Gianni Morandi ha recentemente dichiarato di aver litigato con il compagno di avventure Lucio Dalla che addirittura lo chiamò "lo psycho di Monghidoro". Ma perché successe? Il cantante lo ha svelato per la prima volta e ha raccontato anche qualcosa su suo figlio Tredici Pietro.
Gianni Morandi ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera. L'intervista ha come occasione il suo tour in partenza il 15 aprile da Conegliano. Il tempo passa in fretta e fa costruire solidi rapporti. Il primo citato da Morandi è quello con Guccini. I due sono amici e secondo il cantante di Monghidoro hanno avuto qualcosa in comune anche in termini artistici quando lui scrisse C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (che quest'anno fa 60 anni!). Infatti, contemporaneamente l'altro produsse Dio è morto e Auschwitz. Certo, due modi di fare musica diversi, ma con un unico obiettivo: raccontare l'orrore della guerra e la necessità della pace. In realtà, Morandi ha anche sottolineato la differenza con Guccini in termini di cantautorato, ammettendo che - a differenza dell'altro, ha scritto solo 40 delle sue 600 canzoni.
Tornando a C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Morandi ha svelato che quando uscì fu censurata dalla Rai al Festival delle Rose e invece di 'Adesso è morto nel Vietnam' avrebbe dovuto cambiare con 'Adesso è morto ra-ta-ta-ta'. Perché il condizionale? Perché alla fine Gianni cantò il verso giusto, ricevendo come 'punizione' un'interrogazione parlamentare. Eppure non se n'è mai pentito. Il cantante ha svelato che ne parlerà approfonditamente anche nel suo tour dove troverà spazio ogni dettaglio della storia del brano 60enne (compreso un riconoscimento che fece ottenere all'artista in Russia negli anni 80).
Gianni Morandi guarda al futuro con il tour, ma non dimentica il passato con Dalla e il presente con Tredici Pietro
A 81 anni, insomma, Gianni Morandi è pronto ad andare in tour e non ha alcun timore del futuro, guardando ad esso come Aznavour, morto a 94 anni quando avrebbe dovuto fare il giorno seguente un concerto. "Mi piacerebbe finire così", ha ammesso. Dopodiché l'attenzione si è spostata sul presente, su Sanremo 2026 e sull'esibizione di Vita con il figlio Tredici Pietro durante la serata delle cover. Quella performance ha commosso praticamente tutti. Cosa riserva il presente con Pietro? Alla domanda, il cantante di Monghidoro ha risposto che il suo più giovane erede potrebbe essere presente alla data di Milano per ricantare con lui il suo brano del Festival e quello del duetto, ma ha aggiunto anche: "Pietro è un po' strano, speriamo non cambi idea".

A proposito di canzoni, non mancherà nel tour il nuovo brano scritto da lui per Jovanotti, Monghidoro - che ha già ricevuto qualche critica. Nella canzone, il cantante diventa 'il pazzo di Monghidoro' e questo verso prende spunto da un brusco litigio che ebbe con Lucio Dalla. Quest'ultimo infatti interrompeva ogni volta l'applauso sul famoso pezzo Uno su mille. Finché un giorno Morandi non si innervosì e gli urlò contro: "Non ti permettere mai più". Da allora, la voce di Caruso lo soprannominò affettuosamente "lo psycho di Monghidoro".




