Sanremo 2026 sta per arrivare al Teatro Ariston, con Carlo Conti alla conduzione. In tutte queste settimane di attesa è mancata quella scintilla capace di incendiare il pubblico, dal cast definito da alcuni 'debole' alla co-conduzione unica di Laura Pausini. Eppure ora quella scintilla è arrivata e ha un nome e un cognome: Achille Lauro.
Il direttore artistico del Festival ha deciso di affiancare alla sua sua compostezza e all'energia di Laura Pausini, l’imprevedibilità di un artista che ha riscritto le regole del pop italiano. Lauro De Marinis - questo il suo nome d'arte - non è più solo il ragazzo di Rolls Royce. È diventato un cantante affermato, capace di salire sul palco più importante d'Italia. E lo farà il prossimo 25 febbraio, nel corso della seconda serata. Invitare Achille Lauro protegge il Festival della Canzone Italiana dall'essere un po' troppo 'stantio'. Diverse persone temevano un ritorno al passato, invece non sarà così. Lauro è una scelta che ha che fare con gli ascolti tv, il mercato discografico e i social network, il ponte perfetto tra l'orchestra dei maestri e i trend di TikTok. La sua presenza garantisce una certa curiosità (e di conseguenza un certo share).

L'alchimia perfetta: perché Achille Lauro cambierà il volto del Festival di Sanremo 2026
Esistono tre motivi specifici che rendono la decisione di Carlo Conti di 'prendere Achille Lauro' nella sua schiera la migliore possibile. Il primo motivo è il suo incredibile potere trasversale. Esistono pochi artisti in Italia capaci di farsi amare contemporaneamente dai Boomer e dalla Gen Z. Lauro ci riesce perfettamente. I più giovani lo seguono per la sua libertà espressiva. I più anziani ne amano il garbo e il rispetto per i giganti del passato, da Mia Martini a Renato Zero. Unisce tutte le generazioni: in una televisione che spesso divide, lui unisce le famiglie davanti allo schermo.
Il secondo motivo risiede nel suo passato importante all'Ariston. Non dimentichiamo il 2021. Durante il secondo mandato di Amadeus, Lauro ha presentato i suoi celebri "quadri". Non erano semplici esibizioni. Erano performance teatrali di altissimo livello. Lauro sa come si occupa lo spazio scenico, conosce i tempi tecnici e le insidie della famosa scalinata (anche perché è stato più volte anche concorrente del Festival, l'ultima volta la scorsa edizione). Insomma, è un po' "padrone di casa" all'Ariston.
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Infine, dobbiamo parlare della sua maturità televisiva. L'abbiamo visto nelle ultime due edizioni di X Factor. Lì, il performer ha lasciato spazio all'uomo e al mentore con il suo celebre 'Senato'. Lauro sa stare davanti alla telecamera. Ha una parlantina lucida, mai banale e profondamente empatica. Sa quando parlare e, soprattutto, quando tacere. Questa dote lo rende la spalla perfetta per Carlo Conti. Sarà un valore aggiunto che darà ancora più ritmo alla narrazione della serata. La co-conduzione di Lauro è un ricordo del passato, ma anche uno sguardo al futuro. È la dimostrazione che Conti ha capito perfettamente cosa serve oggi: autenticità. L'attesa per la seconda serata dunque è già alle stelle.
