Non solo Bridgerton! Il film più intimo e struggente da oggi su Netflix: Oscar alla straordinaria sceneggiatura

Mentre il pubblico di Netflix si diverte nell'era Regency con Bridgerton, nel catalogo torna disponibile un cult: da oggi, 29 gennaio 2026, è disponibile una pellicola che ha cambiato per sempre il cinema d'autore. Si tratta di Lost in Translation - L'amore tradotto, con la regia di Sofia Coppola.

Ambientato a Tokyo, il racconto porta lo spettatore in un hotel di lusso dove si incrociano due persone che hanno perso la 'bussola'. Da una parte c'è Bob Harris, interpretato da Bill Murray. L'uomo è un attore americano in declino, arrivato in Giappone per girare lo spot di un whisky Suntory. Dall'altra parte c'è Charlotte, una meravigliosa Scarlett Johansson, laureata a Yale e trascurata dal marito fotografo John, cui presta corpo e voce Giovanni Ribisi.

Il rapporto tra i due nasce nel bar dell'hotel, drink alla mano e musica jazz in sottofondo. Non è la classica storia d'amore hollywoodiana, ma un incontro di anime fatto di insonnia, karaoke improvvisati e silenzi pieni di significato. Sofia Coppola, figlia del leggendario Francis Ford Coppola, ha scritto questa storia pensando esclusivamente a Murray. La regista ha atteso mesi per avere il suo sì, rischiando di far saltare l'intera produzione della Focus Features. Il risultato è una sceneggiatura originale magistrale, che ha meritatamente vinto il Premio Oscar nel 2004.

Bridgerton
Bill Murray in Lost in Translation - larchitetto.it

Perché rivedere oggi su Netflix Lost in Translation, il capolavoro di Sofia Coppola: un viaggio tra nostalgia e neon

Il film non ha solo momento drammatici o romantici, ma ci sono delle scene comiche, ad esempio, con la traduttrice giapponese e la signora Kawasaki. Eppure quello che prevale in tutta l'opera è un senso di isolamento. Lost in Translation insegna che si può essere da soli anche in mezzo alla gente o nel cuore della metropoli più grande del mondo. Questa pellicola è a tutti gli effetti un cult perché ha avuto la capacità di restare attuale, anche a distanza di anni. In un'epoca dominata dai social, l'incomunicabilità raccontata dalla Coppola risuona fortissima. Il film mostra quel senso di smarrimento che si prova quando non si sa bene chi si è o dove si sta andando.

Il successo di Lost in Translation ai Golden Globe e ai BAFTA non fu un caso. La pellicola ha incassato oltre 118 milioni di dollari nel mondo partendo da un budget piccolissimo. Ma oltre ai numeri, resta il significato profondo e la bellezza estetica del film. Esistono molti aneddoti particolare sul dietro le quinte. Per citarne uno, Scarlett Johansson all'epoca aveva solo 18 anni eppure, la sua interpretazione di Charlotte è molto matura. Alcune delle battute più divertenti di Bill Murray sono improvvisate.

Il momento clou resta l'ultima scena quando Bob dice qualcosa all'orecchio di Charlotte, senza che il pubblico possa sentirlo. Sofia Coppola ha deciso di non rivelare mai la verità su quella battuta, lasciando il finale aperto. Insomma, da oggi su Netflix è disponibile un film imperdibile e con le note dei Phoenix e di Kevin Shields. Non bisogna proprio farselo scappare!

Lascia un commento