Un dito puntato per 22 secondi è bastato a trasformare Sophie Cunningham, guardia dell’Indiana Fever in WNBA, nel volto del meme più virale del momento. Il gesto, nato durante una rissa sfiorata con la veterana DeWanna Bonner delle Phoenix Mercury, è esploso online fino a coinvolgere star del calibro di John Cena e Brittany Mahomes, moglie del quarterback dei Kansas City Chiefs Patrick Mahomes.
Cosa è successo davvero in campo tra Sophie Cunningham e DeWanna Bonner?
Il fattaccio risale alla partita di lunedì 22 giugno 2026 tra Indiana Fever e Phoenix Mercury, vinta dalle ragazze dell’Indiana per 86-77. Negli ultimi minuti del quarto periodo, dopo un parapiglia che ha visto coinvolte Caitlin Clark e proprio DeWanna Bonner, gli arbitri hanno fischiato un tecnico solo alla stella di Indianapolis. È a quel punto che Cunningham, una metro e 85 di guardia con la fama da rissaiola, è entrata in scena: si è piazzata davanti a Bonner e ha iniziato a puntarle il dito addosso. Per ben 22 secondi. Un’eternità, sul parquet. Risultato? Fallo tecnico anche per lei e Bonner trattenuta a forza dalle compagne per evitare guai peggiori.
L’immagine, quella della Cunningham con il braccio teso e il dito fisso verso l’avversaria, è stata catturata da decine di fotografi e ha iniziato a circolare su X, Instagram e TikTok già nelle ore successive al match.
Perché il meme di Sophie Cunningham è diventato virale a livello globale?
Il motivo è semplice: quel fotogramma è la reaction perfetta. Funziona per accusare qualcuno scherzosamente, per indicare il colpevole di turno in ufficio, per ridicolizzare un compagno di squadra. In rete è diventato il sostituto 2026 del classico dito puntato di Leonardo DiCaprio in C’era una volta a Hollywood. Bastano cinque giorni e la foto compare ovunque: post di tifosi, account satirici, profili istituzionali di squadre NBA e NFL.
La stessa Cunningham, lungi dall’imbarazzarsi, ha cavalcato l’onda. Sul suo profilo Instagram ha pubblicato una carrellata di scatti recenti, con in bella mostra varie pose del famigerato dito puntato. La didascalia? Nessuna parola, solo emoji: dita che indicano in tutte e quattro le direzioni. Il segnale che la giocatrice ha capito perfettamente quanto valga, anche in termini di marketing personale, quella manciata di secondi.
Cosa c’entrano John Cena e Brittany Mahomes con il meme della Fever?
Qui la storia diventa interessante per chi di basket femminile non sa nulla. Il primo a far esplodere il fenomeno fuori dal recinto WNBA è stato John Cena: l’ex campione WWE e attore di Hollywood, oggi seguito da oltre 21 milioni di follower su Instagram, ha postato l’immagine sul suo profilo. Cena, da anni, gestisce il suo account in modo eccentrico: pubblica fotografie senza didascalia, lasciando ai follower il compito di interpretare il messaggio. L’apparizione della Cunningham, in quel contesto, equivale a una consacrazione pop globale.
Poche ore dopo è arrivato il commento di Brittany Mahomes, ex calciatrice professionista, imprenditrice e soprattutto moglie del due volte MVP del Super Bowl Patrick Mahomes. Anche lei, sotto il post della Cunningham, ha lasciato la stessa fila di emoji con le dita puntate, dimostrando che il meme è ufficialmente uscito dalla bolla del basket femminile e ha conquistato l’ecosistema della NFL.
Cosa ha rivelato Sophie Cunningham nel podcast Show Me Something?
A spiegare la genesi del dito puntato è stata la stessa giocatrice nel suo podcast personale, Show Me Something. Cunningham ha definito tutta la vicenda “la cosa più stupida” diventata virale negli ultimi mesi. Il punto di partenza, ha raccontato, è stato il senso di ingiustizia: dopo lo scontro tra Bonner e Caitlin Clark, secondo lei entrambe avrebbero dovuto essere sanzionate con un tecnico, mentre l’arbitro aveva colpito soltanto la stella della Fever. Per questo si è avvicinata al direttore di gara per protestare, indicando platealmente Bonner come la “vera” responsabile dell’episodio. Quello che doveva essere un gesto rivolto all’arbitro è finito per essere letto, soprattutto in foto, come una provocazione frontale all’avversaria.
C’è poi un retroscena meno noto che alimenta la tensione: DeWanna Bonner aveva iniziato la stagione 2026 proprio con la maglia dell’Indiana Fever, salvo poi chiedere lo svincolo dopo appena nove partite ed essere finita alle Phoenix Mercury. Una scelta che la Cunningham non aveva mai nascosto di non gradire, criticandola pubblicamente e considerandola una mancanza di rispetto verso lo spogliatoio. Il rendez-vous in campo, dunque, aveva tutti gli ingredienti per finire in caciara.
Come è finita la rivincita tra Indiana Fever e Phoenix Mercury?
Lo scontro tra le due franchigie si è ripetuto pochi giorni dopo, mercoledì 24 giugno 2026, al Gainbridge Fieldhouse di Indianapolis. E questa volta a ridere sono state le Mercury, che si sono imposte 111-109 in volata. Decisiva la prestazione di Kahleah Copper, autrice di 28 punti e con un irreale 15 su 16 dalla lunetta. Per Indiana, in doppia cifra Kelsey Mitchell con 30 punti, top scorer della serata.
A pesare però è stato un fattore imprevisto: Caitlin Clark, stella assoluta della Fever, ha lasciato il parquet nel terzo quarto per un problema alla schiena, costringendo coach Stephanie White a rivoluzionare le rotazioni nel finale punto a punto. Il record stagionale di Indiana scende così a 10 vittorie e 8 sconfitte. Insomma, sul piano sportivo la “rivincita” del meme è andata male, ma il marketing della Cunningham non ne ha minimamente risentito.
Chi è Sophie Cunningham e perché era già una star dei social?
Classe 1996, originaria del Missouri, Sophie Cunningham è una guardia di 1,85 metri che gioca in WNBA dal 2019. Selezionata al Draft dalle Phoenix Mercury, è approdata alla Fever nel febbraio 2025 con uno scambio a tre squadre. In Indiana ha rapidamente conquistato un ruolo da titolare e si è guadagnata la fama di “protettrice” di Caitlin Clark, la fenomenale playmaker numero 22 attorno a cui ruota il progetto sportivo della franchigia.
Già da prima della vicenda Bonner, Cunningham era seguitissima sui social: oltre un milione di follower su Instagram, un podcast con buoni numeri, una linea di merchandising personale e diverse comparsate da influencer sportiva. La vicenda del dito puntato è solo l’ultima tappa di un percorso costruito a tavolino fra parquet e contenuti digitali. E con due personaggi come John Cena e Brittany Mahomes che amplificano la sua immagine in piena estate sportiva americana, la Cunningham si ritrova catapultata in una visibilità che va ben oltre il pubblico WNBA. Almeno fino al prossimo meme.
