Né il cachet Rai, né l'insistenza di Conti: Pausini svela perché va a Sanremo (dopo 15 anni di no)

Non è stata una questione di soldi, né il prestigio della prima serata su Rai 1 con Carlo Conti: dietro il "sì" più atteso della musica italiana (quello di Laura Pausini a Sanremo), c'è una storia di incontri segreti, dubbi profondi e una telefonata che sa di storia della televisione.

Laura Pausini ha scelto di parlare. Lo ha fatto a cuore aperto, davanti al suo pubblico durante la presentazione del suo nuovo album Io Canto 2, rompendo un silenzio che durava da mesi, come si evince dal video pubblicato dall'emittente R101. Per anni, il Festival di Sanremo è stato per lei un corteggiamento costante, ma sempre respinto. Da Gianni Morandi a Claudio Baglioni, fino all'era dei record di Amadeus, la risposta era sempre la stessa: "No, grazie". Oggi, lo scenario è cambiato radicalmente. La cantante di Solarolo non sarà solo un'ospite d’onore. Sarà la padrona di casa accanto a Carlo Conti per tutte e cinque le serate. Ma cosa ha spinto l'artista italiana più premiata al mondo, vincitrice di Grammy Awards e Golden Globe, ad accettare questa sfida proprio ora?

Il racconto della Pausini parte lontano dai riflettori della Rai. "Sono 15 anni che mi chiedono di presentare il Festival e ho sempre detto di no. Cos'è cambiato? Cos'è successo a 'sta ragazza?" ha esordito Laura con la sua solita schiettezza. Tutto è iniziato con un invito riservato. Carlo Conti, il direttore artistico della kermesse ligure, l'ha invitata in un hotel di Roma, cercando di evitare i flash dei paparazzi. In quella circostanza sarebbe nata la scintilla di Sanremo 2026.

Sanremo
Laura Pausini durante la presentazione del suo nuovo album Io Canto 2 - larchitetto.it

Sanremo 2026, il "patto" nell'ombra di Laura Pausini e l'ultima parola di Pippo Baudo

Nonostante la stima per Conti, Laura non era ancora convinta. Il peso del Teatro Ariston è enorme, anche per chi ha calcato i palchi di Parigi, New York e Madrid. La paura di tradire il suo ruolo di cantante per quello di conduttrice la tormentava. La decisione finale non è arrivata negli uffici della Rai, ma tra le mura domestiche. Laura ha svelato i dettagli di quei giorni frenetici. "È successo che Carlo mi ha chiamato, ci siamo incontrati in un hotel di Roma, un po' di nascosto. Mi ha tranquillizzato con le sue parole e poi sono tornata a casa e ho fatto una chiamata". Quella telefonata non era diretta a un consulente d'immagine, ma al "padre" del Festival.


L'artista ha cercato conforto in Pippo Baudo. Fu proprio lui, nel 1993, ad annunciare la vittoria di quella ragazzina con la giacca blu tra le Nuove Proposte. "Ho telefonato a Pippo Baudo. Era una delle pochissime persone che sapeva di questo invito, considerando che io l'ho detto solo a Paolo e alla mia manager, ai miei genitori e mia figlia". Il consiglio del conduttore è stato secco, paterno e definitivo come solo lui sapeva essere: "E Pippo mi ha detto: 'Non ci devi pensare. Te l'ho già detto più di una volta che sei pronta, vai'". In quel preciso istante, la storia della televisione italiana per il 2026 è stata scritta. Questa confessione trasforma la percezione del prossimo Sanremo, rendendolo ancora più emozionante e a tratti malinconico. Infatti, non vedremo solo la conduzione della Pausini, ma un atto d'amore di Laura e un omaggio dovuto (vista la sua scomparsa) al gigantesco Pippo Baudo.

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