Stasera in tv La terrazza, diretto da Ettore Scola nel 1980. Su Rete 4 torna uno dei ritratti più spietati e lucidi mai realizzati sull’intellighenzia italiana. Un film che parla di scrittori, giornalisti, produttori cinematografici e politici. Nel cast ci sono Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Jean-Louis Trintignant, Stefano Satta Flores, Carla Gravina. Un gruppo di giganti del cinema italiano, riuniti su una terrazza romana, un luogo sospeso, elegante, apparentemente innocuo. Ma quella terrazza diventa presto un ring emotivo e ogni dialogo è un colpo ben assestato.
Ettore Scola, reduce da capolavori come C’eravamo tanto amati e Una giornata particolare, firma qui uno dei suoi film più amari, un’opera che vinse il Premio per la miglior sceneggiatura a Cannes e che oggi appare addirittura più attuale di allora perché parla di crisi, di identità e di parole che non servono più.

La terrazza stasera in tv non racconta solo una storia: racconta una resa
La terrazza non ha una vera trama tradizionale e questa è la sua forza: il film è diviso in episodi, ognuno dedicato a un personaggio diverso con uomini colti, impegnati e rispettati, almeno in apparenza. C’è lo sceneggiatore in crisi creativa, il giornalista che ha perso il senso del proprio ruolo, il produttore che rincorre solo il successo e il politico che non crede più alle sue idee. Si parlano addosso, si giustificano e si osservano con ironia e con paura. Non sono cattivi, ma solo stanchi.
La terrazza diventa così il simbolo di un’Italia che discute molto e conclude poco, brillante, ma immobile. Guardarlo oggi fa quasi male perché molte di quelle frasi sembrano scritte ieri e perché il film non offre soluzioni e non cerca redenzioni ma mostra il vuoto e lo fa con intelligenza, sarcasmo e malinconia.
Le interpretazioni sono tutte memorabili: Gassman è magnetico, Tognazzi è disarmante e Mastroianni è struggente. Non ci sono protagonisti assoluti perché il vero protagonista è una generazione intera che aveva parole, idee e strumenti, ma che ha smesso di credere nel cambiamento. È questo che rende La terrazza ancora necessario. Non è un film nostalgico, ma è a tutti gli effetti un film scomodo, di quelli che non accompagnano la serata, ma te la cambiano, facendoti interrogare a lungo sul tuo passato, presente e futuro. Stasera in tv non va in onda solo un classico del cinema italiano che ognuno di noi dovrebbe conoscere, ma viene trasmesso uno specchio della nostra società. E guardarlo oggi significa accettare una domanda difficile: quanto siamo cambiati davvero rispetto all'epoca? O meglio: Siamo davvero cambiati?
