Oggi è il 27 gennaio 2026, il Giorno della Memoria, e stasera su Netflix sarebbe quasi doveroso recuperare un’opera imprescindibile. Si intitola "Gli ultimi giorni" (The Last Days) e non è un semplice documentario, ma un testamento umano potentissimo. Il film porta la firma prestigiosa di Steven Spielberg come produttore esecutivo. La regia invece è affidata a James Moll.
L’opera ha trionfato agli Oscar nel 1999, vincendo la statuetta come miglior documentario. La narrazione si concentra su una ferita specifica della storia: la Shoah ungherese. Nel 1944, mentre il Terzo Reich stava per cadere, lo sterminio - paradossalmente - accelerò. I protagonisti dell'opera sono cinque esseri umani straordinari: Bill Basch, Irene Zisblatt, Renée Firestone, Alice Lok Cahana e Tom Lantos. Quest’ultimo è diventato celebre per essere stato l'unico sopravvissuto all'Olocausto eletto al Congresso degli Stati Uniti.
Il film ci porta ad Auschwitz, Bergen-Belsen, Buchenwald e Dachau, dalla parte di chi ha vissuto l'orrore dei campi di concentramento. La colonna sonora - da brividi - è di Hans Zimmer. Quest'ultimo accompagna le immagini d'archivio di Adolf Hitler, Joseph Goebbels e Benito Mussolini. Ci sono però anche coloro che hanno salvato migliaia di vite umane come Raoul Wallenberg o Giorgio Perlasca.
Perché "Gli ultimi giorni" su Netflix è il racconto necessario per le nuove generazioni
In questo documentario non esiste una voce narrante, ma ognuno racconta la propria storia, una storia fatta anche di incredulità per gli ebrei ungheresi. Molti non potevano immaginare neanche lontanamente che, a guerra quasi finita, l'odio nazista sarebbe esploso con ancora più impatto. Circa 438.000 persone furono deportate in pochi mesi. Un momento cruciale del film riguarda il ritorno nei luoghi del trauma. Vediamo i protagonisti camminare tra le rovine di Birkenau assieme ai propri figli, incarnando perfettamente lo spirito di cosa voglia dire la Giornata della Memoria.

Particolarmente toccante è la testimonianza di Dario Gabbai, ex membro del Sonderkommando. Le sue parole descrivono l'orrore indicibile delle camere a gas. La parte finale dell'opera affronta il "dopo". Molti sopravvissuti raccontano la difficoltà di tornare in un mondo che sembrava voler dimenticare l'orrore. La ricostruzione di una vita normale negli Stati Uniti diventa il simbolo di una vittoria definitiva contro il male.
Alcuni critici vedono in questo finale una visione "americanizzata" della storia. Tuttavia, il messaggio resta universale: si può rinascere dalle ceneri come fenici. Guardare "Gli ultimi giorni" stasera su Netflix significa indubbiamente onorare non solo chi è tornato, ma anche chi non ce l'ha fatta. Significa ascoltare chi ha avuto il coraggio di ricordare per noi. È un investimento emotivo che cambia il modo di guardare al passato e al nostro presente. Si tratta di una visione intensa, certamente non facile, ma allo stesso tempo doverosa.
