da seduti? Per molti uomini è una questione di abitudine o di educazione, eppure, la scienza ha una visione molto precisa sull'argomento.

A fare chiarezza ci ha pensato Vincenzo Schettini, il celebre volto de "La fisica che ci piace" ha affrontato il tema con il suo solito carisma su Instagram.  Il professore più amato del web non parla solo di formule sulla lavagna, ma applica la fisica alla vita quotidiana, anche nei momenti più intimi. Secondo Schettini, la pipì non è solo un bisogno fisiologico. Dal punto di vista scientifico, essa è un fluido che risponde a leggi precise. In questo contesto, la branca della scienza coinvolta è la fluidodinamica. Ogni volta che andiamo in bagno, attiviamo un sistema idraulico complesso.

Il protagonista principale di questo processo è la vescica. Bisogna immaginarla come un serbatoio elastico che accumula l'urina filtrata dai reni. Quando sentiamo lo stimolo, i muscoli addominali e il pavimento pelvico entrano in azione. Essi esercitano una forza sulla sacca muscolare. La grandezza fisica fondamentale in questo momento è la pressione. La contrazione riduce il volume del serbatoio e spinge il liquido verso l'uscita. Il "tubicino" finale si chiama uretra. Qui la velocità del fluido incontra le prime resistenze, ovvero piccoli ostacoli naturali lungo il percorso.

Pipì
Vincenzo Schettini nel suo format Instagram La fisica che ci piace - larchitetto.it

Il segreto della pressione della pipì: perché dopo i 50 anni tutto cambia

Vincenzo Schettini spiega che la scelta della posizione cambia radicalmente queste resistenze. Non è solo una questione di comodità o igiene domestica. Il fisico ammette di avere una doppia strategia: la fa in piedi nei bagni pubblici, ma sceglie di stare seduto tra le mura di casa. Esiste un motivo anatomico profondo dietro questa scelta. Quando siamo in piedi, l'uretra subisce alcune curvature fisiologiche che il getto deve superare. Tuttavia, il corpo di un uomo giovane riesce a gestire bene queste pendenze. La pressione generata è sufficiente a svuotare completamente la vescica.

Il discorso si fa più serio e affascinante quando analizziamo la posizione da seduti. In questo caso, i muscoli si rilassano in modo diverso. Stare seduti permette al pavimento pelvico di decontrarsi completamente. Questo rilassamento riduce gli ostacoli per il passaggio del fluido. L'angolo formato dall'uretra in posizione seduta facilita l'uscita naturale dell'urina. La pressione si trasmette meglio e con meno sforzo muscolare.

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Ciò significa che la vescica riceve un aiuto extra. Lo svuotamento diventa più efficiente e, soprattutto, più profondo. Ma allora, perché non la facciamo tutti sempre da seduti? Schettini chiarisce un punto fondamentale per la nostra salute. "Se una persona è sana e giovane, non c'è una differenza sostanziale tra le due posizioni", spiega il fisico esperto. Il vero spartiacque arriva con l'avanzare dell'età. In particolare, il consiglio diventa vitale dai 50 anni in su. Con il passare del tempo, molti uomini soffrono di prostata ingrossata o ipertrofia prostatica benigna. In questa condizione medica, la fluidodinamica diventa una sfida. Il getto perde potenza e il rischio di non svuotarsi del tutto aumenta. La posizione da seduti favorisce l'azione della pressione rispetto a quella in piedi. Quindi, la fisica ci dice che sedersi non è un segno di debolezza. Al contrario, è una strategia intelligente per ottimizzare un processo biologico. Ricorda quindi la regola d'oro del fisico: fuori casa vince la praticità, ma a casa vince la salute.

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