Non è Alessio Lapice il legame nascosto tra Roberta Valente e Imma Tataranni: è questo sorprendente dettaglio nel titolo

Domani sera su Rai 1 inizia la nuova fiction Roberta Valente - Notaio in Sorrento. La protagonista femminile è Maria Vera Ratti, mentre quello maschile Alessio Lapice, apprezzato Calogiuri in Imma Tataranni. E a proposito di quest'ultima fiction, cosa la lega a Roberta Valente? Un dettaglio (che ha già destato polemica) nel titolo.

Tra i migliori attori della sua generazione c'è indubbiamente lui: Alessio Lapice. Il suo successo è letteralmente esploso sul piccolo schermo grazie alla partecipazione alla fiction Rai cult Imma Tataranni - Sostituto Procuratore nel corso delle prime quattro stagioni. Purtroppo prima dell'ultimo capitolo, Calogiuri - questo il nome del suo personaggio, ha abbandonato Matera (città in cui è ambientata la serie), lasciando il pubblico in una valle di lacrime. In tanti speravano in un lieto fine tra lui e la protagonista, ma così non è stato. E ora il prodotto di finzione dovrebbe essere definitivamente chiuso senza che vi sia stata la possibilità di vedere l'amata coppia insieme e felice.

Intanto, stando alle prime anticipazioni, anche in Roberta Valente - Notaio in Sorrento, Alessio Lapice dovrebbe essere l'interesse amoroso della protagonista e suo promesso sposo. La differenza è che qui, molto probabilmente, il pubblico non farà il tifo per lui. Non volendo fare troppi spoiler di quello che vedremo solo domani, già dal trailer diffuso nei giorni scorsi, si vede una certa resistenza da parte della donna al centro della narrazione nel voler davvero convolare a nozze con lui. Non è dunque Alessio Lapice il legame tra le due fiction (o meglio, non solo visto che effettivamente è presente in entrambe). E cosa dunque lega questi due prodotti Rai? La polemica intorno al titolo...

Roberta Valente e Imma Tataranni: il maschile nei titoli dà ancora fastidio

Maria Vera Ratti, la protagonista della nuova fiction Rai (anche lei già ampiamente apprezzata come Enrica nella fiction Il Commissario Ricciardi), ha recentemente presentato Roberta Valente – Notaio in Sorrento. Per l'occasione si è trovata a smorzare delle polemiche sul titolo della serie. "Ognuno sceglie se farsi chiamare notaio o notaia", ha dichiarato. Insomma, non è sembrata affatto contrariata dall'utilizzo del maschile per definire la propria posizione nel prodotto di finzione della televisione di Stato. D'altro canto, ci sono due scuole di pensiero: da un lato c'è chi dice che anche il linguaggio può alimentare il pensiero machista, dall'altro non è utilizzare una 'o' al posto di una 'a' a modificare le carte in tavola.

Roberta Valente
Maria Vera Ratti in Roberta Valente - larchitetto.it

Sempre quando ha presentato Roberta Valente, Maria Vera Ratti ci ha tenuto a precisare: "Niente paragoni con Imma Tataranni: sono narrazioni diverse". Anche in questo caso non le si può dare torto, essendo le storie molto differenti. Eppure leggendo il titolo completo di Imma Tataranni - Sostituto Procuratore, un dettaglio in comune queste due fiction ce l'hanno: entrambe hanno preferito lasciare il maschile come definizione piuttosto che puntare a termini come 'notaia' o 'sostituta procuratrice' che in effetti potrebbero sembrare cacofonici. Il motivo è che - probabilmente, a definire queste due donne della fiction Rai non è solo il lavoro che fanno, ma anche e soprattutto il valore che portano sul piccolo schermo italiano.

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