The Odyssey, il kolossal di Christopher Nolan con Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya e Robert Pattinson, sta facendo impennare le ricerche online a pochi giorni dall’uscita nei cinema italiani, fissata per il 16 luglio 2026 (17 luglio negli Stati Uniti). L’attesa è alimentata dalle prime reazioni entusiastiche arrivate dalla critica internazionale dopo la premiere mondiale di Londra, ma dietro i titoli trionfali si nasconde una realtà molto più complicata, fatta di conti economici da brivido e di una polemica geopolitica che rischia di accompagnare il film in tutto il mondo.
Perché Nolan ha scelto proprio l’Odissea, e perché ora
La storia di questo film comincia molto prima delle riprese. Più di vent’anni fa Christopher Nolan era stato considerato per dirigere Troy, il kolossal del 2004 tratto dall’Iliade e poi affidato a Wolfgang Petersen con Brad Pitt protagonista. Il regista britannico rinunciò all’epoca perché si sentiva, con le sue stesse parole, impreparato al compito, un progetto troppo grande per lui in quel momento della carriera. Da allora Nolan ha costruito un percorso fatto di produzioni sempre più ambiziose, da Inception a Interstellar fino a Dunkirk e Tenet, un rodaggio durato vent’anni che lo ha portato oggi a sentirsi finalmente pronto per affrontare il poema omerico. Non è un caso che a intrigarlo, in particolare, sia stato il personaggio di Ulisse: la sua intelligenza e la sua capacità di essere uno stratega più che un semplice guerriero, elementi che il regista ha definito centrali nel suo interesse per il mito.
Da Oppenheimer a The Odyssey: come cambia la posta in gioco
Il punto di partenza di questa nuova avventura è il trionfo di Oppenheimer, il film che ha consacrato definitivamente Nolan agli occhi dell’Academy. La pellicola sulla bomba atomica ha incassato quasi 976 milioni di dollari in tutto il mondo e ha portato a casa sette premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia, il primo Oscar alla regia in carriera per Nolan. Forte di questo risultato, il regista ha ottenuto da Universal non solo il budget più alto mai affidatogli, ma anche una libertà creativa praticamente senza precedenti per gestire un progetto di queste dimensioni. Ed è proprio qui che si misura il salto di rischio: da un film acclamato ma relativamente contenuto nei costi si passa a un kolossal mitologico che porta con sé pressioni finanziarie di tutt’altra portata.
Quanto deve incassare The Odyssey per non essere considerato un flop
Il budget di produzione dichiarato ufficialmente per The Odyssey si aggira sui 250 milioni di dollari, ma alcune fonti, tra cui il giornalista Matt Belloni di Puck, sostengono che la cifra reale si avvicini ai 300 milioni. Sommando ai costi di produzione le spese di marketing e distribuzione, che per un film di questa scala possono facilmente raddoppiare l’investimento iniziale, il punto di pareggio si colloca intorno ai 500-625 milioni di dollari di incasso lordo globale, a seconda delle stime. Le proiezioni iniziali sull’apertura nei soli Stati Uniti oscillavano tra 80 e 132 milioni di dollari nel primo weekend, con un possibile traguardo di circa 200 milioni a livello globale nei primi giorni: cifre che, secondo diversi analisti del settore, potrebbero essere riviste al rialzo proprio grazie all’ondata di recensioni entusiastiche arrivate dopo la premiere londinese. Resta il fatto che per considerarsi un vero successo, sulla falsariga di Oppenheimer, il film dovrà probabilmente superare la soglia psicologica del miliardo di dollari nel corso della sua vita commerciale nelle sale.
I numeri che rendono The Odyssey un kolossal fuori scala
Al di là delle cifre economiche, a colpire sono anche i numeri produttivi. The Odyssey dura 172 minuti, quasi tre ore, il secondo film più lungo mai girato da Nolan dopo le esatte tre ore di Oppenheimer. Le riprese principali si sono svolte in 91 giorni, dal 25 febbraio al 5 agosto 2025, in un vero e proprio tour del mondo che ha toccato Marocco, Grecia, Italia, Scozia, Islanda, Sahara Occidentale e Malta, oltre a un set allestito negli Universal Studios di Los Angeles. Per girare sono stati utilizzati oltre due milioni di piedi di pellicola IMAX 70mm, un dato che rende The Odyssey il primo film della storia interamente girato con cineprese IMAX a pellicola. Il film ha inoltre ottenuto il rating R negli Stati Uniti, e con il suo budget dichiarato di 250 milioni di dollari si posiziona alla pari, se non addirittura sopra, Gladiator II come produzione R-rated più costosa mai realizzata.
Cosa hanno detto davvero i critici dopo la premiere di Londra
Al di là dell’entusiasmo generico circolato sui social, le reazioni della stampa specializzata meritano di essere lette nel dettaglio. Il critico della Los Angeles Times, Joshua Rothkopf, ha descritto il film come straordinario, terreno, spettrale, imponente, toccato da umorismo e grandiosità allo stesso tempo, definendolo puro cinema. Time Out lo ha descritto come denso ma accessibile. Non sono mancate voci più caute: IndieWire ha parlato di un film a tratti macchinoso per essere considerato Nolan al suo massimo livello, pur riconoscendo che l’atto finale ripaga il viaggio dello spettatore. Sul fronte del cast, il nome che ricorre con più insistenza è quello di Robert Pattinson, nei panni del pretendente Antinoo, il capo dei pretendenti che tenta di usurpare il trono di Ulisse: diversi critici, tra cui il giornalista di Fandango Erik Davis, ne hanno esaltato la capacità di rubare la scena ogni volta che compare. Accanto a lui viene citata spesso anche Samantha Morton nel ruolo della maga Circe, mentre lo stesso Nolan ha raccontato di aver visto la sua troupe reagire a una scena di un’altra interprete in un modo che gli ricordava l’effetto suscitato sul set da Heath Ledger ai tempi de Il cavaliere oscuro.
La polemica sul Sahara Occidentale che rischia di offuscare il film
Proprio nei giorni della premiere londinese è esplosa una controversia che va ben oltre il cinema. Il Sahara International Film Festival, noto come FiSahara, ha lanciato un appello ufficiale al boicottaggio di The Odyssey perché alcune scene sono state girate a Dakhla, città del Sahara Occidentale controllata dal Marocco dal 1975 ma considerata dalle Nazioni Unite un territorio non autonomo, ancora oggi al centro di un conflitto che contrappone da cinquant’anni Rabat al Fronte Polisario. La direttrice esecutiva del festival, Maria Carrion, ha dichiarato che quando Nolan calcherà il tappeto rosso della premiere calpesterà anche il diritto internazionale del popolo sahrawi. Al fianco di Carrion si è schierato pubblicamente anche l’attore spagnolo Javier Bardem, da anni impegnato sulla causa sahrawi, che ha esortato Nolan a informarsi sulla storia della repressione condotta dal regime marocchino contro la popolazione locale. Il FiSahara ha inoltre ricordato di aver già chiesto, un anno prima dell’uscita, che le immagini girate sul posto non venissero utilizzate nel film.
Un rischio reputazionale sproporzionato rispetto al peso reale delle scene
A rendere la vicenda ancora più delicata è la sproporzione tra il peso produttivo di quelle riprese e l’eco mediatica che hanno generato: le scene girate nel Sahara Occidentale rappresentano infatti solamente quattro giornate sulle 91 complessive di lavorazione del film, eppure sono bastate a innescare una polemica diplomatica internazionale, con tanto di appelli firmati da attori e operatori del cinema spagnolo, che rischia di intrecciarsi con l’uscita nelle sale proprio nei paesi più sensibili al tema. Un cortocircuito che, nei prossimi giorni, potrebbe convivere con l’ondata di recensioni entusiastiche uscite dalla premiere di Londra, senza che le due narrazioni si escludano a vicenda.
Il mese più affollato per Tom Holland e Zendaya
Luglio 2026 si preannuncia un mese particolarmente intenso per due dei protagonisti di The Odyssey. Se Tom Holland e Zendaya arrivano nelle sale italiane il 16 luglio nei panni di due figure chiave del cast corale voluto da Nolan, gli stessi due attori si ritroveranno anche al centro dell’uscita di Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo Marvel diretto da Destin Daniel Cretton, in arrivo nelle sale il 31 luglio 2026 e che li vede protagonisti insieme a Jon Bernthal. Un doppio impegno che porterà il pubblico a confrontarsi con due versioni molto diverse degli stessi interpreti, a distanza di appena due settimane l’una dall’altra.
Fonti
- Universal Pictures (2026). The Odyssey – Sito ufficiale del film.
- FiSahara (2026). Hundreds of Artists, Journalists, Activists and Human Rights Defenders Sign on to FiSahara’s Statement Against The Odyssey Shoot in Occupied Western Sahara.
- The Academy of Motion Picture Arts and Sciences (2024). The 96th Academy Awards.
- IMAX Corporation (2026). Get Tickets for The Odyssey in IMAX 70mm Film.
