Ci sono successi che non finiscono proprio mai e Don Matteo è uno di questi: pur essendo ormai definitivo il passaggio di testimone da Terence Hill a Raoul Bova in Rai, il pubblico continua ad apprezzare questa fiction a chiedersi quale sarà il suo futuro. Questo è ancora incerto, eppure, l'ex di Rocio Munoz Morales tornerà nell'ambito della televisione di Stato. Pare abbia sottratto il posto a qualcuno...
Mentre il pubblico assiste proprio in questi giorni all’ultima stagione della storica fiction di Rai 1, dietro le quinte qualcosa si è già mosso. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, Rai Fiction avrebbe affidato a Raoul Bova il ruolo da protagonista di una nuova serie prodotta da Fabula Pictures. Si tratterebbe di un progetto nato rapidamente, ma di cui al momento non si conoscono i dettagli legati a trama e resto del cast.
Reduce dal successo di Buongiorno, mamma! in Mediaset e di serie internazionali del calibro di Emily in Paris su Netflix, ma anche dalla presenza mediatica ad Atreju e da una fase professionale di grande esposizione, Raoul Bova sembra essere diventato una certezza narrativa anche per la Rai. Non un volto qualunque, ma una figura capace di parlare a pubblici diversi: giovani, adulti, nostalgici e nuovi spettatori. Il nuovo ruolo sarebbe quello di un professore che inizialmente doveva essere interpretato da qualcun altro.
Raoul Bova dopo Don Matteo come Gassmann: a chi ha rubato il posto della nuova serie di Rai Fiction
Ebbene per la parte che sarà affidata a Bova, inizialmente, era stato scelto Paolo Calabresi, un attore amatissimo, stimato e con una carriera solida tra cinema, teatro e televisione. La sua esclusione, che sarebbe arrivata in extremis, secondo quanto riportato da Chi avrebbe fatto rumore. Eppure la Rai, oggi, sembra non voler interrompere il flusso: il “dopo Don Matteo” non è un vuoto ma una prosecuzione e Raoul Bova, nel bene e nel male, è il volto su cui si costruisce questa continuità.
Il punto non è solo il nome, è il momento: Rai Fiction si muove in un contesto competitivo: con le piattaforme streaming che spingono, i format devono essere riconoscibili e i protagonisti devono “appassionare” il pubblico. In questo scenario, Raoul Bova è una garanzia, non solo in termini di ascolti, ma anche di percezione, rappresentando un volto familiare, rassicurante e anche divisivo.

Il cambio di casting lo dimostra: Paolo Calabresi rappresentava una scelta più autoriale, ma forse meno mainstream e più rischiosa. Bova, invece, potrebbe essere una scommessa già vinta, almeno sulla carta. Resta il retrogusto amaro per chi avrebbe voluto un protagonista diverso, almeno per una volta. Non rimane che attendere la messa in onda - con tutti i dettagli per dare un giudizio finale.
