Morbo K e quella "assenza" che divide il pubblico della fiction Rai: è polemica aperta sui social

Ieri il debutto di Morbo K, la fiction Rai con protagonista Giacomo Giorgio, ha interessato tantissimi telespettatori, soprattutto considerando il fatto che era il Giorno della Memoria. La storia, ambientata nel cuore del Ghetto ebraico nel settembre 1943, tocca ricordi che fanno ancora male al pubblico. Qualcuno tuttavia avrebbe trovato qualche 'imprecisione' o meglio un'assenza che peserebbe nella dinamica del racconto.

Al centro della storia c'è Pietro Prestifilippo, un giovane medico interpretato da Giacomo Giorgio (lo stesso attore amatissimo per il ruolo di Ciro Ricci in Mare Fuori). Con lui, sempre dalla serie ambientata nel carcere di Napoli, Vincenzo Ferrera che questa volta si toglie i panni dell'educatore per vestire quelli del professor Matteo Prati. C'è poi Flavio Furno (il dottor Vittorio Sorani), con il quale vita a un'impresa 'mitologica' all'ospedale Fatebenefratelli.

Siamo nel periodo dell'ultimatum nazista: il colonnello delle SS, Herbert Kappler, interpretato da Christoph Hulsen, vuole cinquanta chili d'oro. È questo il prezzo della libertà (sebbene, questa parola, all'epoca dei fatti, fosse solo una mera illusione). La famiglia Calò, con la giovane Silvia (Dharma Mangia Woods) e il piccolo Marco (Marco Fiore), mostrano il terrore di tutti coloro che - dal conflitto, ci hanno solo perso. Mentre la trama procede tra la minaccia dei registri sequestrati al Collegio Rabbinico e l'invenzione del finto reparto contagioso, i telespettatori italiani si sono 'spaccati'. Malgrdo l'omaggio commovente ad Antonello Fassari nel suo ultimo ruolo sullo schermo - quello di nonno Moisè, qualcosa non tornerebbe per svariati utenti sul web.

Morbo K e la mancanza che molti hanno avvertito: qualcosa nella fiction Rai con Giacomo Giorgio 'non torna'

La miniserie è stata accolta con entusiasmo per la sua qualità tecnica e in tanti attendono già la puntata di questa sera che chiuderà il cerchio (anche se - vale la pena ricordarlo - l'intera produzione è già disponibile su RaiPlay). Eppure, su X è divampata una discussione accesa: il tema è la rappresentazione storica delle responsabilità italiane durante l'occupazione. Secondo una parte del pubblico mancherebbero i sostenitori del regime di Mussolini. Alcuni utenti sono stati categorici nel definire la produzione troppo sbilanciata nel mostrare il lato oscuro del nazismo e non quello del fascismo. Qualcuno scrive: "Morbok è la fiction dove i cattivi sono solo i nazisti, ed i fascisti non pervenuti?!?".

Morbo K
Commenti contrastanti a Morbo K su X, in merito alla presenza o assenza del fascismo nella fiction Rai - larchitetto.it

E non è un caso isolato. C'è un altro commento che recita "Nazisti e non fascisti #MorboK". La percezione è quella di un racconto che punta il dito solo contro l'invasore tedesco. Qualcuno sottolinea con amarezza: "Effettivamente, però, le responsabilità degli italiani fascisti non sono molto rappresentate...". Un altro spettatore scrive: "In un periodo come questo sarebbe importante ricordare il perché dobbiamo essere antifascisti, eppure qui di fascisti non c'è nemmeno l'ombra".

Tuttavia, il fronte non è compatto. Molti difendono la scelta narrativa degli autori di Rai Fiction: "Questa dei fascisti che nn si vedono è una polemica inutile. Si capisce che ci sono", scrive la donna. Poi aggiunge: "In 'La zona di interesse' non si vede un ebreo eppure il film non ha meno spessore...". È un punto di vista interessante. L'assenza visiva può generare una tensione psicologica persino maggiore della presenza fisica. Un post molto condiviso invita al silenzio polemico dato che il Duce era pienamente nominato. Resta il fatto che Morbo K ha appassionato e stasera tornerà a farlo.

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