Nel Giorno della Memoria un film su RaiPlay poco conosciuto, ma da guardare per una lezione alle nuove generazioni.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di tempo per fermarci e riflettere. Bisogna ascoltare le storie che rischiano di perdere colore e allontanarsi dalla nostra anima: nel Giorno della Memoria è necessario guardare negli occhi il passato. Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma è uno di quei film che non vanno alla ricerca di effetti speciali a tutti i costi. Guardarlo significa effettuare una scelta precisa, ovvero quella di affidarsi agli spazi, le domande e il linguaggio giovanile. Nasce tutto da una valigia che contiene una foto e una lettera dal dopoguerra.
Il film è realmente girato nei luoghi del ghetto di Roma: le strade ancora portano traccia di quella ferita e si intrecciano al presente. Un laboratorio teatrale e i banchi di scuola diventano i luoghi del dibattito e del confronto. Proprio qui e in questo modo la memoria diventa esperienza condivisa. Non è solo la tragedia della Shoah a essere al centro del racconto, ma anche il tema dell'identità. Cosa resta di ognuno di noi quando la Storia ci costringe a cambiare tutto? Chi ci ha preceduto? Un dialogo delicato tra ebraismo e cristianesimo, tra memoria personale e quella collettiva.
Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma: perché guardare proprio questo film stasera su RaiPlay
La regia di Giulio Base non cerca lacrime facili, ma mostra le contraddizioni, i silenzi che abbiamo ereditato e le verità non dette per sopravvivere. Non aspettatevi un film crudo e nemmeno espressione di quel cinema d'autore più sperimentale, come spesso capota per questo tipo di pellicole. Il registro è quello di un racconto che educa e che è accessibile a chiunque, soprattutto per essere mostrato nelle scuole. Proprio questa semplicità è la sua forza e lo rende vicino a una pagina di storia che spesso resta distante, soprattutto dalle generazioni più giovani.

Un impegno improrogabile nel corso di questa giornata e un appuntamento impossibile da rimandare. Non dobbiamo far sì che quei volti, quei nomi e quelle storie restino soltanto dei numeri. Il Giorno della Memoria non deve essere solamente una data da segnarsi o da notare sul calendario. Si tratta di un invito a raccogliere un testimone, soprattutto per chi fa parte di generazioni che hanno attraversato e ripercorso la Shoah solo sui libri e attraverso racconti. La memoria è qualcosa che si costruisce e che si tramanda, non si possiede e basta. Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma su RaiPlay è la scelta più indicata per proseguire verso questa direzione.
