Stasera in tv alle 21:10 su Rai Movie (canale 24), va in onda Nati stanchi. Non è solo un film, ma il manifesto di un duo che avrebbe cambiato la comicità italiana per sempre: Salvatore Ficarra e Valentino Picone.
Uscito nelle sale nel 2002, il debutto cinematografico dei due comici siciliani fu un mezzo flop. Il botteghino rispose con numeri bassissimi, ignorando quella che sarebbe diventata una pietra miliare del genere. Eppure, il tempo ha dato ragione alla visione di Dominick Tambasco e degli sceneggiatori Francesco Bruni e Giambattista Avellino: quando approda sul piccolo schermo, diventa sempre un appuntamento fisso per milioni di italiani.
La storia si svolge in quel di Cardaci, un borgo immaginario della provincia di Siracusa, dove Salvo e Valentino rendono l'ozio una vera e propria forma d'arte. Sono due giovani che resistono al lavoro, facendo di ciò una missione di vita. Le loro giornate passano fra i tavolini del bar, le discussioni con gli amici e i concorsi pubblici affrontati con un unico obiettivo: essere bocciati.
Accanto a loro ci sono Stefania Bonafede e Marica Coco, nei ruoli di Loredana e Sandra. Sono le fidanzate storiche, simboli di una concretezza dalla quale i protagonisti cercano di fuggire. Il cast vanta anche la presenza di Luigi Maria Burruano nel ruolo di Don Ciccio Milazzo, il boss locale, paradossalmente vessato dalla moglie, che diventa il motivo per cui i protagonisti verranno 'catapultati' a Milano. E ancora da menzionare tra gli interpreti la madre di Valentino, cui presta corpo e voce Aurora Quattrocchi, e il parroco del paese, Marcello Perracchio.

Perché riguardare Nati stanchi stasera in tv: l'elogio dell'inerzia di Ficarra e Picone
Nati stanchi non è una semplice commedia, ma un’analisi sulla paura - che tutti noi abbiamo - di crescere. Salvo e Valentino non sono pigri in senso assoluto, ma solo terrorizzati dalla fine della libertà. Il film gioca magistralmente sul paradosso del posto fisso (grande 'topos' anche di altri registi comici, come ad esempio Checco Zalone). Ma se negli anni 2000, il concorso pubblico era ancora un miraggio per l'Italia meridionale, nel film di Ficarra e Picone la vittoria della selezione rappresenta una condanna definitiva al matrimonio e alle responsabilità. Per questo attuano risposte sbagliate ai quiz e fughe strategiche.
La regia di Tambasco mette in evidenza l'ovvio: Ficarra resta la mente cinica e manipolatrice, mentre Picone è l'anima candida e stralunata. Insieme creano una chimica che - a distanza di anni, ben conosciamo e ri-conosciamo. L’aspetto tecnico del film merita un riconoscimento per la fotografia che cattura i colori caldi della Sicilia, rendendo il luogo un personaggio a tutti gli effetti. Il ritmo resta costante, trascinando lo spettatore verso un finale a sorpresa.
Stasera in tv, è il momento di lasciare spazio alla filosofia della lentezza. In un mondo che corre troppo velocemente, essere "nati stanchi" potrebbe essere l'unica vera forma di salvezza. È il film perfetto per chi vuole ridere di cuore senza rinunciare a una riflessione profonda sulla propria vita.
