Sabrina Ferilli ha vinto ancora una volta la sua scommessa con il pubblico di Canale 5 con la fiction A Testa Alta che si è conclusa lasciando i telespettatori contenti di ciò che hanno potuto guardare in tv.
Qualche giorno fa è arrivata però la notizia che molti non avrebbero voluto sentire: Mizio Curcio, lo sceneggiatore della serie, ha rotto il silenzio spiegando che non ci sarà una seconda stagione per la storia di Virginia Terzi. Il cerchio si è chiuso, l'identità del colpevole è svelata e il racconto ha raggiunto il suo naturale epilogo, senza bisogno di ulteriori forzature.
Eppure non è ancora tempo di nostalgia. Dietro le quinte della produzione Mediaset, qualcosa di più grande si sta muovendo. Il sodalizio artistico tra la Ferilli e Curcio non si interrompe affatto. Anzi, si evolve in una nuova sfida narrativa che si preannuncia intensa ancora una volta. Ma di cosa si tratta? Ebbene, Sabrina Ferilli è ormai l'ambasciatrice delle fiction civili in Italia. La sua carriera recente parla chiaro. Ha affrontato l'errore giudiziario in L'amore strappato del 2019 e la gogna mediatica legata al revenge porn nell'ultimo successo televisivo.
L'attrice romana sceglie i suoi ruoli con cognizione di causa. Non cerca solo ascolti record, approvazione o alto share, ma storie che restano. "A Sabrina piace essere portatrice di temi sociali", ha dichiarato Curcio a Fanpage con orgoglio. Insieme starebbero già sviluppando il soggetto di una nuova serie tv per la prossima stagione televisiva.

Il mistero sul nuovo tema: dal femminicidio alla violenza economica, cosa attende la Ferilli dopo A Testa Alta?
Questo nuovo progetto non sarà un sequel, ma rientrerà nel filone delle fiction di Sabrina Ferilli. Le indiscrezioni parlano di un racconto che sarà "all'altezza" del precedente per impatto emotivo e realismo. Racconterà ancora una donna comune che combatte contro le ingiustizie del sistema, ma quale tipo di ingiustizia potrebbe essere?
Quale "nuovo tema sociale" porteranno sul piccolo schermo Curcio e la Ferilli? L'ipotesi di una serie incentrata sul femminicidio appare estremamente plausibile. La violenza di genere è una piaga che non smette di ferire l'Italia e raccontare le radici profonde di questo dramma sarebbe coerente con il percorso della Ferilli. Tuttavia, il ventaglio delle possibilità è molto più ampio. Mizio Curcio ha parlato genericamente di temi legati alla contemporaneità, quindi potremmo trovarci anche davanti a un racconto sulla violenza economica, la forma invisibile di abuso che impedisce a molte donne di fuggire da incubi domestici. Oppure, il nuovo soggetto potrebbe esplorare le crepe del sistema sanitario o i diritti negati dei minori.
In generale, la scelta di chiudere A Testa Alta dimostra onestà intellettuale. Spesso le serie di successo vengono allungate inutilmente, perdendo mordente e verità. Curcio e Ferilli preferiscono invece cambiare ma mantenere un filo conduttore, una scelta non solo intelligente, ma anche necessaria.
