Tom Holland è uno degli attori del momento, ma anche i grandi personaggi dello spettacolo possono incappare in alcune fragilità. Il protagonista di Spider-Man ha spiegato il perché non voglia parlare al Saturday Night Live.
Anche i protagonisti del cinema e dello spettacolo sono esseri umani, con tutte le loro fragilità, che possono diventare, in certi casi, anche invalidanti. Questo è ciò che Tom Holland ha voluto raccontare, in relazione al fatto che più volte si è rifiutato di presenziare al Saturday Night Live. L’attore londinese, classe 1996, ha raggiunto la notorietà grazie al ruolo di Peter Parker, alias Spider-Man, nel franchise Marvel Cinematic Universe.
Già nel 2017, non ancora ventenne, Holland ricevette il Premio BAFTA alla miglior stella emergente, imponendosi anche nel Saturn Award per il miglior attore emergente per il film Captain America: Civil War. Che in questo ragazzone britannico ci fosse della grande stoffa era chiaro da subito, ma le fragilità sono comunque rimaste ad accompagnare la sua vita, sino alla confessione degli ultimi giorni, con la quale ha provato a fare chiarezza su un tema scottante.
Tom Holland, la dislessia che lo porta a non condurre Saturday
In diverse occasioni, come da lui stesso raccontato, Tom Holland ha rifiutato la possibilità di condurre il Saturday Night Live. Dietro a questa sua dolorosa scelta non c’è un’ansia da palco, ma un problema di salute reale, vale a dire la dislessia. Prendendo parte al podcast “Good Hang“, l’attore ha così chiarito la sua scelta: “Mi hanno chiesto diverse volte di farlo, ma la verità è che questa idea mi terrorizza“.
Holland è poi entrato nei dettagli, ammettendo che il problema che lo limita è relativo alla dislessia: “Sono gravemente dislessico, e l’idea di dover leggere qualcosa che potrebbe cambiare proprio all’ultimo momento mi spaventa molto. Leggere, nelle situazioni normali, non è un problema per me, ma mi succede sempre qualcosa nel momento in cui devo leggere qualcosa ad alta voce. Per me è come un blocco mentale, mi posso congelare del tutto. Per me il giorno peggiore sul set è il read-through. Mi evidenzio tutto e studio le battute in anticipo, provando ad impararle al meglio, così quando arriva il momento evito di leggerlo e riesco a ricordarlo“.
