Albatross è uno dei film del momento, con questa pellicola che spiega molto bene l’importanza della stampa.
Se pensate che fare il mestiere del giornalista sia difficile e complicato, non vi preoccupate…non avete visto proprio nulla. Anche perché dall’altra parte sono tantissimi coloro che invece parlano male della categoria, pensano che ci siano sempre dei poteri forti pronti a spingere l’opinione pubblica da un lato o dall’altro.
Ecco dunque come diventi davvero fondamentale fare in modo tale che, ogni tanto, sia possibile ricordare anche le varie avventure, o disavventure dei giornalisti di tutto il mondo. Questo è quello che fare Albatross, una pellicola che merita sicuramente di essere vista e rivista più volte, per capirne l’essenza.
La trama vede come protagonista la storia di Almerigo Grilz, collega triestino che era un inviato di guerra. Parliamo di un libero professionista, quelli che vanno tanto di moda oggi, con questi che avrebbe dovuto effettuare una serie di reportage direttamente dal Mozambico durante la guerra interna del 1987. In quel momento stava trattando una tematica che, in realtà, alla stragrande maggioranza della persone importava davvero molto poco e perse la vita a soli 34 anni.
Almerigo Grilz non deve essere dimenticato: una storia leggendaria
Ogni volta che noi vediamo un documentario o un servizio giornalistico, soprattutto in territorio di guerra, non ci dobbiamo mai dimenticare un dettaglio fondamentale: dietro quelle immagini c’è almeno una persona. Un reporter, un cameraman, un giornalista, qualcuno che sta seriamente rischiando la propria vita per poter offrire al mondo intero una visione diretta degli eventi.
Proprio questo era quello che stava facendo Almerigo Grilz, giornalista che aveva sempre avuto una spiccata volontà politica nella destra nazionale, prima nel Fronte della Gioventù e poi nel Movimento Sociale Italiano. Non era dunque tra i personaggi più in voga nell’ambiente giovanile, sebbene gli anni ’70 fossero finiti, dunque fondò Albatross.
Le se abilità però lo portano a collaborare con alcune delle più importanti redazioni mondiali. La morte di Grilz avviene in modo del tutto casuale, perché mentre stava riprendendo delle scende cruente e di guerra, viene coinvolto in una sparatoria. Muore così a soli 34 anni un Giornalista con la “G”, un uomo che ha saputo dare la propria vita per la necessità interiore di raccontare la verità. La guerra del Mozambico nel 1987 non era di certo la più nota e la più conosciuta, per questo l’abnegazione di Grilz merita di essere conosciuta e nota a tutti.
