Andato in onda stasera su Italia 1 alle 21:30, Billy Elliot continua a emozionare a venticinque anni dall’uscita nelle sale. La storia del ragazzino della contea di Durham che sogna di diventare ballerino durante lo sciopero dei minatori del 1984-85 è un intreccio così credibile di finzione e realtà che, a film finito, restano molte domande. Ecco tutti i retroscena, le curiosità e le spiegazioni che gli appassionati cercano dopo i titoli di coda.
Billy Elliot è una storia vera? Cosa c’è di autentico nel personaggio
Il protagonista è un personaggio di fantasia creato dallo sceneggiatore Lee Hall, ma affonda le radici in figure reali. Un’ispirazione dichiarata è il baritono Sir Thomas Allen, cresciuto nel villaggio minerario di Seaham Harbour e diventato star dell’opera nonostante le origini working class. Anche il coreografo del film, Peter Darling, e lo stesso Lee Hall (nato a Newcastle) hanno attinto a esperienze di ragazzi del nord-est inglese che dovevano nascondere la passione per la danza in un contesto ostile. Lo sfondo storico invece è tutto vero: lo sciopero dei minatori guidato da Arthur Scargill contro Margaret Thatcher durò dal marzo 1984 al marzo 1985, coinvolse circa 142.000 lavoratori e viene ancora oggi ricordato come la disputa industriale più aspra della storia britannica del Novecento.
Come è stato scelto Jamie Bell: sette provini su duemila candidati
La produzione lanciò una caccia al talento capillare in tutto il nord dell’Inghilterra. Jamie Bell, allora tredicenne di Billingham, fu selezionato tra oltre 2.000 ragazzi attraverso sette provini consecutivi e due settimane di prove di coreografia in ballottaggio con un altro candidato. Bell danzava già dai sei anni: aveva iniziato accompagnando la sorella alle lezioni e, come il suo personaggio, era stato deriso a scuola per la sua passione. Molte delle emozioni di Billy sono quindi vissute in prima persona. Curiosità che spesso sfugge: suo padre biologico, un tornitore, lasciò la famiglia prima che Jamie nascesse, un dettaglio che rende ancora più intensa la ricerca della figura paterna sullo schermo.
Chi balla nel finale de Il Lago dei Cigni? Il mistero di Adam Cooper
Nell’iconica scena conclusiva, il Billy adulto che spicca il grande jeté sul palco non è Jamie Bell ma Adam Cooper, ballerino inglese che nel 1995 aveva creato per Matthew Bourne il ruolo del Cigno/Straniero nella rivoluzionaria versione tutta al maschile del Lago dei Cigni. Non a caso è proprio quella la produzione a cui assistiamo nel film. Cooper non pronuncia una parola: la sua è pura presenza fisica e, secondo lo stesso Stephen Daldry, quel salto è stato girato in un solo tentativo utile. La scelta di Bourne come coreografia di riferimento è una firma d’autore: il regista Daldry proveniva dal Royal Court Theatre e voleva un finale che fosse insieme trionfo personale e affermazione queer, senza mai renderla didascalica.
Dove è stato girato Billy Elliot? Le location vere di Everington
Il paese immaginario di Everington è in realtà un mosaico di villaggi della contea di Durham. Gli esterni della casa degli Elliot e le riprese in strada sono state effettuate a Easington Colliery, all’incrocio tra Alnwick Street e Andrew Street: una fila di case oggi in parte demolita e sostituita da prato. Le scene scolastiche sono state girate alla Langley Park Primary School, la palestra di boxe e le lezioni di danza in edifici comunitari di Dawdon, mentre il viadotto ferroviario dove Billy corre è il Green Drive Viaduct di Seaham. Compaiono anche il Tees Transporter Bridge, New Wardour Castle nel Wiltshire e il Theatre Royal di Haymarket a Londra per la sequenza dell’audizione alla Royal Ballet School. Daldry ha raccontato che la troupe aveva pochissime settimane a disposizione e uno schedule definito da lui stesso “un incubo”.
Il significato del monologo dell’audizione: parla al padre, non alla giuria
Molti spettatori si chiedono perché la risposta di Billy alla domanda “cosa provi quando balli?” arrivi solo alla fine, dopo un provino disastroso. Daldry ha spiegato in più occasioni che quella confessione non è rivolta ai membri della commissione della Royal Ballet School: è indirizzata al padre. È il momento in cui Billy spiega a Jackie Elliot perché sono lì, perché ha rotto lo sciopero e attraversato il picchetto per pagargli le lezioni. La parola “elettricità” diventa la chiave affettiva del film, e la scena è costruita col padre in campo lungo, alle spalle, proprio per suggerire che il vero interlocutore è lui.
Errori, imprecisioni e piccoli dettagli che i fan hanno notato
Anche un film così curato non è esente da goofs. Nel database IMDb vengono segnalati diversi errori di continuità: dopo lo schiaffo di Mrs Wilkinson a Billy nello spogliatoio, la posizione delle sue mani cambia tra un’inquadratura e l’altra; in una scena Jackie e Tony scendono dall’autobus con abiti diversi rispetto al piano precedente. Un’altra piccola incongruenza storica riguarda alcuni brani della colonna sonora: la scena di apertura con Billy che salta sul letto su “Cosmic Dancer” dei T. Rex funziona perfettamente (il brano è del 1971), ma altre canzoni scelte da Daldry, come “Town Called Malice” dei Jam del 1982, sono coeve o leggermente precedenti al 1984-85 e vennero selezionate per il loro potere emotivo più che per rigore filologico.
Perché Billy Elliot fu un successo inatteso e cosa è diventato dopo
Prodotto con un budget modesto di circa cinque milioni di sterline dalla Working Title e dalla BBC Films, il film incassò oltre 100 milioni di dollari nel mondo e ottenne tre candidature agli Oscar 2001: miglior regia a Stephen Daldry, miglior attrice non protagonista a Julie Walters e miglior sceneggiatura originale a Lee Hall. Jamie Bell vinse il BAFTA come miglior attore protagonista battendo colossi come Russell Crowe e Tom Hanks, cosa che ancora oggi resta uno degli upset più discussi nella storia del premio. Nel 2005 il film è diventato un musical firmato da Elton John, che dopo aver visto un’anteprima privata pianse commosso e propose a Daldry di scrivere le musiche: lo spettacolo ha vinto 10 Tony Awards nel 2009 e resta uno dei titoli più longevi del West End.
Il destino di Michael e la rappresentazione queer
Un tema che gli spettatori continuano a discutere sui forum è il personaggio di Michael, il migliore amico di Billy che si trucca e indossa gli abiti della sorella. Nel finale, ventenne, appare in platea al Sadler’s Wells accanto a un compagno: uno dei primi ritratti di adolescenza gay serena e non tragica nel cinema mainstream britannico. Lee Hall ha raccontato di aver voluto un contrappunto affettivo tra i due bambini per mostrare che l’accettazione della diversità, in quel contesto operaio duramente maschile, era possibile. Non a caso Billy dice al padre “solo perché faccio danza non sono un puff”, sottolineando come lo stigma pesasse più sulla percezione che sulla realtà.
Il vero cuore del film: il gesto d’amore di Jackie
La sequenza più straziante per molti fan non è il finale, ma il momento in cui Jackie Elliot, interpretato da Gary Lewis, attraversa il picchetto per tornare al lavoro e finanziare il viaggio del figlio a Londra. Lewis, attore scozzese abituato al cinema di Ken Loach, ha lavorato con i minatori veri di Easington per costruire l’accento e la postura del personaggio. La scena in cui piange sull’autobus, circondato dagli insulti degli ex compagni, è girata quasi in tempo reale e secondo il direttore della fotografia Brian Tufano è stata catturata in due sole take per preservare l’autenticità delle lacrime.
Fonti
- Academy of Motion Picture Arts and Sciences (2001). The 73rd Academy Awards | 2001.
- Guinness World Records (2001). Youngest person to win a BAFTA film award for best actor.
- The National Archives (UK). The 1984-1985 Miners’ Strike.
- New Adventures (1995). Matthew Bourne’s Swan Lake Timeline.
- BAFTA (2017). 100 BAFTA Moments: Counting down 20-1.
